Scambiare la malattia per una debolezza spirituale

Sostituirsi al medico è uno degli abusi spirituali più dannosi

Ci sono anziani che spiritualizzano certe malattie come se fossero dei peccati o debolezze. Invece di indirizzare i tdG da uno specialista si sostituiscono al medico “prescrivendo” come rimedio versetti biblici come se fossero medicine. In alcuni casi, gli anziani, non hanno tenuto conto degli effetti che una malattia può avere sulla psiche di un tdG, sul suo rapporto con Dio e le varie attività di congregazione. Di fronte al peggiorare della situazione, gli anziani sono sicuri che il problema se non si risolve è perché il fedele non mette in pratica i consigli ricevuti. Un fratello, la cui depressione era stata scambiata dagli anziani come un atteggiamento ribelle, gli fu riconosciuta in seguito come disabilità mentale da una commissione medica. Non è raro prendere lucciole per lanterne, scambiare cioè un serio problema di salute con un atto di disubbidienza.

Quando non riescono a risolvere il problema, alcuni proclamatori si ammalano ancor di più, peggiorando il loro stato di salute, a volte con conseguenze irreparabili. La mancanza di discernimento nel capire che il problema è di natura fisica o psichica induce alcuni anziani a peggiorare le cose privando il fratello malato del sostegno spirituale, creando in lui sensi di colpa che potrebbero spingerlo a uscire fuori di testa. Purtroppo, di tanto in tanto, giungono notizie di qualcuno che si è suicidato dalla disperazione.

Una sorella era felice di essere una pioniera regolare. Un giorno, suo malgrado, si trovò coinvolta in un caso giudiziario che riguardava un fratello. Per tutta una serie di situazioni implicate e complicate, il comitato decise di togliere alla sorella il privilegio di servire come pioniera perché non si era comportata in modo maturo. Con il passare dei mesi cadde in un grave stato depressivo. Un brutto giorno questa sorella si tolse la vita. Ma alcuni anziani si rendono conto delle terribili conseguenze che comportano certe decisioni? Possiamo definire questo caso come un abuso spirituale con conseguenze mortali? E’ vero che si tratta di un caso estremo, ma quanti casi che non sono estremi lo diventano per una scarsa capacità di giudizio? I pastori quando danno consigli si rendono conto che hanno di fronte una vita umana e che ogni singola parola che dicono ha un suo peso specifico?

I pastori occupano quell’incarico per edificare e sostenere i fratelli e non per condannarli. Il problema di molti anziani sono i problemi. Nel senso che si credono esperti di ogni genere di problemi e che hanno in mano ogni tipo di soluzione. Durante la visita pastorale, leggono due o tre scritture, qualche articolo di una rivista, una preghiera di rito e pensano con faciloneria che tutto prima o poi si risolverà. Se poi il problema persiste, attribuiscono la colpa alla mancanza di applicazione dei fratelli e non alla “medicina” sbagliata con gravi effetti collaterali che hanno prescritto.

Quando un tdG che ha bisogno di aiuto e sostegno, viene dominato, controllato, maltrattato, indebolito nella fede e fiaccato nello spirito dagli anziani, si può dire che è vittima di un vero abuso spirituale.

Un abuso implica anche calpestare i sentimenti senza preoccuparsi dei danni che ne conseguono. La cosa più schifosa è quella di conformare la spiritualità dei fratelli a certe idee personali, promuovendo pensieri e atteggiamenti che non hanno nulla a che vedere con i bisogni della congregazione. Siamo diversi e ognuno con i suoi bisogni e i suoi limiti. Non si può uniformare la congregazione in base ai punti di vista di un corpo di anziani o di un sorvegliante in visita. Il problema è che certi consigli non vengono filtrati, ma applicati senza tener conto delle individualità. Questo succede, perché ci vediamo più come Testimoni che come individui. E’ un’etichetta che confonde. Ad esempio, per gli anziani non c’è differenza tra un inattivo e l’altro. Per loro sono tutti uguali, perché si concentrano sull’inattività invece che sulla personalità di ognuno, che è diversa dall’altro.

Una sorella pioniera con problemi di salute ci ha scritto del modo poco cristiano con la quale è stata trattata dagli anziani e dal sorvegliante. Da poco, il gruppo dove serviva è stato spostato in una Sala del Regno situata a pochi passi da casa sua. Per ripicca, lei e la sua famiglia non sono stati inseriti nella lista dei trasferiti. E’ normale, che una sorella con problemi di salute, sia fatta rimanere di proposito in un gruppo che si raduna in una Sala lontana da casa sua, invece di essere inserita nel gruppo che si associa nella Sala del Regno a pochi passi da dove abita? Dove sta la considerazione fraterna? Un fratello inattivo e sua madre malata, una sorella anziana non più autosufficiente, sono stati trasferiti a loro insaputa nella congregazione del territorio dove abitano. Sono venuti a conoscenza del trasferimento perché due anziani della nuova congregazione sono andati a trovarli per conoscerli. Adesso scaricano gli inattivi da un territorio all’altro come se fossero dei pacchi postali? Cos’è una nuova disposizione quella di trasferire gli inattivi senza il loro consenso e senza metterli al corrente?

Ci sono fratelli bisognosi che chiedono ai loro anziani, informazioni, cercano un dialogo, un sostegno, un incoraggiamento. Molte volte vengono compresi male dagli anziani o viene fatto credere che la loro spiritualità ha delle lacune. A volte, di fronte alla richiesta di spiegazioni non rispondono, tergiversano, annaspano, fanno leva sul senso di colpa o dicono che hai capito male e hai frainteso le loro parole. In questo modo il fratello va in crisi e non capisce più niente. E’ in questo modo che iniziano gli abusi spirituali.

Sono sempre più numerosi gli anziani che difendono la loro autorità anche a costo di ferire quei fratelli che hanno dubbi, che non si comportano secondo le loro regole o che non sono d’accordo con il loro modo di fare. Gli anziani che danneggiano la spiritualità della congregazione o dei singoli proclamatori con le parole o con le azioni, dovrebbero essere oggetto di provvedimenti disciplinari da parte del CD. Anche gli altri anziani che non si attivano per prestare soccorso ai fratelli bisognosi vanno comunque rimossi. Non è la mancanza di amore un abuso spirituale? Se gli anziani non incoraggiano, non edificano, non sostengono, a cosa servono?

Abusi spirituali – seconda parte

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