RESTAURAZIONE

Il 17 luglio 1987, alla National Gallery di Londra, un uomo, Robert Cambridge, spara contro un disegno di Leonardo da Vinci, intitolato La Vergine ed il Bambin Gesù con Sant’ Anna e San Giovanni Battista. Il disegno è ora esposto in una sala tutta per sé, una specie di cappella, protetto da un vetro a prova di proiettile.

Dio, il più grande estimatore del genere umano è anche il più grande restauratore dell’universo. Lui non rinuncia al valore della vita umana anche quando questa è a pezzi e deturpata nella sua bellezza. Il suo compito è di restaurare l’uomo in frantumi ridonandogli lo splendore di un tempo. La gloria dell’uomo è la gloria di Dio.

Tra i vari significati di restaurazione, troviamo: reintegrazione; rimettere o rimettersi in forze; sollievo; dare ristoro a corpi esausti e vuoti. I Testimoni di Geova da sempre parlano di una restaurazione prima spirituale del Paradiso e poi letterale che durerà mille anni, finché l’umanità e il pianeta Terra non saranno riportati alle condizioni originali create da Dio.

Ci sono altri riferimenti nella Bibbia a processi di restaurazione di servitori di Dio, che sono caduti in senso spirituale e che grazie al restauro da parte di Geova sono stati rimessi in forze e reintegrati nel suo favore. Forse la caduta più famosa, in questo senso, è quella di Pietro. Una storia che dimostra quanto Dio non rinuncia a nessuno dei suoi servitori, in particolare a coloro che subiscono una rovinosa caduta spirituale. Dio non rinuncerà mai a te fratello lontano fin quando trova nel tuo cuore un piccolo spiraglio del suo amore. Nella tua vita circola il suo respiro, il suo alito vivente e per questo non rinuncia a nessuna vita in quanto Dio è la sorgente di essa. E’ qualcosa che gli appartiene e lui  non rinuncia così facilmente a ciò che è suo.

Dio non abdica al suo diritto di amarti. Chi può impedire a Dio di amare le sue creature? Lui ti seguirà ovunque tu andrai e ti verrà incontro alla prima richiesta di aiuto che gli farai. Pietro era un discepolo che aveva con Gesù un rapporto confidenziale, pur caratterizzato da profonde contraddizioni che oscillavano tra la fede e l’incredulità; di un uomo affidabile e che contemporaneamente si lascia usare da Satana; capace di vedere la gloria di Dio ma incapace di distinguere la singolarità di Gesù. Una natura oscillante tra chi osa sfidare il pericolo e cedere come un codardo; un uomo, certamente d’azione, ma che ostenta audacia esaltandosi sopra gli altri discepoli e che dopo qualche ora tradisce e rinnega Gesù. Una personalità quella di Pietro che fluttua tra due estremi: negazione di Cristo e pianto amaro per il tradimento.

AVEVI TROPPA FIDUCIA IN SE STESSO. “Se dovrò morire con te, non ti rinnegherò affatto”, ancor più diceva, l’ultima notte che trascorse con Gesù (Marco 14:31). Si credeva invincibile. Non rientrava nella sua testa l’eventualità di un fallimento. Si considerava una roccia. Come avrebbe potuto rinnegare il significato del suo nome? Paolo manifestò un atteggiamento completamente opposto a quello di Pietro: “Prendo piacere nelle debolezze, negli insulti, nei casi di bisogno, nelle persecuzioni e nelle difficoltà, per Cristo. Poiché quando sono debole, allora sono potente” (2 Corinti 12:9, 10). Sei venuto meno perché non ti aspettavi che certe situazioni prendessero quella piega? Confidavi nelle tue capacità umane per risolvere certi problemi ed esse ti hanno tradito? Succede, ma non è questo il vero problema.

