Ricorda i giorni passati nella «verità»

«Ricordate i giorni passati, quando, dopo essere stati illuminati, avete sostenuto una dura lotta con molte sofferenze. A volte siete stati esposti pubblicamente a insulti e tribolazioni, altre volte siete stati al fianco di quelli che subivano queste cose. Avete partecipato alle sofferenze di chi si trovava in prigione e avete accettato con gioia di essere derubati dei vostri beni, sapendo di possedere qualcosa di migliore e duraturo.» (Ebrei 10:32-34).

Paolo scrisse queste parole per fornire agli ebrei una delle tante ragioni per non tornare indietro: la perseveranza che avevano già mostrato. Si trattava di esperienze dolorose e di come Geova li aveva sostenuti nelle prove. Perché mandare in fumo tutti i loro anni di fedele servizio? Inoltre, aggiunse che “Dio non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete mostrato per il suo nome”. (Ebrei 6:10) Geova ricordava tutte le loro opere fedeli, conservandole nella sua illimitata memoria.

La maggioranza dei tdG era zelante quando conobbe la verità cristiana. Molti continuano ad avere lo stesso zelo, altri invece hanno ‘lasciato l’amore che avevamo in principio’. (Rivelazione 2:4) La verità, Gesù, Geova, non sono meno meravigliosi di prima. Non sono cambiati. Di sicuro hai sopportato molte prove fedelmente. Forse i contrasti di personalità ti hanno privato della gioia e ora sei lontano dalla congregazione. Oggi, non pensi più al leale servizio che hai reso e forse non ricordi nemmeno gli amorevoli atti di Geova che ti hanno aiutato a perseverare in molte occasioni. “Ricordare i giorni precedenti” può servire a cancellare la stanchezza e può spronarti a fare quello che facevi un tempo e a trovare la forza necessaria per ritornare. “Ricordate questo, per farvi coraggio” (Isaia 46:8).

Siamo la nostra memoria. A partire da essa ci muoviamo, pensiamo, parliamo, pianifichiamo e progettiamo. Essa determina le nostre decisioni e definisce la nostra identità. La nostra memoria è un processo fragile e complesso. Per questo motivo i nostri ricordi sfumano nel tempo. Molti dettagli ora ci sfuggono e questo succede perché il nostro sistema nervoso non dispone di una capacità illimitata di immagazzinamento. Molte connessioni si sono intrecciate nel tempo.

Per di più, i nostri ricordi vissuti in congregazione, oltre a sfumare progressivamente, sono sempre meno fedeli alla realtà originale. Il tempo modifica le varie connessioni mentali incorporando altri aspetti successivi. Il ricordo è plasmabile, non statico. Ogni ricordo che sale alla mente si ricostruisce e non sempre corrisponde all’originale. La memoria ricorda il passato in molti modi. Per questo non ricordiamo bene le cose meravigliose che abbiamo trascorso nella verità. Se oggi quei ricordi tornano alla mente, ritornano in un modo diverso da come li abbiamo vissuti. Sono condizionati dal presente, e se il presente è negativo, anche i ricordi assumeranno una forma negativa. Per una questione di codificazione, alcuni fratelli lontani fanno fatica a ricordare in positivo quello che erano prima nella verità.

Tutte le nostre aree cerebrali lavorano incessantemente per registrare informazioni e lo fanno in molti modi. Quando nasciamo possediamo già una memoria che appartiene alla natura umana ed è scritta nei nostri geni ereditati dalle generazioni passate. Molte cose, sin da bambini le facciamo per natura e non le dimentichiamo mai. Nel tempo generiamo altre memorie a lungo e breve termine. Ad esempio, certi schemi della memoria contribuiscono a rendere prevedibile il mondo che ci circonda. Tali schemi sono decisivi quando gli eventi non coincidono con le nostre aspettative e se sono dolorosi li ricordiamo molto di più.

Un altro anno è passato e ci auguriamo che il prossimo sia migliore. La storia si ripete ogni anno da sempre. Ricordiamo il brutto e speriamo nel bello. Vogliamo mettere un punto alla nostra vita e andare daccapo. In realtà il tempo non si ferma né ricomincia. E’ un continuo scorrere di eventi e memorie. Per fortuna che certi schemi mentali imprimono più profondamente le esperienze felici e positive e sono più durature di quelle negative. Perciò, nei giorni avvenire, nelle prossime situazioni di crisi ci è utile ripassare il nostro percorso cristiano, viaggiare nel passato spirituale sia di quest’anno trascorso che in quelli più lontani. Spieghiamo a noi stessi chi siamo stati e chi saremo nei tempi che verranno, se vogliamo che la nostra autobiografia sia scritta nella nostra memoria e in quella di Geova, e che venga ricordata senza condizionamenti negativi.

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