Il ravvedimento è necessario anche ai proclamatori “attivi”

Il ravvedimento è necessario anche al popolo di Dio. Sì, anche per coloro che hanno conosciuto le benedizioni di Geova. Anche loro sbagliano continuamente a causa dell’imperfezione.

“Fatemi capire lo sbaglio che ho commesso”.Giobbe 6:24

Giobbe non capiva i presunti sbagli che gli venivano attribuiti dai suoi amici. Chiede che lo aiutino a capire dove ha sbagliato in modo da potersi ravvedere. Il ravvedimento continuerà fin quando non saremo liberati dal peccato adamico.

Pur essendo preziosi agli occhi di Geova, siamo come il diamante, che per quanto lucente possa apparire, possiede delle imperfezioni. Quando si parla dei lontani, si ha la tendenza a criticarli per aver abbandonato la congregazione, nonostante quello che Paolo scrisse: “Non giudicate nulla prima del tempo stabilito…” (1 Cor 4:5). Alcuni proclamatori si credono delle verginelle, nonostante i pensieri negativi che fluttuano nella loro mente come i grandi sciami di tafani invadevano la casa di Faraone e le case degli egiziani. (Es 8:24)

Quanta aridità d’animo si riscontra in alcuni tdG. E che dire di coloro che si accontentano del minimo indispensabile nel servizio a Dio? Questi cristiani avrebbero dovuto sviluppare i loro talenti e invece li hanno seppelliti, sprecando così gran parte del loro tempo in cose inutili e vane. E che dire di tutti quei proclamatori che hanno fatto promesse a Dio senza mai mantenerle fino in fondo? Hanno fatto “secondo tutto ciò che è uscito dalla loro bocca?” (Num 30:2). Le divisioni offuscano la bellezza della congregazione e la indeboliscono nell’unità. Ci sono anziani che dovrebbero recitare il mea culpa dalla mattina alla sera per le spaccature che creano nel corpo degli anziani e nella congregazione. Per non parlare di quanti usano il podio come palcoscenico per la loro vanagloria. Il ravvedimento è un dono di Dio, non si riceve a motivo delle nostre opere, né siamo autorizzati a sbagliare deliberatamente, pensando che Dio è misericordioso e alla fine ci perdona comunque. Questo modo di pensare somiglia tanto alla confessione e alla penitenza dei cattolici.

(Sul ravvedimento – seconda e ultima parte)

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Vedi la prima parte:

Senza ravvedimento è imposibile tornare a Dio

 

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Commenti (1)

  • Anonimo

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    Mi piace! condivido questa esposizione dei fatti.

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