Rientrare nella corsa della vita è possibile

Affronta la caduta e l’abbattimento senza arrenderti

La Francia è caduta, la Gran Bretagna è sola di fronte al nazismo che avanza trionfante. Winston Churchill va in Parlamento, e dice le parole: “Noi non cederemo, noi non ci arrenderemo”. E così avvenne. Il popolo perseverò e non cedette all’apparato nazista, che ormai era alle porte. La Gran Bretagna resistette per altri quattro lunghi anni di sofferenza fino alla vittoria finale. Uno scontro senza eguali nella storia.

Oggi i cristiani stanno combattendo sulla terra, una guerra che non è terrena. Non una guerra tra carne e sangue, ma contro i governanti mondiali di queste tenebre, forze spirituali potenti e invisibili, che si trovano nei luoghi celesti. (Efesini 6:12) E’ una guerra crudele, dagli esiti eterni, una guerra non di corpi ma di anime. E’ la battaglia tra Satana e i suoi demoni contro Dio e le sue fedeli creature. E’ difficile resistere senza l’aiuto di Dio. Anzi, spesso siamo tentati di gettare la spugna.

E’ una guerra di separazione: l’uomo fedele dal Cristo. E’ fatta di tribolazioni, di angoscia e persecuzione, di fame e nudità, di pericoli e di spada (Romani 8:35-39). E’ una guerra anche interna, nella congregazione, dove non mancano i contrasti, le insidie, le tentazioni. Da fratelli che non mancano di dare consigli non scritturali. Relazioni care con amici fraterni, spesso non ricambiati con l’affetto dovuto. Imprevisti e aspettative disattese che mettono a dura prova l’amore per Geova. E’ una guerra combattuta dentro di noi, con i nostri cuori pronti a tradire, spesso macchiati da insensibilità, da sentimenti sterili e freddi. Essere un vero cristiano non è così facile come sembra.

Quando poi perdiamo di vista Geova, Gesù e il suo Regno, ci trasciniamo stanchi e in preda alla debolezza. Quando siamo offuscati perdiamo coraggio e veniamo meno. Avviliti e amareggiati, ci dimentichiamo del nostro passato e delle promesse fatte a Geova con il nostro volontario “Sì” pubblico al battesimo. Come la moglie di Lot, poniamo lo sguardo dietro le cose che avevamo lasciato tanto tempo fa. Dopo aver messo mano all’aratro e tracciato lunghi solchi nella nostra vita, ora lo sconforto e la mancanza di forze per continuare ci inducono, a volte anche senza accorgercene, a guardare indietro (Luca 9:62).

Gesù non escluse l’eventualità che si potrebbe perdere la fede o inciampare (Giovanni 16:1) Può capitare di perdere la fede, ma il problema è un altro: non la caduta ma la ricaduta. Ricadere continuamente e volutamente è un atto di slealtà premeditato. Volgere lo sguardo insistentemente indietro può far perdere la bussola anche al cristiano maturo, indebolendolo nello spirito. Spesso ci si impiega anni prima di riprendersi. Può anche portare all’apostasia. In questa gara per la vita bisogna correre se la si vuole vincere.

Un errore che spesso commettono i corridori cristiani è la perdita di concentrazione. Spesso si convincono che la gara è stata già vinta, ancor prima di Armaghedon e del rush finale. A volte gli ostacoli più pericolosi si trovano alla fine della gara invece che all’inizio. E quando ci si ritrova a terra, con le gambe all’aria, con le ginocchia sanguinanti, con un trauma cranico e la faccia nel fango, distesi a terra, siamo incerti se smettere la gara o proseguirla nonostante le ferite. La disattenzione può far male, ma non è la fine della corsa né un motivo grave per arrendersi. Ci si deve arrendere solo a Geova, l’unica resa consentita.

L’attenta cura di Geova non ci mette al riparo delle cadute. Essere Testimoni di Geova non è una garanzia per non cadere. Altrimenti non si capisce perché in tanti si allontanano ogni anno. All’angelo della congregazione di Sardi, che aveva la reputazione di essere vivo, mentre in realtà era morto, Gesù lo ammonisce di stare sveglio e di rafforzare ciò che sta morendo. (Rivelazione 3:1, 2) Quando hai accettato la verità, mai avresti immaginato che un giorno ti saresti allontanato dal popolo di Geova. Perché allora si cade nel solco dello smarrimento? Perché, in maniera graduale, gli interessi spirituali vengono adombrati da attività non spirituali e da preoccupazioni eccessive al punto che vengono ‘completamente soffocati’ come le spine soffocarono il seme di cui parlò Gesù (Marco 4:19)

Lo spostamento di interesse è quindi una delle cause principali di allontanamento e ciò è dovuto a un cuore diviso, al timore dell’uomo, alle distrazioni, alla crescita della corruzione interiore, al calo di amore verso i propri fratelli, alla mancanza di calore e passione nelle preghiere, a un servizio formale, alla mancanza di entusiasmo a certe attività di congregazione (pur svolgendole attivamente), alle speranze incentrate sull’uomo, ma soprattutto alla mancanza di perseveranza. Churchill riuscì a sconfiggere il nazismo perché ebbe fiducia nella resistenza del suo popolo.

 

Vedi l’articolo: Non arrenderti

 

Diversi fratelli si allontanano perché non hanno un quadro chiaro e completo della loro situazione di fronte alle prove. I problemi personali possono offuscare la visione spirituale della verità. Quando ci sono di mezzo delle accuse reciproche, ci si dimentica che dietro a tutto questo c’è “l’accusatore dei nostri fratelli”, colui che li accusa “giorno e notte dinanzi al nostro Dio”. (Rivelazione 12:10) E’ in momenti come questi che Satana si insinua nella nostra mente amplificando errori e imperfezioni. A volte si serve delle sgarbatezze dei nostri fratelli per farci inciampare. Anche quando non capiamo a fondo una situazione spiacevole e dolorosa, non dovremmo mai voltare le spalle a Geova. Dobbiamo continuare a servire Dio sia nei momenti facili che in quelli difficili (Giobbe 2:10).

Come mostra la vicenda di Giobbe, certi consiglieri possono ferire anziché sanare. Un bravo consigliere deve mostrare empatia, rispetto e gentilezza, come Eliu. Forse anziani e altri cristiani maturi devono aiutare fratelli oppressi da problemi a vedere le cose diversamente, e sotto questo aspetto chi è chiamato a dare consigli può imparare molto dal libro di Giobbe, prima di dare consigli superficiali e banali  o combinare danni (Galati 6:1; Ebrei 12:12, 13). Se stai attraversando un periodo particolarmente difficile e stai pensando di mollare tutto o ti sei già allontanato da Geova, rifletti con sincerità e obiettività, riguardo a questa promessa che fa la Bibbia: “Felice l’uomo che continua a sopportare la prova, perché, essendo approvato, riceverà la corona della vita, che Geova ha promesso a quelli che continuano ad amarlo”. — Giacomo 1:12.

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Vedi anche:

RESISTI FIGLIO MIO SE VUOI DIVENTARE UN UOMO. Un’appassionata lettera di Kipling al figlio, sulla dignità e sul comportamento da tenere. Una lettera che tocca il cuore degli adulti di ogni tempo.

 

 

DIO TI ATTENDE CON PAZIENZA. Dio ti attende in silenzio, immobile, pensieroso. Con pudore ti tende la mano. Lui mendica il tuo amore, Lui ti attende.

 

 

RESISTENZA, RESILIENZA E PERSEVERANZA. La speranza in Dio riesce a sopravvivere persino a se stessa anche quando non c’è nulla da sperare.

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