Quella fede persa che rinasce nella notte buia

Nel corso della storia ci sono stati tanti uomini, che nella notte oscura della loro vita la fede l’hanno persa e tanti altri che invece l’hanno ritrovata o rafforzata.

 A molti di questi uomini, quando lottavano interiormente nella sofferenza, nella notte della fede, pareva che Dio fosse vicino, poi più niente, anche se hanno continuato a vivere una vita devota. Tanti fratelli non immaginavano che certe colonne della congregazione non sentissero più la presenza di Dio. Molte di queste notti sono riassunte nella notte che Gesù attraversa nel Getsemani, dove le ingiustizie dell’uomo le accoglie e le fa sue. Qualcosa di insopportabile quella notte, di terribile, di inimmaginabile. Un’anima profondamente addolorata da sentire la morte accanto. E quando ci fermiamo a riflettere sulla più grande ingiustizia umana, siamo come senza fiato, ci sentiamo schiacciati. Molte cose che accadono nelle congregazioni ci fanno soffrire, ma siamo certi che Gesù le ha accolte a sé e le ha riscattate in quella notte buia.

«L’anima mia è profondamente addolorata, fino alla morte». – Matteo 26:38

Non sappiamo come Gesù abbia effettivamente accolto a sé queste ingiustizie, ma questa è una certezza che ci deve accompagnare in tutte le notti oscure, notti in cui la presenza di Dio ci sembra molto lontana. Inoltre, non sappiamo cosa sia avvenuto nel momento in cui Gesù è stato risorto. La Chiesa Cattolica, nella sua liturgia, recita: “Beata notte, che non hai saputo il giorno e l’ora”. Nessuno è stato presente e nessuno può raccontarcelo, sappiamo solo quello che successe dopo. Uno scoppio di luce immensa? La potenza dello spirito che solleva il corpo esanime di Gesù trasformandolo in spirito? Possiamo solo immaginare! Gesù disse che sarebbe stato “con noi fino alla fine di questo sistema” (Mt 28:20). Egli avrebbe garantito la sua presenza in Spirito, con la sua capacità di vedere le cose e di agire. Occorre l’occhio della fede per leggere certi eventi e per sentire intorno a sé la presenza di questo spirito. Banalizzati dalle cose quotidiane o dalle sofferenze, potremmo non “vedere” questa presenza e non avere nessuna chiave per interpretare certi fatti che ci capitano.

Se hai subito delle ingiustizie da parte di altri fratelli al punto di abbandonare la congregazione, chiediti se sono tali o paragonabili a quelle subite da Gesù. Se “la notte oscura” capitò anche a Gesù, non meravigliarti se succede anche a te. Si può rinascere dalla tomba oscura come accadde a Gesù. Non c’è oscurità che non possa essere penetrata dalla scintillante luce dello Spirito.

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