SCANDALO, storia di un termine fra il significato biblico e il linguaggio moderno

Lo scandalo, così come inteso oggi, è un turbamento morale, un grave sconvolgimento della coscienza altrui, provocato da azioni o da parole che violano la sensibilità e i principi morali comunemente accettati.

Gli scandali sono il pane quotidiano della stampa “gossippara”. Non da meno è gran parte dell’opinione pubblica che sembra ammaliata dalle notizie scandalose che coinvolgono la vita pubblica e privata di personaggi più o meno famosi.

Gli scandali che avvengono all’interno delle religioni, in genere, destano una vasta eco, perché tutto ci si aspetta da queste istituzioni, tranne la violazione delle leggi divine da parte degli stessi responsabili delle comunità. Per dirla con le parole di Gesù: “Parlano ma non mettono in pratica quello che dicono … di fuori appaiono giusti agli uomini, ma dentro sono pieni d’ipocrisia e illegalità” (Matteo cap. 23).

Questi scandali provocano un graduale allontanamento dei fedeli con l’abbandono definitivo delle religioni di appartenenza. Ma cos’è esattamente uno scandalo? Come comportarsi di fronte a notizie di taglio scandalistico che riguardano i Testimoni di Geova?

Nel 2018 l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani pubblica sul suo sito on line, un articolo della giornalista Beatrice Cristalli dal titolo Scandalo, fra tradizione e tradimento, dove viene descritta l’originaria trafila etimologica della parola scandalo, che secondo lei parte “da Adamo ed Eva”, con uno dei più terribili scandali: la caduta.

Cristalli, nella sua esposizione, associa lo scandalo al male inevitabile e all’uso di questa parola fatto nel corso della storia. Tra i vari significati, raggruppa: il senso del cadere; l’impedimento, più precisamente ‘pietra d’inciampo, insidia’; tra i termini ebraici si ritrova ‘tranello’ o ‘trappola’.

Con il variare dei costumi ciò che poteva far scandalo in un’epoca potrebbe non farlo in un’altra, in forza dell’assuefazione, o viceversa, a causa della maturazione di valori morali in precedenza non così significativi. (Cathopedia)

“La casa fu costruita con pietre già squadrate nella cava, perché durante la costruzione non si sentisse nella casa il rumore di martelli, scuri o altri strumenti di ferro”. (1 Re 6:7) “Non è forse stata la mia mano a fare tutte queste cose?” (Atti 7:50)

NELLA BIBBIA

La locuzione scandalo la troviamo in alcuni versetti della Bibbia paragonata a una pietra di inciampo (Isaia 8:14; Romani 9:33; 1 Pietro 2:8). Quasi tutte le traduzioni della Bibbia traducono “scandalo” le parole necesse est enim ut veniant scandala riportate in Matteo 18:7. Si tratta di un avvertimento di Gesù a evitare quelle azioni che offrirebbero agli altri, motivo di tentazione e occasione di peccato.

La TNM traduce ostacolo la parola scandalo riportata in Matteo 18:7 In base alle Scritture di riferimento questa “pietra” o scandalo viene applicata a Gesù.

“Il Vangelo di Matteo (18,7) – sottolinea Beatrice Cristalli – custodisce un ammonimento che noi oggi conosciamo in questa formula: «è necessario che gli scandali avvengano, ma guai all’uomo per cui lo scandalo avviene». Ma per quale motivo bisogna dare spazio a un atto eticamente scorretto e contrario alla forza del bene?” La risposta, secondo la giornalista, la troviamo nella parabola del grano e delle zizzanie, dove «Un nemico ha fatto questo!».

“Il testo sacro – continua –  ci insegna che, invece, la fastidiosa erba infestante deve crescere insieme al grano fino alla mietitura, affondare le radici e manifestarsi nella sua totalità all’interno delle pieghe del bene. Il male, insomma, si vede vedere. Anche per ristabilire un ordine. Ma non deve essere oggetto di scandalo, deve essere accettato come parte integrante del tempo del mondo e delle sue verità”.

La giornalista cita ciò che accadeva nell’antica Roma dove lo scandalo dava il nome a una pratica legale che consisteva in una pubblica umiliazione: i debitori insolventi, seduti sopra una lapide, dovevano confessare a gran voce la cessione dei beni.

L’esposizione al pubblico ludibrio aveva dunque la funzione di ristabilire, nelle coscienze dei cittadini, gli esempi di giustizia e ingiustizia. Lo scandalo, impersonato dal colpevole, risulta essere fondamentale alla collettività per ricordare.

LO SCANDALO COME INTESO OGGI, svuotato del suo significato originale, è stato relegato solo alla sfera morale.

L’uomo ha sempre voluto sapere cosa succede attorno a lui. Desidera notizie immediate su qualsiasi cosa sorprendente accada. Fa parte della sua natura. I mezzi di informazione e i vari social hanno contribuito a plasmare i valori sociali, presentando come accettabili norme morali e stili di vita che solo alcuni anni fa sarebbero stati respinti.

Il gossip (pettegolezzo) è molto spesso irresistibile e allettante. Come i guru dell’informazione sanno bene, il gossip fa leva su una debolezza umana: la curiosità eccessiva, che i giornali soddisfano oltre i limiti del ragionevole. Le voci infondate e le informazioni sbagliate possono causare molti danni, in tutti i sensi.

E’ di ieri l’ultima fake news sui testimoni di Geova riguardo il caso di una bambina di 10 mesi trasfusa in un ospedale di Legnano. La bambina non è stata trasfusa perché non è mai stata in pericolo di vita. Così come infondata è la notizia che la Procura abbia ordinato la trasfusione e tolta momentaneamente la potestà genitoriale. Una smentita per falso è una grave perdita di credibilità per il giornalista che scrive la notizia e per il giornale che la pubblica.

