Il rapporto con gli anziani della congregazione

“Ubbidite a quelli che vi guidano e siate loro sottomessi, perché vegliano su di voi e dovranno renderne conto; affinché lo facciano con gioia e non sospirando, cosa che andrebbe a vostro discapito”. (Ebrei 13:17)

Nessuno può negare che nel corso della storia Dio ha provveduto delle guide per il suo popolo e che il benessere dipendeva largamente dall’integrità dei governanti (Proverbi 29:12). Anche il modo in cui il popolo reagiva alle leggi di Dio era un fattore determinante per stabilire se sarebbe stato benedetto o giudicato (Neemia 9:26, 27).

Anche per la congregazione cristiana Geova ha stabilito delle guide. E’ volontà di Dio che le congregazioni mettano in pratica i principi biblici che regolano il rapporto con gli anziani. La mancata applicazione di questi principi è causa di eccessi: da una parte c’è il rifiuto di sottomettersi agli anziani e dall’altra l’autoritarismo oppressivo di alcuni di questi anziani. Affinché ogni cosa funzioni in maniera cristiana, ogni proclamatore deve essere consapevole delle sue responsabilità e adempierle diligentemente (1 Corinti 12:12-30).

RICONOSCERE LA LORO AUTORITA’. L’ubbidienza di cui si parla in Ebrei 13:17 è congiunta con la sottomissione. Il senso della parola greca “ubbidienza” implica diverse sfumature e nel caso in questione significa letteralmente essere continuamente convinti, persuasi, confidare, credere, prestare ascolto. L’ubbidienza, come è intesa nelle lingue originali delle Scritture, dipende prima di tutto dall’udire, cioè dal ricevere determinate informazioni e quindi dall’acconsentire alla volontà o al desiderio di chi esprime tale volontà. La sottomissione a sua volta dipende dal riconoscere l’autorità o il diritto di una persona di chiedere o esigere quella determinata cosa, e anche dal desiderio o dalla volontà dell’uditore di adeguarsi al volere di quella persona. (Ubbidienza, Perspicacia, vol.2).

Si tratta di un comando inequivocabile. Ciò non vuol dire accondiscendere a qualunque cosa ci dicano. Nella Terza Lettera di Giovanni, l’apostolo dice al suo amico Gaio di “disubbidire” a Diotrefe, “di non imitare il male” di quest’uomo, nonostante avesse una certa autorità di cacciare o espellere dalla congregazione i fratelli che mostravano accoglienza cristiana. Forse era un nominato. Chi cerca di guidarci verso il male, chiunque esso sia, non è degno di ubbidienza né di sottomissione (Atti 5:29). Se certe direttive non riflettono i principi della Bibbia il cristiano ha buone ragioni per non ubbidire. Comunque una certa direttiva può sembrarci “non giusta” e viceversa. Ogni coscienza è diversa dall’altra. Ciò che può sembrare giusto a un cristiano può apparire ingiusto a un altro. La nostra imperfezione, le nostre emozioni e i nostri sentimenti, possono spingerci lontani dall’obbedire. Bisogna stare attenti a non confondere la nostra coscienza con le nostre preferenze o dei semplici consigli degli anziani con dei comandi.

A volte una direttiva fa emergere un aspetto negativo della nostra personalità e invece di cambiare ci rifiutiamo di accettarla.

IL COMANDO DELLA SOTTOMISSIONE. Paolo e Barnaba ‘non cedettero con sottomissione’ ai falsi fratelli i quali, contrariamente al rivelato proposito di Dio, sostenevano che la circoncisione e l’osservanza della Legge mosaica fossero indispensabili per ottenere la salvezza. (Gal 2:3-5) La sottomissione entra in ballo quando non siamo convinti di una particolare direttiva indicata dagli anziani.

