Scrivere è donare

Non basta scrivere per comunicare ciò che si vuole dire

Scrivere è una fatica nera, occorre padronanza della tecnica. E la tecnica si impara.

Chi scrive cerca sempre di migliorarsi, confrontarsi, non tralasciando mai la voglia di sapere e far sapere. Tutti possono scrivere, ma non tutti scrivono bene o hanno come obiettivo aiutare, crescere e istruire.

Nel campo della comunicazione spirituale non ci si può permettere di comunicare male i pensieri di Dio.

A volte non basta conoscere una religione per saper comunicare la religione. Ci vuole un’adeguata preparazione, una tecnica che si può imparare pur non possedendo il talento dello scrittore.

Nessuno è obbligato a leggere un nostro articolo, si è liberi con un click di voltare pagina o cambiare sito per non ritornarci più. Ci sono, però, lettori sensibili che vogliono leggere tutto, scritture o riferimenti compresi fino alla fine, in modo da poter dare un giudizio imparziale.

Alcuni critici sono tra i primi a cercare un pretesto per screditare un articolo leggendo soltanto le prime righe senza finire la lettura. Anche se certe critiche hanno una loro valenza, tanti si dimenticano che scrivere un articolo è un dono, non un dogma, un’apologia teocratica o una verità rivelata.

I doni vanno apprezzati in quanto doni. Poi si può essere d’accordo o no, ma un articolo resta un dono, che si può accettare o no. Donare richiede coraggio, competenze ed esperienze. Chi decide di far parte del mondo digitale deve dare qualcosa di utile a chi legge.

Non tutti sanno quanto lavoro ci sia dietro un articolo. Dal carico emotivo alla conoscenza dell’argomento, dalla grafica all’impostazione, la correzione delle bozze, la scelta di parole, la verifica delle informazioni, la fruibilità dei contenuti, l’obiettivo, il tempo, nonché gli aspetti economici e penali di chi gestisce un sito. Inoltre, è complicato vestire o spogliare un articolo di quelle parole che potrebbero suscitare perplessità, dubbi e faziosità.

Scrivere controcorrente o soltanto per evidenziare certi aspetti interni ed esterni alla congregazione è una responsabilità già di per sé molto alta. Inoltre, si può essere vulnerabili anche per un semplice errore, per una virgola fuori posto, per un verbo sbagliato o per qualsiasi altra cosa che potrebbe compromettere la fiducia della comunicazione.

Alcuni preferiscono evitare la condivisione religiosa o spirituale per non esporsi, perché sanno bene che la religione è un campo dove fioriscono sul piano personale contrasti, conflitti e spaccature. Ma non farlo correttamente si perdono grandi opportunità.

Un brutto regalo può compromettere un rapporto. Eppure chi compie questo gesto non si trattiene dal farlo proprio perché ha a cuore i destinatari, come nel nostro caso gli inattivi e chi guida le congregazioni. I contenuti di un articolo vanno fatti con la stessa cura con la quale si sceglie un regalo a persone che stimiamo o amiamo.

Da parte nostra ci preoccupiamo di valutare cosa possa essere il meglio per i fratelli lontani. Le opinioni di altri che non sono “inattivi” o “anziani” di congregazione ci interessano se hanno uno scopo propositivo e sono in armonia con i soggetti di cui scriviamo.

Non basta scrivere che non si è d’accordo o perché l’articolo è di parte. Bisogna specificarne le ragioni scritturali. I giudizi striminziti senza spiegazioni non li pubblichiamo nemmeno.

Pubblicare regolarmente i nostri articoli significa esserci con regolarità. Non sappiamo fino a quando, ma sicuramente fino a quando ci sentiremo liberi di donare.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA