Quot homines tot sententiae

Quot homines tot sententiae (latino: «quanti uomini tanti pareri») è un antico proverbio che si cita spesso, anche nella forma «quante teste tanti pareri», per affermare che, tra gli uomini, le opinioni e i gusti sono diversi, ed è difficile che in una comunità tutti la pensino allo stesso modo.

Un tempo non era permesso di pensare diversamente. Oggi si pensa liberamente, ma difficilmente si trovano tante teste pensanti e capaci. Eppure, la capacità di pensare è un aspetto fondamentale del cristianesimo. La capacità di pensare è la cautela con cui sottrarsi al male e trovare il bene. Significa tener conto non solo delle conseguenze immediate delle nostre azioni ma anche di quelle a lungo termine.

Se abbiamo la capacità di pensare, prima di esprimere un parere considereremo attentamente le alternative, specie quando si tratta di decisioni importanti. Le opinioni variano parecchio, anzi sono infinite. Per quanto riguarda i tdG, alcuni li lodano e li onorano, altri li oltraggiano e li odiano. Comunque sia, finché si fanno guidare dai princìpi biblici hanno tutti i motivi per essere felici e tranquilli. Dicono che ci sia un’opinione tanto quanto sono gli uomini nel mondo.

Come si fa a fissare l’opinione per eccellenza? Non dai grandi uomini del passato, in quanto uomini di passaggio nello spazio e nel tempo; non dal popolo che è considerato credulone e ignorante. Forse conviene prima filtrare quello che si vuole esaminare. I liquori quando riposano, la feccia va giù e la parte buona va su. Allo stesso modo è saggio lasciar riposare la massa delle opinioni, affinché col tempo, quelle buone rimangono nella testa dei pensanti e quelle cattive vanno giù nel dimenticatoio.

Anche l’apostolo Paolo incoraggia a essere convinti della propria fede e ammonisce a non impegnarsi per uguagliare o superare un fratello in pregi e meriti, quando ci sono opinioni differenti: “Un [uomo] giudica un giorno più di un altro; un altro giudica un giorno come tutti gli altri; ciascuno sia pienamente convinto nella sua propria mente”. (Romani 14:5) Per Paolo, due cristiani possono pensarla, uno in un modo e l’altro diversamente, mentre un terzo (in questo caso Paolo) ordina di prendere una decisione in cui ciascuno sia pienamente convinto.

Nella moltitudine, non degli opinionisti, ma dei consigli della Bibbia c’è la riuscita.

«Quanti uomini tanti pareri» è usato anche per indicare la parzialità e la provvisorietà delle opinioni umane. Peso specifico hanno le parole degli esperti. E siccome gli esperti, specialmente in Internet, sono come i granelli di sabbia, altrettanto dicasi dei pareri. A sentirli sembrano più esperti di Dio. Pure tra i tdG, alcune opinioni, anche quelle leggermente diverse, possono essere causa di divisione o di sfuriate. Addirittura, durante le adunanze degli anziani possono scoppiare discussioni su un determinato punto. Immaginate cosa succede in un forum quando la discussione si accende.

Assistere a due che battibeccano non è edificante. Eppure, le personalità diverse sono una risorsa per la congregazione. Le opinioni fanno parte della personalità di ciascuno e variano da cristiano a cristiano. Le differenze di personalità possono arricchire un’amicizia, ma anche essere fonte di contrasti. Questo non vuol dire che non si può andare d’accordo.

I primi cristiani avevano personalità diverse, ciononostante lavoravano bene insieme (Atti 8:14; Galati 2:9). Evodia e Sintiche forse avevano personalità e modi di fare molto diversi, ciò nondimeno, l’apostolo Paolo le incoraggiò “ad avere lo stesso pensiero nel Signore” (Filippesi 4:2). Pur riconoscendo che in tanti possono pensarla diversamente da noi, se amiamo Geova e i nostri fratelli, faremo il possibile per evitare che i pareri contrastanti ci allontanino l’uno dall’altro.

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Approfondimento:

Opinioni o convinzioni? Psicologia e comportamento di un tdG

Chi è convinto non ha opinioni, ma certezze. Chi ha opinioni non ha convinzioni, perché non ha certezze.

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Commenti (2)

  • Bereano Laterale

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    Ma gli anziani di congregazione … leggono il vostro sito?…. riflettono su ‘ste cose?

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    • inattivopuntoinfo

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      Gli anziani di congregazione hanno l’obbligo di leggere ciò che dice la Bibbia sul ruolo che hanno in congregazione e riflettere alla luce delle Scritture se adempiono correttamente le loro responsabilità. Noi non siamo il loro punto riferimento né pretendiamo di esserlo.

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