RICOMINCIARE?

Non è facile risollevarsi dopo la fine di una storia con i tdG. La paura del cambiamento è un lungo periodo di blocco. Non sempre le cose vanno come vorremmo, ma questo non vuol dire che sia impossibile trovare una soluzione soddisfacente.

Per non rimanere impantanati nel dubbio, forse è il caso di considerare gli ostacoli come un’occasione per valutare quanto coraggio ci si mette nell’affrontare certe situazioni. Dopo una caduta, pur se rovinosa, c’è sempre la salita. Più in basso di così non si può andare. Si può solo risalire. Comunque, prima di ricominciare una nuova vita, chiediti: “Sono così sicuro che sia proprio il caso lasciare tutto e ricominciare daccapo? Ho fatto tutto il possibile per ripianare ogni contrasto? Andare via dai tdG è la soluzione migliore? Ti sei confidato con qualcuno maturo e comprensivo, prima di prendere una decisione così drastica?”.

Qualsiasi sia la situazione in cui ti trovi, qualunque scelta farai, andare o rimanere, sappi che in un modo o nell’altro, devi avere coraggio per andare avanti. “Il coraggio uno non se lo può dare” diceva un rassegnato don Abbondio al cardinale Federico Borromeo per giustificare il suo comportamento codardo nella vicenda di Renzo e Lucia. Don Abbondio conosceva molto bene la dottrina della Chiesa, ma in lui non era attiva, lui era in letargo. Nessun insegnamento lo destava dal suo torpore, né scuoteva la sua coscienza. Forse non era mai andato oltre la sufficienza dei suoi incarichi e la sua fede era diventata superficiale e meccanica.

Il coraggio è una qualità che permette di essere forti, arditi, intrepidi, valorosi. Chi è coraggioso osa. Il cristiano ha bisogno di coraggio per non essere influenzato dai modi di pensare e di agire di questo mondo. Gesù Cristo disse ai suoi discepoli: “Nel mondo avete tribolazione, ma fatevi coraggio! Io ho vinto il mondo”. (Gv 16:33) L’esempio di Gesù Cristo e il risultato della sua irreprensibile condotta possono infonderci il coraggio necessario per imitarlo nell’affrontare qualsiasi insidia. Siamo in guerra contro potenti e malvage creature che sono nei luoghi celesti. In questa guerra il Diavolo si serve di uomini che consapevolmente o inconsapevolmente fanno il suo gioco.

Abbiamo bisogno di coraggio anche quando gli oppositori inducono i mezzi di informazione a mettere in cattiva luce i servitori di Dio o quando scrivono in Rete menzogne destabilizzanti per la mente del credente.  (Salmo 109:2). Sei stato condizionato negativamente da quanto leggi in Internet? Le sconfitte possono essere importanti lezioni, perché chi non sbaglia vuol dire che non fa e non agisce. D’altro canto, è altrettanto sbagliato pensare che sia meglio non cambiare e quindi pur di non farlo, si accettano dei compromessi, si abbassa il livello delle proprie aspettative e ci si adegua. Il punto importante è quello di non rinunciare mai ai propri obiettivi.

Sei convinto che tutto ti rema contro? Sbagli. Non è vero. Di vero c’è soltanto il tuo atteggiamento negativo. Quello che è stato resta, ma a restare per sempre sono solo i legami, non il tuo presente e futuro. Non generalizzare dando la colpa a tutti i tdG. Lo sai bene che non tutti si comportano in un certo modo. Hai provato a vedere le cose in una prospettiva diversa? Non rifiutarti di vedere l’evidenza dei fatti. Non adottare un atteggiamento intransigente. Cerca di essere mediatore di te stesso, trovando se possibile, soluzioni all’interno della congregazione.

Ogni ripartenza inizia con l’autostima. Devi scegliere le varie alternative, provare strade differenti. Devi avere il coraggio di saperti reinventare. Anche quando muore una persona cara, la persona che non c’è più vive con te. Abbandonare Geova e il suo popolo non è la cosa migliore da fare in casi come questi. La persona che ora non c’è più avrebbe voluto che tu lasciassi Geova? Le disgrazie della vita spezzano tutti quanti. Ricordati che l’osso diventa più forte dove si è spezzato.

Cerca di stare bene con te stesso. A volte bisogna accettare anche la propria inadeguatezza. Forse devi abbandonare aspettative illusorie e concentrarti su cose raggiungibili. “La leggerezza del cuore” nasce quando ci arrendiamo all’evidenza di ciò che già siamo. Questo non significa che non ti devi più sforzare per migliorarti o per acquistare una maggiore competenza, soprattutto spirituale. Non essere di facile scoraggiamento. E’ pur vero che un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità può condurre al narcisismo. Chiedere a qualcuno in congregazione di farci da mentore prevede una certa umiltà. E’ meglio stare bene con se stessi che ricercare un’autostima irraggiungibile.

Gli sbalzi d’umore. Ci sono giorni in cui ci sentiamo ottimisti e altri pessimisti. La nostra fede può rafforzarsi o indebolirsi. Siamo altalenanti. E questo può sconcertare noi e i nostri fratelli, perché ci dà l’idea che non riusciamo a tenere tutto sotto controllo. A volte sembra che la vita ci sfugga di mano. Far finta di essere un cristiano che non siamo fa perdere la fede nelle nostre qualità e su ciò che siamo davvero. Oppure siamo terrorizzati al pensiero che presto saremo scoperti. Invece di correre dietro a quella sensazione di invincibilità è meglio fidarsi di emozioni più contenute, più silenziose, imparando ad amare l’incertezza, l’esitazione e l’alternanza del nostro umore.

Prima di ricominciare ricordati che il cristiano coraggioso sopporta il dolore con serenità perché in lui c’è la forza della speranza. Chi è coraggioso è spesso messo in discussione, rischia di essere escluso dalla società o dalla sua religione. Perché lui denuncia le ingiustizie, lotta per quello in cui crede. Ci vuole coraggio per essere diversi anche tra i tdG. Non serve il coraggio per andare via da loro, serve il coraggio per rimanerci. Ci riferiamo alla capacità di stare fermi e risoluti di fronte ai problemi, alle sofferenze e alle ingiustizie.

A volte ci vuole molto più coraggio ad affrontare i nostri demoni che le ingiustizie altrui.

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