TI CREDEVI MIGLIORE DEI FRATELLI. Di fronte a una situazione critica, Pietro a differenza degli altri apostoli, si espose manifestando a parole ciò che in realtà non era. Non solo, ma mise in secondo piano gli altri considerandoli paurosi e ponendosi al di sopra di essi, dicendo: “Benché tutti gli altri inciampino riguardo a te, io non inciamperò mai!” (Matteo 26:33). Caro fratello lontano, in coscienza, forse ti reputavi migliore nell’analizzare certe situazioni e ritenevi che le tue idee, le tue soluzioni, fossero migliori di quelle degli altri? La tua profonda conoscenza, le tue capacità, i tuoi doni spirituali, ti hanno fatto credere che la tua opinione era la più indiscutibile? Ti sei lasciato sopraffare dalla presunzione e troppo tardi ti sei reso conto che “l’orgoglio è prima del crollo”, come riportato in Proverbi 16:18? Succede, ma non è questo il vero problema della tua lontananza.

NON PREGAVI PIU’ COME PRIMA E NON VIGILAVI CON COSTANZA. In due occasioni, Gesù prima di morire, chiese a Pietro e ad altri due discepoli di vigilare e pregare di continuo, per non entrare in tentazione. (Matteo 26:40, 41). Pietro non si rese conto di essere al centro di una battaglia che andava combattuta con la vigilanza e la preghiera. Quando non si prega più Geova con passione come si faceva un tempo, smettendo di vigilare sulla propria fede, il rischio è di venire travolti dagli eventi inaspettati. Quante cadute, quanti fallimenti, quante tentazioni, quante lacrime versate per essere stati mancanti sotto quest’aspetto. In tanti si sono addormentati proprio nel momento più cruciale della lotta. Mancanza di discernimento viene chiamata. Succede, ma non è questo il vero problema.

ERI EMOTIVAMENTE INSTABILE E INCAPACE DI TENERE SOTTO CONTROLLO LE EMOZIONI. La mancanza di discernimento porta ad agire in modo carnale. Al momento dell’arresto di Gesù, Pietro reagisce staccando l’orecchio a Malco. Perse l’equilibrio: pensava di far sfuggire Gesù dal suo destino, dal compiere il proposito per cui era stato mandato fra gli uomini. Pietro era partito alla carica sotto gli impulsi carnali, perdendo di vista il motivo principale della venuta di Gesù. Ti sei lasciato coinvolgere in guerre intestinali, carnali, dove gelosie e contenzioni erano all’ordine del giorno? Hai reagito lasciandoti prendere dai tratti carnali della tua vecchia personalità? I conflitti e le tensioni con gli anziani ti hanno fatto perdere il chiaro punto di vista di Geova riguardo al tuo ruolo in congregazione? Succede, ma non è questo il vero problema.

NON TI SEI ALLONTANATO DI BOTTO. In Matteo 26:58 si legge che Pietro “seguiva da lontano” Gesù. Forse, anche tu, hai iniziato a seguire gli insegnamenti di Gesù non più da vicino come facevi una volta. Hai iniziato a nasconderti, a diventare anonimo nella congregazione. Il tuo impegno con Dio ora è divenuto troppo lontano. Ti manca il coraggio di lasciar perdere definitivamente la verità e non vuoi abbandonarla, però stai lontano da essa. L’ardore di un tempo si è raffreddato, ora ti trovi lontano da Dio e in fase di caduta. Ti sei “seduto” con gli schernitori credendo di trovare il calore che ora non riesci più a trovare nella congregazione. Ti sei fatto coinvolgere nei loro ragionamenti e hai scoperto che ti hanno scoperto di essere un tdG a metà: lontano da Dio ma incapace di abbandonare la verità. Anche Pietro si mise a sedere per riscaldarsi con quelli che arrestarono Gesù. (Luca 22:54, 55). Quando si inizia ad associarsi, anche virtualmente, con persone nemici di Gesù e della verità, il risultato non può esser che un rinnegamento delle proprie convinzioni, un’incapacità spirituale di dare testimonianza positiva nel momento di maggiore difficoltà. Ti chiedi: “Come posso difendere la verità e difendermi da questi attacchi, se per primo io non faccio più quello che dico?” Succede anche questo. Ma non è questo il vero problema.

