Resisti figlio mio se vuoi diventare un vero uomo

Se. Lettera a un figlio è il titolo di una famosa poesia dello scrittore britannico Joseph Rudyard Kipling (1865-1936). Contiene alcuni consigli appassionati sulla dignità e sul comportamento da tenere per diventare un vero uomo. Originariamente scritta per suo figlio, riesce, con i suoi versi, a toccare il cuore degli adulti di ogni tempo.

E’ una poesia molto amata, che esorta a non arrendersi mai, nemmeno di fronte alle circostanze più avverse. I versi iniziano con un “sé”, che vuole essere soprattutto un invito a decidere se condividere o meno quanto viene espresso. Per Kipling, a fare un uomo sono i sogni, i valori, la libertà e la volontà di considerare ogni passo della nostra esistenza come un cammino verso qualcosa di nuovo e di vero, soprattutto quando quelli che ci circondano “perdono la testa”, dubitano di noi e ci incolpano di cose non commesse.

Si devono aspettare con pazienza momenti migliori, senza tuttavia stancarsi di fronte all’odio, alle calunnie, sopportando le distorsioni della verità da parte di “furfanti che cercano di abbindolare gli sciocchi”. L’incoraggiamento di Kipling è di piegarsi di nuovo per ricostruire tutto quello che di importante è stato per noi e che altri hanno distrutto.

C’è molta Bibbia nei versi di questa poesia. Un chiaro riferimento a “tener duro” quando il cuore, i tendini e i nervi sono sfiniti e consumati, arriva da una voce, la Volontà, a perseverare, che assomiglia molto a Proverbi capitolo 3. Qui, Dio, si rivolge come fa un padre amorevole con suo figlio (Figlio mio, non dimenticare la mia legge, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti). Anche Dio raccomanda a suo figlio di tenere duro, di non affidarsi al suo intendimento e alle sue capacità, ma di confidare nella bontà e nella fedeltà. Se si darà valore nella propria vita ai consigli di Dio si potrà camminare senza timore e senza inciampo, “perché Geova riprende colui che ama, come fa anche il padre col figlio di cui si compiace”. Qualsiasi cosa sia successa in congregazione che ti ha spinto a essere lontano dai tuoi fratelli di un tempo, Dio vuole che tu stia lontano solo “dal male” (vs.7) e non dalla congregazione. “Non litigare senza motivo con un uomo, se non ti ha fatto nessun male” (vs. 30).

 

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