Rimanere per cambiare?

Alcuni tdG dopo aver soppesato le cose, decidono che sia più giusto rimanere nella propria congregazione per dare il loro contributo per migliorare alcuni aspetti teocratici, in particolare il problema degli abusi di potere.

Se la pensate così, accertatevi che ciò che intendete fare sia la volontà di Dio e che a muovervi non siano motivazioni sbagliate. Non siate ingenui, i cambiamenti, più delle volte, non siete solo voi a deciderli. Dovete tener conto del pensiero dell’intero corpo di anziani, del sorvegliante di circoscrizione e delle direttive del CD. Il corpo direttivo, qualunque linea disponga da seguire, è convinto di avere una base scritturale oppure interpreta la direttiva in base all’intendimento attuale che ha delle Scritture. Al riguardo, potreste incontrare insidie più pericolose di quanto possiate immaginare. Siate realisti. Molti prima di voi hanno scelto questo percorso di rinnovamento. Alcuni di loro ne sono usciti con le ossa rotte.

Ogni religione cristiana si crede guidata da Cristo e tutte sono convinte di amministrare bene i suoi averi. Tutte si arrogano il diritto di essere il futuro Economo Fedele e Discreto di cui parlò Gesù. E’ molto difficile che un qualunque tdG abbia così tanta voce in capitolo per cambiare le cose, a meno che non sia membro del Corpo Direttivo. Il punto non è servire qualcuno, ma chi servire: Dio o gli uomini? O tutt’e due, pur con i dovuti distinguo?

Paolo, scrivendo ai Corinti, disse: “Ognuno ci stimi come subordinati di Cristo” (1 Corinti 4:1). Tutti i seguaci di Cristo sono considerati subordinati a Cristo o sono stimati come suoi servitori. Si può servire come Testimoni nel nome di Geova, ma non servire Geova come suoi Testimoni. Chi rimane per cambiare, prima o poi, andrà incontro a notevoli tensioni. Non solo dovreste lottare contro fattori esterni, ma anche contro voi stessi, le vostre imperfezioni e le vostre debolezze. Gesù non fu mandato da suo Padre per riformare il sistema giudaico, ma per ripristinare la pura adorazione. Ci riuscì a riformarlo? I suoi discepoli, dopo qualche anno di convivenza con i giudei, ci riuscirono? O fu fondata una nuova fede, quella cristiana e quella vecchia fu abbandonata definitivamente? Pensate di riuscire nelle riforme, dove non ci riuscirono Gesù e gli apostoli? E poi, perché Geova dovrebbe scegliere proprio voi per portare avanti i cambiamenti necessari per il suo popolo a livello mondiale? Chi siete voi per decidere la sorte di otto milioni di adoratori di Geova?

Comunque, se ritenete che la vostra battaglia sia necessaria e che nel vostro piccolo sia importante la vostra presenza, badate di tenere a mente alcune cose:

