Sbagliando si impara? Non sempre

Gli esperti di igiene mentale sanno che l’errore e i fallimenti possono generare forme di apprendimento che portano a evitare nuovi sbagli e a cavarsela in situazioni che si ripetono.

Negli USA, società esperte nella ricerca di figure manageriali, non sottovalutano quando esaminano i curricula le esperienze di candidati che hanno alle spalle situazioni di fallimenti. Ritengono queste esperienze una risorsa per non sbagliare più in futuro.

Se da una parte l’insuccesso può accrescere la maturità, dall’altra può giustificare il fallimento attribuendo le colpe a fattori esterni invece di assumersi le proprie responsabilità. Se manca il giusto punto di vista, è difficile che chi ha commesso errori rifletta su di essi e li sfrutta come occasione per crescere. Alcuni si scusano ipocritamente dei loro insuccessi o lo fanno solo come espediente tattico da poltronificio.

Non è insolito che anche nelle congregazioni spuntino aspiranti nomine che hanno la pretesa di guidare una folta schiera di cristiani maturi, anche se all’atto pratico, non sono in grado di gestire un condominio di quattro gatti.

Intorno al significato di errore si consuma una vera contraddizione di pareri. Da una parte c’è chi spinge a vivere con l’ossessione dei risultati, dall’altra una linea giustizialista basata sulla punizione.

Chi mastica un po’ di scienza sa che tra gli scienziati vige il metodo per prove ed errori. Le più importanti scoperte sono il risultato di prove inefficaci e di errori grossolani. Nella vita si deve imparare dagli errori, ma ciò che la fa crescere di più sono le tante esperienze positive.

La delusione, l’umiliazione, la vergogna, che spesso accompagnano errori e fallimenti difficilmente si traducono in premi e riconoscimenti lusinghieri. E’ dura venire a patti con i propri sbagli, ancor di più con i peccati. Soprattutto quando si ripetono con disarmante periodicità. Ciononostante, lo sbaglio può avere una funzione pedagogica.

In certi casi è fondamentale riconoscere che non tutti gli errori o i peccati sono uguali. Ad esempio, alcuni errori di valutazione non si possono paragonare ad azioni o parole che offendono pesantemente la reputazione di un gruppo o di una persona. Alcuni peccati gravi sono il frutto di scelte volute e macchinazioni, altri invece sono la conseguenza dell’imperfezione.

L’errore, soprattutto se grave non va mai giustificato e banalizzato. Va accolto con l’intenzione di farne tesoro in futuro. Alcuni pensano di sbagliare anche quando si muovono per fare del bene. Non c’è altro modo per imparare a crescere se non quello di rischiare l’errore pur di fare il bene.

Riconoscere di avere sbagliato e assumersene le responsabilità, oltre a innescare un processo di maturazione facilita la comprensione da parte degli altri. Chi non riconosce i propri errori, non solo prima o poi verrà scoperto, ma perderà la fiducia del prossimo.

QUALCHE CONSIGLIO PER NON SBAGLIARE

  • Non rispondere in maniera avventata o reagire d’impulso. (Proverbi 18:13)
  • Crea un’atmosfera dove puoi passar sopra anche a errori gravi. (Romani 12:18)
  • Sopporta chi sbaglia e perdona senza riserve. (Colossesi 3:13)
  • Trasforma gli errori in occasioni per migliorare. (Galati 5:22, 23)

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