L’INIZIATIVA DI UN RITORNO PARTE DA GESU’. Pietro è spezzato in due dopo il canto del gallo. In quell’istante il suo sguardo si incrocia con gli occhi di Gesù. Lo sguardo di Pietro è quello di un traditore, un rinnegato, un fallito, mentre lo sguardo di Gesù, nonostante i maltrattamenti subiti, è carico di tenerezza, di benignità, di perdono. Un istante, un solo istante e tutto cambiò nel cuore di Pietro. Bastò un istante per restaurare Pietro, ma non ancora completamente.

Dopo la morte di Gesù, Pietro ritornò alle sue origini e alle attività di un tempo. Aveva lasciato Gerusalemme, il suo apostolato e i suoi compagni per tornare in Galilea. (Marco 16:7) In seguito Gesù lo raggiunse, manifestandosi presso le rive del Mar di Tiberiade, sul far del mattino. (Giovanni 21:5-7) Sei ritornato alle tue attività di un tempo, dopo esserti allontanato dalla congregazione? Sappi che Gesù prende l’iniziativa di “apparirti” come meglio crede e per il tuo bene. Spesso, ciò avviene nei modi inaspettati e nei momenti impensabili.

Se oggi, caro fratello, fai un’analisi obiettiva delle tue scelte e della tua vita, forse negli occhi del tuo cuore spunteranno “lacrime amare”. Quella tragica notte, Pietro fu sopraffatto dal senso di colpa, uscì dal cortile. Alla luce della luna piena ormai prossima a tramontare, vagò per le strade della città con gli occhi velati di lacrime. Poi, quando non poté più trattenersi, proruppe in un pianto amaro (Luca 22:61, 62). Pietro non sprofondò nel baratro della disperazione. Quando si è tristi o schiacciati dal peso del rimorso, voler stare da soli è naturale ma anche pericoloso (Prov. 18:1). La cosa migliore è stare vicini ai fratelli e ristabilirsi sul piano spirituale (Ebr. 10:24,25).

Pietro non ingoiò il proprio veleno, anzi lo buttò fuori. Quella mattina sul mar di Tiberiade, proprio come Pietro lo aveva rinnegato tre volte, Gesù gli diede per tre volte l’opportunità di dichiarare il proprio amore in presenza degli altri discepoli. In ciascun caso Gesù gli disse come avrebbe potuto dimostrarlo: dando la priorità al sacro servizio, pascendo e rafforzando le sue pecore, i suoi fedeli seguaci (Giov. 21:15-17; Luca 22:32).  Pietro svolse fedelmente il suo compito per molti anni. Rafforzò i suoi fratelli. Si impegnò con premura e pazienza nel pascere i seguaci di Cristo. Il Simone di un tempo si dimostrò all’altezza del nome che Gesù gli aveva dato — Pietro, la roccia — diventando un punto di riferimento nella congregazione, stabile, forte e affidabile.

Se hai sbagliato, quello che più conta non è la gravità dell’errore ma la forza di volontà che hai per rialzarti, per rimediare.  (Proverbi 24:16) Pietro dimostrò di avere una fede autentica stando in compagnia degli altri discepoli sebbene fosse emotivamente a pezzi. Davanti a un braciere, Gesù sta restaurando quest’uomo, aiutandolo a ritornare alla battaglia, nonostante la rovinosa caduta. Allo stesso modo, Gesù ti vuole restaurare, riportandoti allo stesso livello di un tempo. Dio non rinuncia a te, come ha fatto a Pietro vorrebbe fare a te: riportarti nel campo più forte di prima con più valore di prima.

 

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Commenti (1)

  • Anonimo

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    Eccellente Articolo bravi continuate così!

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