  • Aspettatevi un’opposizione. Quando Pietro e Giovanni guarirono uno zoppo, dimostrarono autorità, resa evidente dalla potenza di Dio, mentre i capi religiosi ostentavano autorità senza avere la potenza di Dio. Cercarono di risolvere il problema intimando agli apostoli di non parlare più nel nome di Gesù (Atti 4:17,18). Quando continuarono a parlare, le minacce divennero più pressanti. Dire la verità implica dire la verità, perché c’è forza nella verità per dirla. Una volta che si dice la verità, non si torna più indietro.
  • Gli apostoli con gli altri cristiani, in preghiera e di comune accordo, alzarono le voci e chiesero a Geova “di concedere ai tuoi schiavi di continuare ad annunciare la parola con ogni intrepidezza” (Atti 4:24, 29). Gli apostoli si definiscono “schiavi” di Dio, persone dedicatesi a lui volontariamente. Hanno scelto liberamente di servire Geova. Ciò che conta è servire Dio non uomini, perché tutti sono considerati servitori di Dio.
  • Ci sono anziani e sorveglianti che quando portano avanti le direttive del CD, si sentono esonerati da ogni responsabilità. Nei momenti di tensione, loro si giustificano dicendo che sono ubbidienti e sottomessi alle direttive del CD e che stanno semplicemente seguendo quanto loro prescritto.
  • Ricordate che nelle congregazioni, il nemico numero uno, non sono i fratelli, né i nominati (Efesini 6:12). E’ anche vero, che nelle congregazioni possiamo incontrare “falsi fratelli”, perciò non sopravvalutate il loro potere e nemmeno sottovalutate il vostro. (Romani 8:9,31)
  • Combattere gli abusi spirituali in congregazione non significa diventare abusatori degli abusi. Gli abusi non si combattono con altri abusi contro chi usa il potere per abusare. Non serve nemmeno aggressività e volgarità. Serve solo fiducia in Dio.
  • La confusione che potrebbe regnare nelle congregazioni non è per colpa della verità. A volte la confusione è un bene per la verità, perché serve a dimostrare che essa è la verità. Durante le divisioni si riesce a capire meglio qual è la verità, chi serve Dio e chi non lo serve.
  • Il vero pastore di Cristo ha molte capacità e doni da elargire alle pecore. Il falso pastore ha pochi doni da dare e tante sue necessità da soddisfare. Necessità che compensa rubandole alle pecore bisognose. Ecco perché abusa della sua autorità: per soddisfare se stesso. Chi non provvede alla cura delle pecore e alle loro necessità è perché non ha la forza per farlo né ha l’approvazione di Dio. Alcuni pastori hanno questo incarico solo per dimostrare di esistere. La loro vita gira intorno a se stessi e non a quella di Cristo.

Prima di morire, Gesù pianse Gerusalemme, la sede mondiale della pura adorazione. Non aveva compreso “il tempo in cui era stata ispezionata” (Luca 19:44). “Devono venire i giorni nei quali si presterà [loro] attenzione; devono venire i giorni della retribuzione. Quelli d’Israele [lo] conosceranno. Il profeta sarà stolto, l’uomo dall’espressione ispirata impazzirà a causa dell’abbondanza del tuo errore, essendo abbondante anche l’animosità”. (Osea 9:7) Ci sarebbe stato il tempo, non di una semplice visita, ma di un attento esame volto a controllare lo stato e l’andamento della pura adorazione. Sarebbe stato un tempo di ispezione, dove l’uomo di Dio, “l’uomo dall’espressione ispirata” sarebbe impazzito a causa “dell’abbondanza di errori e dell’abbondante animosità” che avrebbero caratterizzato il popolo di Dio.

Non è la prima volta che Geova ha giurato per se stesso di far diventare la sua casa un luogo devastato. (Geremia 22:5). Dio ama il suo popolo e il suo potente spirito si muove tra le congregazioni, dicendo ad alcune di loro: “Questa non è la mia casa”, mentre in altre congregazioni dà la sua approvazione. Geova manderà sempre uomini che diranno la verità e per mezzo del suo spirito chiamerà e attirerà a sé persone sincere che soffrono e uomini autorevoli per ravvedersi. Per alcuni ci sarà gioia, per altri dolore. Dio ama i suoi adoratori e non li abbandonerà mai, perché gli umili comprendono il bisogno di essere da lui guidati con amore.

Abusi spirituali – sedicesima e ultima parte

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  4. Anziani abusati spiritualmente da altri anziani
  5. Gesù affrontò il problema degli abusi spirituali
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  7. I veri pastori proteggono il gregge dai legalisti
  8. Chi ubbidisce a Dio e non agli uomini difficilmente commetterà un abuso
  9. Perché alcuni tdG abusati trovano difficile andarsene?
  10. I pensieri nel frullatore
  11. Meglio soli e ben accompagnati
  12. Non c’é cosa peggiore di compiere un abuso usando in modo scorretto la Bibbia
  13. La doppia vita degli anziani
  14. Asini caricati di pesanti fardelli
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