Siamo quello che il CD dice che siamo

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Come tdG non esistiamo al di fuori della guida e di ciò che il CD scrive di noi. La nostra personalità e il nostro futuro dipendono dalle sue valutazioni. Il nostro io è il CD mica Geova o Gesù.

Il nostro ranking lo stabilisce il corpo degli anziani. Se vogliamo conoscere e riconoscere il mondo, il successo teocratico, la popolarità e il biglietto di solo andata per il Paradiso, dobbiamo sintonizzarci su JW.org e propagandarlo, naturalmente. Ci fidiamo a tal punto degli anziani, dei sorveglianti e del CD, che se qualcuno si azzarda, seppur minimamente, a criticare il loro operato, lo ritroviamo ai margini. A volte capita di non capire chi viene al primo posto nella nostra vita: Geova o l’Organizzazione?

Nel mondo dei tdG, la maggior parte delle informazioni a cui hanno accesso, sono indirette e dipendono perlopiù dalle valutazioni altrui. Questo non vuol dire che i tdG sono ingenui, facilmente manipolabili come vorrebbe una tesi a volte paranoica e molto diffusa tra coloro che la pensano diversamente dai tdG. Oggi si raccolgono più informazioni e in modo abbastanza veloce rispetto al passato. Il punto è saper filtrare questa massa di conoscenza di cui disponiamo.

Gran parte delle informazioni che riceviamo sotto forma di pubblicazioni, video e circolari, sono il risultato dei rapporti che i sorveglianti viaggianti inviano alla sede nazionale e a sua volta a quella mondiale. Ci troviamo a far parte di un mondo le cui decisioni sono condizionate da quanto scrivono i sorveglianti dopo aver visitato le congregazioni. Una minoranza decide in linea di massima per la maggioranza.

A volte questi rapporti non corrispondono alla realtà che vivono gran parte dei tdG. Non sempre ai sorveglianti viene presentata dal corpo degli anziani la vera natura dei problemi, anzi capita pure che certi problemi glieli nascondino, facendo apparire la congregazione come un gioiello di spiritualità. Invece di diffidare degli anziani finti ottimisti, i sorveglianti, soprattutto quelli che hanno idiosincrasia a trattare i problemi si accodano senza fare nessuna verifica. Se poi qualcuno trova il coraggio di far conoscere il suo stato d’animo, viene tacciato di non essere un cristiano spirituale. Capita pure, che certi rapporti siano palesemente in contrasto con quanto scritto in precedenza da un altro sorvegliante. Ci sono rapporti che sono il frutto di impressioni e non di verifiche fatte con le parti interessate. A volte si ascolta soltanto una parte, di solito quella degli anziani.

Sono decisioni prese in modo irresponsabile, basate in genere su indicazioni di cui nessuno si prende la briga di verificarle. Ci si fida dell’autorità di chi le scrive e basta. Cosa succederebbe se questi rapporti al termine della visita fossero letti pubblicamente alla congregazione? Perché i membri della congregazione non devono sapere cosa è stato fatto durante la visita del sorvegliante e quali punti sono stati trattati, visto che lo scopo è di migliorarne la spiritualità? Siamo una famiglia cristiana di cui ci fidiamo l’uno con l’altro, oppure no? Quanti sorveglianti avrebbero gli attributi per dire pubblicamente quanto hanno scritto o quantomeno informare i diretti interessati? Chi controlla i controllori? Non sarebbe il caso che di tanto in tanto qualcuno con delega del CD verificasse se il lavoro di questi sorveglianti sia fatto in modo cristiano e secondo disposizione? Quando ci sono di mezzo la vita e le scelte dei fratelli non si capisce perché debbano essere tenuti all’oscuro di quanto viene scritto. Soprattutto quando alcuni di questi sorveglianti hanno “rovinato” la vita ad altri fratelli.

Un CD che basa le sue scelte sui rapporti che giungono da ogni parte del mondo ha bisogno di sviluppare competenze e non accettare come oro colato tali rapporti. Ci chiediamo con quale criterio o esperienza, alcuni sorveglianti possono giudicare e valutare una situazione che non hanno mai vissuta. Come possono comprendere lo stato d’animo di chi sgobba dalla mattina alla sera per tirare a campare se loro vivono nella bambagia, con vitto e alloggio gratis? Come possono capire gli sforzi e i sacrifici che i fratelli fanno per avere il necessario da vivere, privandosi persino di mezzi materiali, a volte necessari, e poi vedere questi sorveglianti con l’automobile gratis, le spese pagate dalle congregazioni e smanettare con pc, cellulari e tablet di ultima generazione? Che ne sanno loro delle malattie, della depressione, degli sforzi che i fratelli fanno giorno dopo giorno con datori di lavoro esigenti e irragionevoli e colleghi invidiosi, se non hanno mai lavorato nemmeno un giorno nella loro vita? Che ne sanno dei sacrifici che fanno i figli con i genitori anziani malati se loro stessi sono lontani dai loro genitori? Forse perché qualcun altro si sta occupando al loro posto? Ci fermiamo qui perché non vogliano dare l’impressione di spalare fango e gettarlo su tutta la categoria dei sorveglianti. Sappiamo bene che fra di loro ci sono fratelli e sorelle che servono con umiltà e amore le congregazioni.

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Il compito dei sorveglianti così come funziona oggi non va bene, è inutile. Il CD ha conferito loro un enorme potere, che solo pochi sanno esercitare dovutamente per risolvere i tanti problemi che affliggono le congregazioni mondiali. Spesso non lo usano di proposito per paura di sbagliare o per non mettersi contro il corpo degli anziani e quando usano tale potere lo fanno nel modo sbagliato. A vederli, quando arrivano in congregazione sembrano più dei funzionari di Equitalia che dei veri pastori cristiani. Dove sono finiti i vecchi sorveglianti di una volta che quando arrivavano in congregazione ravvivavano lo spirito di molti e aprivano la strada della predicazione di casa in casa? Dove sono finiti quei sorveglianti cui si faceva a gara per averli ospiti a casa? Che ci edificavano con le loro parole e ci incoraggiavano con le esperienze di campo? Dove sono quei sorveglianti che avevano gli abiti, la borsa del servizio e la Bibbia consumati a motivo del loro strenuo impegno teocratico? Dove sono quei sorveglianti che dopo essere usciti in servizio con loro, tornavi a casa soddisfatto e pieno di energia, manco fossi stato in servizio con Gesù in persona? Una volta, sì, che erano veramente schiavi di Cristo. Oggi sono schiavi della tecnologia e della burocrazia economica. Ma che vadano a lavorare e a sudarsi lo stipendio come fanno la stragrande maggioranza dei tdG, forse ci capirebbero qualcosa della vita. Se l’apostolo Paolo, esempio fulgido di missionario, potesse oggi vederli, si strapperebbe i pochi capelli rimasti in testa o lancerebbe un urlo più potente di quello di Munch. Ci sono due bellissimi articoli sull’onore e sui rischi nel lasciare che altri decidano al posto nostro, pubblicati nell’ultima Torre di Guardia, quella di marzo 2017, edizione per lo studio. Ci chiediamo se alcuni di questi sorveglianti mostrano onore ai fratelli e se essi meritano onore quando sono loro per primi a non onorare l’incarico di sorvegliante che Geova gli ha assegnato.

Siamo seri, per favore. Siamo quello che realmente siamo e non quello che altri ci dicono che siamo. Una cosa non è quella cosa solo perché si parla di quella cosa. Una cosa è anche quello che non si dice e non si scrive di quella cosa.

 

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