Dato che le storie fantasiose sono di solito avvincenti, c’è la tendenza a diffonderle senza preoccuparsi troppo della loro fondatezza o delle conseguenze, caratteristica oramai comune dei social.

Cosa possiamo fare se non vogliamo che i nostri valori siano plasmati dai mezzi di informazione e dai social? Le norme e i princìpi contenuti nella Bibbia restano validi per qualsiasi società in qualsiasi tempo della storia. Applicarli ci aiutano a capire quanto sia importante farsi modellare dalle norme di Dio e non da idee in voga nel mondo moderno. Respingi le false storie.

È SAGGIO EVITARE DI REAGIRE IN MODO ESAGERATO. “Chi presto si adira commetterà stoltezza”. (Proverbi 14:17) Le azioni precipitose creano spesso più problemi di quanti non ne risolvano. La Bibbia avverte: “Non ti affrettare nel tuo spirito a offenderti, poiché l’offendersi è ciò che riposa nel seno degli stupidi”. Non si può impedire alle persone di parlare degli altri. Che gli altri parlino di noi fa parte della vita. “Non porre il tuo cuore a tutte le parole che il popolo può pronunciare… Poiché il tuo proprio cuore sa bene che molte volte anche tu, tu stesso, hai invocato il male su altri”. (Ecclesiaste 7:9, 21, 22).

Il più delle volte il gossip o le notizie scandalistiche nascono non dalla cattiveria ma dalla mancanza di riflessione. Derivano dall’impulsivo desiderio di dire qualcosa senza doverci pensare troppo. Anche Gesù Cristo fu vittima del “parlare ostile”. (Ebrei 12:3) Però, non si agitò a tal punto da farsi distogliere dalla sua missione. Disse: “Che la sapienza sia giusta è provato dalle sue opere”. (Matteo 11:19).

Alla lunga, la gente si stanca di parlare delle stesse notizie. Chi ne è coinvolto può imparare un’utile lezione. Chi prova come possono essere dannosi gli scandali, sia in prima persona o perché membro di una religione, gli viene consigliato di non partecipare a quelle discussioni sul web e a non diffondere mai certe dicerie.

Il fatto che la propria religione possa essere oggetto di scandali, può rivelare un lato debole della tua personalità, come la tendenza a vendicarti, a rispondere per le rime o a chiudere, con ostinazione, gli occhi  alla realtà. Può darsi che il tuo orgoglio abbia rivelato d’essere un problema più grosso della diceria stessa. Preoccupandoti troppo della tua immagine, forse hai ‘pensato di te più di quanto sia necessario pensare’. (Romani 12:3)

Quando il cervello è piccolo, la bocca è grande e quando le orecchie sono corte, la lingua è lunga. (inattivopuntoinfo)

Lascia che siano gli oppositori a prenderti sul serio o a prendere di mira l’organizzazione, tu pensa a prenderti un po’ meno sul serio. Se sei attivo sui social e inattivo in congregazione stai attento a confidare cose personali o a esprimere pareri nocivi. (Proverbi 13:3) Possono ritorcersi contro. Non prestare il fianco ad altri. Ciò che si semina si raccoglierà.

I gossippari farebbero bene a tenere a mente le parole di Gamaliele: “Non abbiate niente a che fare con questi uomini, lasciateli stare. Infatti, se questo piano o quest’opera viene dagli uomini, sarà distrutta; se invece viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Anzi, potreste trovarvi a combattere contro Dio stesso”. Se qualcosa contro i testimoni di Geova non è da Dio, prima o poi sarà rivelata dal suo Spirito. E viceversa.

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Commenti (2)

  • P. de Bleis

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    Spiace che molti, invece di verificare la fonte, cioè gli interessati, ovvero i genitori, credano ciecamente a quanto leggono sui media. Se l’intervento è stato eseguito con successo senza l’uso del sangue e senza nessuna complicanza, perché chiedere l’autorizzazione a trasfondere la bimba QUALORA CE NE FOSSE BISOGNO? In seguito si è dimostrato che nemmeno dopo l’intervento c’era la necessità di trasfondere, perché dunque avvisare i Carabinieri? Procedura sbagliata perché si sarebbero dovuti rivolgere al Giudice Tutelare (L. n.219/2017). Perché la Procura si rivolge LA MATTINA DOPO al Tribunale dei Minorenni per limitare la responsabilità dei genitori? Sia chiaro: la bambina non è stata salvata perché è intervenuto il Tribunale che avrebbe autorizzato la trasfusione. Anche se l’emoglobina era bassa e il medico di turno in via precauzionale voleva somministrare il sangue in PREVISIONE DI EVENTUALI COMPLICAZIONI, poteva benissimo usare farmaci alternativi alle emotrasfusioni. Nessuna trasfusione è stata dunque eseguita. Nonostante ciò è stata limitata, seppur temporaneamente, la responsabilità genitoriale. E che dire dei media? Il loro scopo, da quanto si evince, era uno solo: scagliarsi contro i Testimoni di Geova perché questo fa notizia. Chi si è degnato di chiedere direttamente ai genitori come siano andati effettivamente i fatti? Il caso della bambina di dieci mesi dimostra che i medici possono intervenire senza l’uso del sangue evitando le dovute complicazioni post trasfusionale. L’intervento è riuscito perfettamente grazie a medici seri e professionali che hanno agito durante l’intervento con metodiche alternative al sangue .

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