SBADIGLI

uomochesbadigliamesserschimidtfranz2F. Messerschimidt, Uomo che sbadiglia

Per evitare che alcuni diventino inattivi, è necessario che i giovani sorveglianti – che provocano sbadigli da slogare le mascelle anche ai più boccaloni – si affidino all’abilità manuale degli “artigiani” dello spirito.

Ci sono cose nella vita che ci sfuggono perché impercettibili ai nostri sensi e altre enormi che non riusciamo a vedere. Compiamo azioni che emozionano e altre che stufano. In parte succede così anche nelle congregazioni. Alcuni annoiano, altri, invece, hanno le antenne dello spirito sempre funzionanti.

Uomini capaci di cogliere la profondità dell’animo da un semplice sguardo, un gesto, una parola.

Da quando Internet ha invaso i neuroni dell’uomo inondandoli d’informazioni, ha reso accessibili molti contenuti di natura teocratica. Alcuni di essi evidenziano i limiti di molti anziani di congregazione. Ci si riferisce, sia a quella schiera di giovani entrati troppo presto nel gioco delle nomination, sia ai sorveglianti di circoscrizione di ultima generazione.

Molti di questi, che chiamiamo con eccessiva benevolenza sorveglianti delle congregazioni, in teoria dovrebbero custodire il benessere spirituale, ma in realtà creano altro malessere. La divisione rigida tra questi nominati e il resto degli altri anziani è a volte grottesca. Invece di affrontare personalmente i problemi, alcuni di questi responsabili, freschi di nomina, prestano il loro cervello ad altri privi di abilità, avvedutezza e capacità cognitive (che non è il quoziente d’intelligenza). Quando si è responsabili di un gruppo, bisogna farsi avanti e saper condurre. E, quand’è necessario, farsi da parte e lasciarsi guidare da chi è più qualificato.

Se questi fresconi di nomina, perlopiù giovani di età, senza esperienze di vita vissuta, imparassero le capacità manuali dei fratelli “artigiani”, il livello di spiritualità nelle congregazioni si eleverebbe di molto. Per evitare che alcuni diventino inattivi, è necessario che questi giovani sorveglianti – che provocano sbadigli da slogare le mascelle anche ai più boccaloni – si affidino all’abilità manuale degli artigiani dello spirito. Bisogna saper mescolare bene le poche teste pensanti con i tanti talenti manuali. A guidare la Congregazione c’è già Cristo, che basta e avanza. Tutto il resto è manodopera.

Nonostante ciò, è in atto un vero e proprio cambiamento dal basso. Per il prossimo futuro, checché se ne dica, è in arrivo un gran numero di giovani talenti. Membri del Corpo Direttivo siete pronti ad accogliere e a qualificare nell’Organizzazione questa nuova generazione? O si continuerà ad annoiare i fratelli con i predicozzi da Medioevo? I veri giovani spirituali valgono perché danno valore. Se non valgono non durano.

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