RUMENTA A CHI?

Rumenta è una parola usata soprattutto in Liguria ed è riferita a cose rotte, logore, di nessuna utilità o valore.

In questo periodo di isteria pandemica e di decreti (Dpcm), i più bersagliati dalla politica sanitaria sembrano essere i vecchi, manco fossero i principali untori del contagio da virus.

Perché questo atteggiamento pregiudizievole nei confronti delle persone anziane, specie quelle che soffrono di patologie croniche? Perché questo clima di esautorazione dovrebbe interessare anche voi che ci leggete?

Quelli che vedete in alto sono soltanto alcuni titoli di sdegno dei giornali di lunedì 2 novembre, riferiti ai discussi provvedimenti sanitari nei confronti delle persone anziane in questa seconda ondata di Covid.

Leggendo attentamente tutti gli articoli, emerge un dato statistico sconfortante per le persone anziane: la maggior parte dei decessi da Covid sono pazienti vecchi con patologie pregresse. Inoltre, i vecchi vengono considerati ingombranti, non più produttivi nella società e veicolo di diffusione dei contagi. Un vero e proprio atteggiamento come quello riservato alla rumenta.

Milena Gabanelli, con le sue consuete indagini sul Corriere della Sera, attribuisce le colpe dei focolai nelle Rsa (residenza sanitaria assistenziale) ai pochi letti (siamo gli ultimi in Europa); l’assistenza dei più fragili appaltata ai privati e con infermieri sottopagati e al 75% di irregolarità riscontrate dai Nas (1.500 nel 2019 che riguardano abbandono di persone incapaci, maltrattamenti, omicidi colposi, scarsa pulizia, alimenti guasti, troppi ospiti in una stanza).

Perché questo accanimento verso gli anziani? Già durante la prima ondata, politici e virologi facevano a gare per spiegare che il virus colpiva di preferenza gli ottantenni. Adesso con la seconda ondata siamo daccapo. Vogliono separare i giovani dai vecchi e non si capisce su quale base morale e scientifica.

In pratica, gli anziani dovrebbero stare rintanati in casa per non gravare sui costi della sanità pubblica, in modo da non intasare gli ospedali e i pronto soccorso. Chi ha patologie croniche viene considerato un pericolo pubblico.

Secondo i cervelloni fumati, la soluzione non è debellare il virus ma gli anziani, così facendo si risolverebbero molti problemi. La follia da pandemia sta trasformando l’umanità in una Valle di Giosafat, quella di Gioele 3:12, il luogo simbolico, dove le nazioni saranno giudicate da Dio.

Alcuni interpretano la Valle di Giosafat come il luogo dove si trovano sepolti a Gerusalemme i figli di Israele. Quel che sia, il paragone vuole riferirsi alla trasformazione delle persone anziane in una valle di morte e al fatto che l’uomo non sa più proteggere i deboli.

Asor Rosa, Repubblica 2-11-2020

Nel suo editoriale, riferendosi al presidente del Consiglio, Feltri scrive: “Caro Premier si nasconda lei a Palazzo Chigi… desidera inibire gli italiani al punto da renderli inattivi? Faccia pure, tanto ormai siamo avvezzi ad essere considerati burattini nelle sue mani”.

Abbiamo letto bene? Si parla di inattivi? Anche se il riferimento di inattivi è agli italiani, la sostanza per cui si voglia rendere altri inattivi è la stessa che alcune volte capita anche tra i testimoni di Geova. Veramente? In che senso?

Nel senso che la confusione sul da farsi per affrontare l’emergenza può spingere a prendere decisioni affrettate o che non corrispondono ai reali problemi dei fratelli inattivi. Intanto, siamo felici di appartenere a un popolo che non solo mostra rispetto per i cristiani anziani di età, ma anche considerazione per le loro condizioni e che cerca se possibile di soddisfare i loro bisogni emotivi, fisici e soprattutto spirituali.

Quello che noi di inattivo.info vogliamo evidenziare è un eventuale atteggiamento di chi guida le congregazioni nei confronti dei fratelli inattivi di una certa età.

Non crediamo che li considerano una “rumenta”, nel senso di inutili e ingombranti, ma riteniamo che un atteggiamento superficiale, di scarsa considerazione per chi ora ha una veneranda età, che ha avuto trascorsi da TdG e che ora vive un’inattività spirituale, possa essere considerato irrecuperabile, come rumenta.

Tra questi anziani italiani, che la politica sanitaria considera rumenta, ci sono sicuramente fratelli anziani che sono inattivi da molti anni e che forse i più nemmeno lo sanno né se li ricordano. Sono sempre nostri fratelli, giovani o vecchi, sempre fratelli sono e che forse come non mai, hanno tanto bisogno e aspettano che qualcuno li vada a trovare, prima che finiscano anche loro come rumenta nella “Valle di Giosafat”.

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