Scavare per scovare

trigramma milano

Le scoperte archeologiche hanno permesso di capire meglio la vita e gli avvenimenti del passato.

Il compito principale dell’archeologo non è solo quello di scoprire tesori nascosti, deve anche ricostruire, il più fedelmente possibile, il tessuto sociale e culturale di una civiltà ormai scomparsa e di cui, spesso, non sono rimaste altro che tracce nella letteratura.

Oggi, lo scavo archeologico è condotto da figure con competenze professionali. Gli attrezzi usati per scavare sono più adatti rispetto al passato. Il modo di rimuovere il terreno è fatto in maniera più sistematica, a strati, scavando in ordine inverso da come si è accumulato negli anni: dal più recente al più antico.

Scavare è una metafora del sottosuolo e allude ai simboli reconditi e alle memorie accantonate. L’inattivo è come un sito archeologico. Nel profondo della sua anima sono sepolte verità inesplorate. “Il consiglio nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà”, recita Proverbi 20:5.

Se l’inattivo è restio a parlare, può essere utile fare domande che non siano invadenti. Si può invitarlo a iniziare la conversazione raccontando come ha conosciuto la verità. Non permettete mai che l’atteggiamento non disposto – pur se comprensibile – dell’inattivo vi trattenga dal parlare delle cose che vi stanno a cuore. Le conversazioni spirituali sono sempre proficue.

L’archeologo rimuove il terreno a strati e lo fa con cura e pazienza perché ogni strato è collegato con l’altro. Lo scavo stratigrafico del terreno ha permesso di recuperare anche i reperti più piccoli che, messi gli uni accanto agli altri, hanno ricostruito l’immagine delle civiltà, come tessere di un grande e leggibile mosaico. Per mettere insieme i pezzi di una vita, devi scavare nel cuore dell’inattivo uno strato per volta, senza danneggiare i sottostanti. Solo in questo modo si può essere certi di avere una veduta completa della sua vita. Scavare per scovare, ma con delicatezza e discernimento.

trigramma milano

 

Gemma magica con divinità a testa di gallo. Di proprietà della Soprintendenza di Milano per i Beni Archeologici, rinvenuta in Piazza Meda. Sullo scudo è inciso il trigramma a lettere sovrapposte IAW (IAΩ). Risale alla metà del IV secolo d.C. E’ stata esposta per la prima volta durante la mostra COSTANTINO 313 d.C., tenuta presso il Palazzo Reale di Milano, dal 25 ottobre 2012 al 17 marzo 2013

 

313 d.C. La mostra che a Milano celebra l’editto della tolleranza

Video della mostra su Corriere Tv / Cultura

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