Quando torneremo alla normalità?

Ma, abbiamo mai vissuto una vita normale? Cosa si intende per normalità?

Abbiamo sperato che dopo la prima ondata di contagi le cose si sarebbero normalizzate. Invece la fase virale si è acutizzata. La seconda ondata sta gettando nel panico l’intero sistema mondiale.

Ha fatto bene il corpo direttivo a proseguire con le misure sanitarie per contrastare i contagi tra i testimoni di Geova e per prevenirne la diffusione. Se fossero state aperte le Sale del Regno avremmo avuto più Testimoni in terapia intensiva che per le strade a predicare.

Alla luce di quanto sta succedendo nel mondo, il buon senso delle decisioni, condivise o no, si stanno dimostrando misure precauzionali lungimiranti. Ma che cos’è la normalità?

Treccani la considera “la condizione di ciò che si ritiene regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico, con riferimento sia al modo di vivere, di agire, o allo stato di salute fisica o psichica, di un individuo, sia a manifestazioni e avvenimenti del mondo fisico, sia a situazioni (politiche, sociali, ecc.) più generali”.

In pratica, la normalità non è mai esistita. Anzi, i tempi in cui viviamo sono i più anormali dell’anormalità mai vissuta dall’umanità. Il contrario di normalità è crisi, emergenza, pervertimento, degenerazione, mostruosità, alterazione, stravaganza, stranezza, insania, turbamento, sollevazione, tumulto, e quant’altro.

In pratica, questa è la condizione in cui versa la società umana. Perciò, tranquilli è tutto a posto, siamo stati sempre anormali più che normali. In fondo ci siamo abituati fin dalla nascita. La normalità è un credo, una idea che tranquillizza solo a pronunciarla. È molto utilizzata nel linguaggio moderno, altrettanto poco praticata.

Questa parola ci rassicura e ci rende simili. Solo a parole, appunto. Chi esce da quell’ordine di normalità viene considerato un provocatore, un dissidente, mentre se aderisce ai comportamenti generali e alle consuetudini stabilite, viene accettato come pecora del gregge.

“Dentro” sei normale, “fuori” sei asociale, un individuo da allontanare, prima che svii la parte sana dei cosiddetti normali. Come se normale fosse questo isolamento forzato con tutte le sue anomale misure preventive.

Ognuno ha bisogni ed esigenze diverse da un altro. È impossibile stabilire norme che vadano bene per tutti. Ecco perché, gli uomini aspettano il vaccino per liberarsi dal giogo del virus, come gli ebrei del I secolo aspettavano il Messia per liberarsi dal giogo romano.

I potenti del mondo hanno messo a disposizione dei più grandi scienziati, delle menti più evolute, ingenti risorse economiche per fabbricare un vaccino che sia in grado di debellare il Covid, Non si capisce come mai ancora non ci sono riusciti, ammesso che ci riusciranno. Ma di quale normalità stiamo parlando?

Anche se un giorno l’umanità sarà vaccinata, a quale normalità tornerà? Non confondiamo normalità con quotidianità, quella scontata e ripetitiva. Visto che all’imbecillità umana non c’è mai fine, vuoi vedere che è stata la ricerca di normalità a portarci alla catastrofe?

Cosa c’è di normale nel voler normalizzare una pandemia? In molti scambiano la «normalità» con la «realtà», ed è qui che si genera il grande equivoco. La normalità esige che tutto sia verosimile e mai vero: la verità terrorizza, meglio la quotidiana finzione che illude e rasserena.

E poi venne la grande invasione virale, quella che ha sommerso il senso della normalità, trasformandola in tragica realtà, appunto realtà. Qualcosa che non poteva essere addolcita, modificata, diluita, negata. E tuttora non abbiamo capito ancora niente di essa.

Chi ci salverà? Per chi confida nella scienza gli scienziati, anzi più esattamente i virologi, quelli che straparlano tutte le migliaia di volte che appaiono in televisione. Chi spera nella politica i politici, quelli beceri che lottano fra di loro e si insultano a vicenda. Per chi crede in Dio il Regno dei Cieli. A voi la scelta! Possibilmente una scelta “normale”.

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