Nel passo di Ebrei 13:7, 17, l’apostolo Paolo elenca quattro ragioni per cui dobbiamo essere ubbidienti e sottomessi ai sorveglianti cristiani. La prima è che essi ci “hanno annunciato la parola di Dio”. La seconda è che “essi vigilano sulle [nostre] anime”, letteralmente “si astengono dal sonno”. Una terza ragione per collaborare di buon grado con i sorveglianti è che essi vigilano su di noi “come coloro che renderanno conto” a Cristo e a Geova. La quarta ragione è “affinché lo facciano con gioia e non sospirando, poiché questo sarebbe a nostro discapito”, nel senso che rimetteremmo anche noi. Dio sa che gli uomini nominati come sorveglianti sono imperfetti. Ciò nonostante li impiega nella congregazione.

Dio vuole che ci sottomettiamo agli anziani fedeli in modo attivo e non passivo o perché costretti. Dovremmo farlo perché “vegliano” per necessità sulla congregazione soprattutto nelle ore in cui si dovrebbe dormire, cioè nella notte o quando altri dormono. Non li combattete. Possiamo avere motivi di disaccordo con loro, senza necessariamente creare conflitti. Molte volte non è l’argomento la causa delle tensioni ma il modo come ci approcciamo. La nostra relazione con loro dovrebbe farli gioire, considerando il ruolo all’interno della congregazione e non farli sospirare.

Non li rattristate o farli gemere con la nostra indifferenza, seminando discordie tra fratelli, rispondendo in malo modo ai loro consigli, indurendo il cuore e giudicandoli frettolosamente in maniera ingiusta. Non facciamoli diventare “anziani piangenti” dal dolore, come successe a Geremia (Geremia 8:18).

Eventuali mancanze o errori da parte di alcuni anziani non giustificherebbero un atteggiamento insubordinato da parte nostra. Geova non benedice la disubbidienza e la ribellione. (Numeri 12:1, 2, 9-11).

Di certo, nelle congregazioni, moltissimi anziani operano in maniera eccellente nell’insegnare e nel proteggere le pecore di Geova. Il mio desiderio è quello che in congregazione si continui a mostrare gratitudine per le loro fatiche collaborando di buon grado, mostrando onore e rispetto, ubbidendo e mostrando loro la dovuta sottomissione.

Un congregatore cristiano
La casa del popolo di Geova – terza e ultima parte

__________________________________________________

GLI ALTRI DUE ARTICOLI SULLO STESSO ARGOMENTO:

  1. La casa del popolo di Geova
  2. Non trascurate le riunioni

Tags: , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (2)

  • Anonimo

    |

    Affinché ogni cosa funzioni in maniera cristiana, ogni proclamatore deve essere consapevole delle sue responsabilità e adempierle diligentemente (1 Corinti 12:12-30)…….Nella stessa misura in cui gli anziani altrettanto diligentemente seguono le scritture. w13 15/11 pp. 26-30 Pastori, imitate i più grandi Pastori

    “gli anziani sono esortati a non “[signoreggiare] su quelli che sono l’eredità di Dio” (Ebr. 13:17; leggi 1 Pietro 5:2, 3).

    Per cui caro congregatrore cristiano prova a girare le espressioni in grassetto del tuo post dal basso verso l’alto, cambiamo la chiave di lettura, tipo anziani rispettate la dignità dei fratelli, non li combattete, non li rattristate….eh caro congregatore… anche tu…mostri lo stesso atteggiamento ..sono sempre gli altri a doversi adeguare, a rispettare, a sopportare, ad aspettare ….

    Reply

    • inattivopuntoinfo

      |

      Rispondiamo noi di inattivopuntoinfo. Siamo completamente d’accordo con quanto riportato nella Torre di Guardia da te citata. Abbiamo pubblicato molti articoli su questo argomento. Il problema è che diversi anziani continuano a non seguire quanto gli viene consigliato o comandato di fare. Si deve comunque riconoscere che non tutti gli anziani signoreggiano il gregge. Il congregatore ha comunque scritto di “autoritarismo oppressivo di alcuni di questi anziani”. Riconosce quindi che il problema c’è. Ci rendiamo conto che molti ce l’hanno con alcuni anziani per il dolore che causano ai fratelli. Da parte nostra continueremo a evidenziarli. Grazie, comunque per la tua precisazione.

      Reply

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA