Quell’impulso esplosivo…

Certe delusioni hanno un sapore amaro, in modo particolare quando il comportamento di una persona che stimavamo ha disatteso le nostre aspettative.

L’amarezza che avvolge i nostri sentimenti feriti può dare impulso a una forte esplosione emotiva che può portare in molti casi a una violenza verbale. Se non si elabora il dolore che si prova, col tempo si comincia a deprezzare il valore in cui abbiamo tanto creduto e idealizzato.

Dopo il “tradimento”, vero o presunto, si ricacciano quei sani valori di un tempo in un limbo di risentimenti. L’unica ragione per vivere è farla pagare a chi, secondo noi, ci ha fatto del male. Diamo vita a una battaglia contro chi pensiamo ci abbia rovinato la vita.

Una miscela esplosiva di emozioni distruttive e sentimenti brucianti travolgono la nostra esistenza. Diventiamo fuoco e fiamme, peggio del Diavolo negli inferi. Vive in noi un forte disagio morale provocato da speranze mancate e da previsioni sbagliate.

Agli inizi combattiamo una guerra solitaria e siccome a nessuno gliene importa nulla delle nostre rivendicazioni, cerchiamo sodali, soprattutto nel web. Non mandiamo giù l’idea che certe delusioni che ci danno gli altri sono di gran lunga inferiori a quelle che diamo a noi stessi. E’ dura accettare il fatto che forse abbiamo commesso delle colpe.

E’ difficile chiudere con i propri errori finché siamo convinti che la colpa è sempre degli altri. Ci sono casi in cui bisogna ammettere che non sempre tutte le colpe sono attribuibili a noi stessi. Ci sono fattori che vanno al di là della nostra volontà. In questi casi il segreto di una pace interiore è quello di accettare la realtà.

L’errore peggiore che possiamo fare quando altri ci deludono fortemente è di agire d’impulso rompendo ogni legame fraterno con la congregazione. Imparare a come reagire alle delusioni è comunque un’esperienza preziosa che ci aiuta a crescere spiritualmente.

Rimaniamo delusi quando le nostre convinzioni saltano per aria. Quando certe aspettative vengono stravolte. Il verbo latino deludere (prendersi gioco) sottolinea l’idea che la vita si fa beffe di noi. Le delusioni non lasciano in noi solo tristezza e rabbia, ma anche confusione nel dover dare per l’ennesima volta forma alla nostra esistenza.

A volte la delusione crea disordini mentali. Freud riteneva che la delusione poteva avere una certa utilità, un passaggio cruciale nello sviluppo mentale. Per Freud certe ferite erano di natura narcisistica, che si verificano quando vengono messe in discussione le fantasie che ci siamo create o che ci hanno raccontato.

Si tratta di un colpo inferto al nostro ego. La delusione ci priva delle nostre convinzioni, magari errate, che avevamo di noi stessi. Oggi a delusione si preferisce il termine frustrazione, che in realtà è solo esasperazione.

La frustrazione, oltre una certa soglia, è considerata dannosa, perché innesca meccanismi esplosivi e aggressivi. L’esasperazione è un esacerbamento, un aggravamento irritativo che porta chi ne soffre a esplodere.

Irritandosi si aggrava il problema. Anche se siamo convinti d’avere ragione, dobbiamo mostrare umiltà. Essa facilita molto le cose a chi voglia riparare un torto commesso. Gesù disse che si doveva parlare a chi ci aveva offeso allo scopo di ‘guadagnare il nostro fratello’. Questo risultato si otterrà probabilmente affrontando il problema con mitezza e umiltà.

Quando qualcuno ci irrita, l’amore, la mitezza e l’umiltà, invece di farci esplodere il cervello, possono aiutarci a risolvere la situazione in modo costruttivo, di solito con ottimi risultati. Se si “guarda all’interesse personale degli altri”, invece di un carattere esplosivo, deflagrante, manifesteremo qualità come la mitezza, la calma, la quiete, la pacatezza, la placidità. (Filippesi 2:3, 4).

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