Restare o lasciare?

Sono tanti i tdG che si pongono questa domanda. Sono pochi quelli che decidono di restare per migliorare le condizioni spirituali della congregazione, mentre aumentano sempre di più coloro che decidono di andarsene, perché si rendono conto che le cose non miglioreranno mai nel modo come sperano.

Quando i corpi degli anziani si lasciano guidare dallo spirito di Dio, le congregazioni prosperano e sono felici. A nessuno viene in mente di andarsene. Quando, invece, gli anziani fanno valere la loro autorità e si concentrano di più sulle opere e le attività teocratiche e meno sui bisogni dei proclamatori, le possibilità che le cose cambino sono pochissime. Le pecore tendono a seguire il pastore e quelli che non vanno via rimangono intrappolate nel legalismo. In questo caso, piuttosto che abbandonare Dio è meglio che abbandoniate questi anziani trasferendovi in un’altra congregazione, più comprensiva, più flessibile e meno legalistica.

Andare via da quel corpo di anziani, dopo aver fatto ogni tentativo possibile per sistemare le cose, è la scelta più saggia per salvaguardare la vostra spiritualità. E’ anche l’unica risposta sensata che possiate dare a questi anziani, senza incorrere in questioni disciplinari.

Chi rimane, pur non approvando i modi di fare poco cristiani di questi anziani, sta in pratica sostenendo delle guide malate, che continuano ad abusare della loro autorità. Un modo per far capire (forse) che i loro metodi sono sbagliati è di trasferirsi in un’altra congregazione. Quando rimarranno in pochi, forse qualche sorvegliante sveglio, si dovrà rendere conto che qualcosa non funziona in quel corpo degli anziani.

Molte decisioni sono a discrezione del sorvegliante di circoscrizione, delegato dal CD. Alcuni hanno dei dubbi e vedono con una certa diffidenza tale delega. Spesso gli anziani si trovano a discutere fra di loro, chiusi in una stanzetta, più per questioni burocratiche e organizzative che per stare vicino ai reali problemi dei fratelli. E se qualcuno di loro comincia a contrapporsi alla maggioranza, viene additato come un problema. Un anziano che vede le cose diversamente, prima o poi va in crisi.

Alcuni anziani, dopo certi scontri di vedute, non provano più gioia nel servire come pastori. Cominciano ad avere dubbi nei confronti di un’opera che fa sprecare tempo ed energie. Per questo motivo alcuni anziani rinunciano all’incarico, anche se questa decisione può costare molto in termini di immagine e di privilegi teocratici. Lottare per cambiare una certa mentalità, alla lunga logora. Fate prima voi a cambiare attitudine che loro. Alcuni decidono che sia più saggio cambiare strategia che sbattere la testa contro il muro. Se proprio non ce la fate più, cambiate voi congregazione prima che il corpo degli anziani vi rimuova. E per quanto possibile andate via in buoni rapporti, senza strascichi di polemiche e divisioni. Avere a tutti i costi ragione non serve a nulla.

E’ difficile convivere in un corpo dove le vedute sono estremamente diverse e non condivise. Non vale la pena rovinarsi la salute fisica e spirituale. Non è giusto nemmeno far ricadere le conseguenze di questa situazione sui propri familiari. Non trascurate vostra moglie e i vostri figli per delle crociate autolesionistiche. Molte famiglie sono crollate in senso spirituale perché l’anziano, impegnato a migliorare la condizione della congregazione, ha perso di vista i bisogni della sua famiglia.

Geova non vi ha posto in quell’incarico per risolvere ogni problema che c’è in congregazione. Ricordatevi che per quanto amiate i fratelli, Dio li ama più di voi e può sanarli senza di voi. Anche a Dio stanno a cuore i suoi adoratori vittime degli abusi. Andare via non uccide un sistema già morto. Ci sono stati momenti nella storia del popolo di Dio, che sulla porta della sua città spirituale, Dio ha fatto scrivere: “La gloria di Dio è momentaneamente sospesa per lavori in corso”. In una religione dove Dio non c’è, il riposo non esiste. Se pensate di aiutare qualcuno che è stanco, quando voi siete più stanco di lui, vi stancherete ancora di più.

Perché non provate a contattare altri che in passato hanno scelto di cambiare congregazione? Questi fratelli vi avevano avvertito di certi problemi e voi li avevate giudicati in errore. Anzi, gli stessi anziani che ora volete lasciare, vi avevano consigliato di stare alla larga da questi fratelli. E voi ci siete cascati. Questi fratelli che si sono trasferiti hanno rispettato allora  la vostra decisione di restare. Essi sono comprensivi e gentili nei vostri riguardi e quindi in grado di consigliarvi in modo adeguato.

La parabola del bravo seminatore non vi insegna nulla? La lezione non riguardava il seminatore, ma il tipo di terreno dove cadeva il seme. Quando cercate di risolvere i problemi degli abusi e dite la verità ed essa viene rigettata, come vi comportate? Il problema non è vostro, come non lo era del seminatore. Il problema è il terreno dove il seme cade, se fa crescere o non crescere la verità. Fareste meglio a cercare un tipo di terreno adatto, che sia nelle condizioni ideali per far crescere il seme. Continuereste a spargere seme in un terreno dove le probabilità di crescita sono pari a zero?

Abusi spirituali – quindicesima parte

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