RISPETTO

Molti hanno trovato nell’Organizzazione dei Testimoni di Geova una pietra d’inciampo e sono caduti. Questi proclamatori o ex proclamatori, non sono riusciti a trovare né un punto d’incontro né alcun rapporto con gli strati teocratici superiori.

In Italia si parla molto di flussi di migranti provenienti dai paesi poveri alla ricerca di una vita migliore. Anche tra i tdG non mancano le migrazioni, sia in entrata che in uscita. Mentre nelle pubblicazioni e nei video di Broadcasting si continua a ribadire l’ubbidienza e la sottomissione agli anziani di Geova, in molti cominciano a dubitare per davvero che Dio sia vivo in alcuni di questi anziani. Per tanti Testimoni la barca del CD sembra avviata nel lungo viaggio che porterà gli unti nei cieli e la grande folla in un nuovo mondo.

Intanto, giorno per giorno vanno sempre più moltiplicandosi i segni, che indicano come la navicella di Warwick sta andando incontro a momenti tempestosi, e ciò non tanto a nemici esterni (se si esclude quanto successo in Russia) quanto piuttosto a motivo di tensioni interne, di malessere verso alcuni nominati, di cattiva gestione delle offerte, della pessima applicazione delle norme bibliche in materia giudiziaria, dei cambiamenti radicali delle adunanze e di alcuni insegnamenti rivisti e modificati dopo aver creduto in essi per decenni, solo per citarne alcuni.

Aumentano sempre di più quelli che un tempo guardavano con timore e diffidenza quei gruppi o singoli (specie in Rete), volti a dimostrare gli errori e le continue vessazioni che succedono nelle congregazioni. Molti di questi hanno iniziato a prendere posizione. Da una parte i “tradizionalisti” che difendono con spirito battagliero le posizioni del CD e dall’altra un gruppo variegato di “progressisti riformatori” che aumentano sempre di più nel numero e nelle idee, raccogliendo consensi dappertutto. Tali posizioni si stanno radicalizzando nelle loro convinzioni, mentre un certo malessere e un clima di sfiducia va prendendo piede nelle congregazioni.

Sono in tanti ormai che pubblicamente appaiono negli schermi del web per raccontare le loro esperienze o si servono di siti dichiarando di abbandonare la congregazione perché è priva di amore. Quando c’è lassismo da parte di chi ha la responsabilità di intervenire, è giusto prendere atto di certi comportamenti e avere il coraggio di denunciarli pubblicamente, soprattutto se chi non interviene sminuisce i fatti o fa credere che sono tutte invenzioni. Ad essere onesti, se una religione è giusta o sbagliata, spetta a Dio pronunciare l’ultima parola su fatti del genere. Solo lui conosce la tragicità di questi e di tanti altri casi, in cui una persona trova motivo di scandalizzarsi. Se amiamo Cristo dobbiamo amare la sua comunità, i suoi discepoli. Non si può amare l’uno senza l’altro.

Prima di accusarsi e giudicarsi a vicenda, sarebbe più giusto interrogarsi alla luce del principio che ognuno è la congregazione di Cristo. E’ ingiusto e scorretto, guardare dal di fuori, una parte di tdG colpevole e far ricadere la colpa sull’intera congregazione mondiale. E’ come dire, nella chiesa cattolica sono scoppiati numerosi scandali di pedofilia, allora tutti i cattolici sono pedofili. Chi esprime tali giudizi e fa parte della stessa religione che sta criticando, ignora i molti fratelli e sorelle zelanti, amorevoli, soccorrevoli e compassionevoli che operano autenticamente nella congregazione e che in essa vivono.

Certo, c’è da scandalizzarsi alla vista di nominati che si aggrappano con le unghie al posto che occupano a discapito di altri fratelli che ne pagano le conseguenze della loro incapacità. Non dimentichiamoci che Cristo ha sofferto la mentalità terrena degli apostoli. Ebbe parole dure per Pietro. Non dobbiamo nemmeno lasciarci prendere dal timore di annegare o dall’angoscia che Gesù non è più presente nella sua barca. Non dobbiamo sorvolare su tutto il bene che si trova in congregazione, né possiamo ignorare la vita santa di tanti semplici fedeli religiosi, pionieri, servitori di ministero, anziani e sorveglianti. E chi ci guida ha un pesante fardello da portare con sé. Chi crede nella genuinità e nella bontà della congregazione di Cristo non dovrebbe gettare discredito su chiunque, ma se è onesto con se stesso, invece di battere gli altri, dovrebbe battersi il suo petto, riconoscendo umilmente le proprie colpe.

Siamo una congregazione di peccatori e spesso ce ne dimentichiamo. I servitori troppo zelanti che volevano sradicare l’erba cattiva insieme al grano, avrebbero finito per calpestare tutto il campo e distruggere oltre alle zizzanie anche il grano tenero. C’è sempre del buon grano nel campo di Dio e non possiamo pensare di sradicarli insieme alle zizzanie. E’ un processo naturale della vita veder crescere insieme grano e zizzanie. Il grano finché cresce con le zizzanie non muore. Dobbiamo abituarci a convivere con loro, fin quando Geova non dirà basta. La regola “chi è senza peccato scagli la prima pietra” è fondamentale da applicare a se stessi prima di accusare e giudicare altri. Col giudizio con il quale giudichiamo saremo giudicati. La prudenza non è mai troppa quando si criticano altri.

Non stiamo condonando o giustificando i trasgressori dell’amore cristiano. Colui che crea problemi e sofferenze ai fratelli senza nessun motivo e impedisce loro di servire Geova con gioia deve essere bloccato subito con rispetto e fermezza e indotto a correggere i propri errori. Se insiste nel suo atteggiamento va rimosso senza mezzi termini. Chi si permette di criticare l’intera congregazione cristiana deve a sua volta esaminarsi a fondo onestamente per vedere se anche lui non abbia ceduto in passato, apertamente o di nascosto, a simili errori. La critica è sempre nefasta e demolitrice, quando non comincia da se stessi e quando non è accompagnata dalla consapevolezza di appartenere a una congregazione cristiana mondiale di peccatori, che si sforza di vivere la propria dedicazione a Geova nella santità e nella misura della propria umiltà.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA