Scrivere le cose che è proibito leggere e leggere le cose che è proibito scrivere

Con la sua solita pungente ironia, Mark Twain, riferendosi ad Adamo disse che non era il frutto in sé ad averlo attratto, quanto il fatto che il frutto fosse proibito mangiarlo.

Se fosse proibito il serpente anziché il frutto, Adamo ed Eva avrebbero mangiato il serpente. Il paradosso è che il proibito attrae perché affascina in quanto proibito.

Eva fu ingannata, perciò, in molti casi si trasgredisce perché si è vittime di inganni. Altre volte si accetta l’inganno per motivi egoistici pur consapevoli che si tratta di un inganno. Sin dall’inizio della storia umana abbiamo ereditato l’attrattiva per le cose vietate. L’uomo si sente spinto a trasgredire per curiosità o perché considera limitata la libertà di decidere ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è accessibile o proibito.

Perché si prova il desiderio del proibito?

L’apostolo Paolo scrisse: “La carne è contro lo spirito nel suo desiderio, e lo spirito contro la carne; poiché questi sono opposti l’uno all’altro”. (Galati 5:17) Inoltre, aggiunse: “Chi semina in vista della sua carne mieterà la corruzione dalla sua carne, ma chi semina in vista dello spirito mieterà la vita eterna dallo spirito”. — Galati 6:8.

In un’altra occasione, Paolo scrisse che non capiva quello che a volte faceva. Infatti non praticava ciò che desiderava ma quello che odiava. Pur avendo la capacità di fare il bene, praticava il male. Riconosceva che nella sua vita operava il peccato che dimorava in lui (Romani 7:15-25).

Sin dalla nascita vengono imposti limiti morali ed etici, successivamente è la società ad aggiungerne altri a questa lista di proibizioni. Al cristiano si aggiungono anche le norme riportate nella Bibbia. Per non parlare delle tante aggiunte religiose (a volte insensate e anacronistiche) che dovrebbero regolare lo stile di vita di ciascun membro.

Sembra che il desiderio di trasgressione diminuisca stando in compagnia di persone che la pensano allo stesso modo. L’appartenenza a un gruppo e identificarsi con esso aiuta a rispettare le norme e i limiti stabiliti e a superare certe dipendenze e abitudini nocive.

Ci si può liberare dalle inclinazioni e dai desideri errati?

Lo spirito santo di Dio può estirpare gli impuri “desideri carnali” ed eliminare il devastante dominio della carne peccaminosa. (1 Pietro 2:11) Inoltre, “rivolgere la mente alla carne significa morte, ma rivolgere la mente allo spirito significa vita e pace” (Romani 8:6).

Rivolgere la mente allo spirito significa essere controllati, dominati e spinti dalla forza attiva di Geova. Vuol dire essere disposti a lasciare che i propri pensieri, le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni siano interamente sotto l’influsso dello spirito santo di Dio.

Siccome la Parola di Dio è frutto del suo spirito, è essenziale permettere di operare su di noi. Oltre a leggerla regolarmente bisogna riempire la mente e il cuore delle sue verità affinché gli esempi di vita vissuta contenuti in essa siano per noi dei rammemoratori.

Perché allora scrivere le cose che è proibito leggere o leggere le cose che sono proibite scrivere?

In Proverbi 11:9 si legge: “Mediante la sua bocca l’apostata riduce il suo prossimo in rovina, ma mediante la conoscenza il giusto viene liberato”. In genere, coloro che rinunciano alla propria religione criticandola e rinnegandola, sono considerati pericolosi per la fede.

La Bibbia mette in guardia contro il pericolo “che qualcuno non vi porti via come sua preda per mezzo… di un vuoto inganno”. (Colossesi 2:8) Inganno che assume molte forme, come ad esempio certe informazioni riportate in modo distorto dai media e dai social. La maggior parte degli ex di qualsiasi religione cristiana asseriscono di adorare Dio e di credere nella Bibbia, ma rifiutano la parte religiosa visibile che lo rappresenta.

A volte iniziano vere campagne di trascinamento dei loro ex correligionari. Questa non è una novità perché la Bibbia ne aveva anticipato i tempi (Atti 20:29, 30). Essi fanno leva su quei componenti della congregazione o della chiesa che non sospettano nulla, cercando di sottrarli al resto del gregge. Agiscono quindi, più per sottrazione che per edificazione. Sottraggono la fede per abbatterla.

Spesso ricorrono a travisamenti, mezze verità e vere e proprie falsità (Matteo 5:11). E in alcuni casi  sono così abili nell’inganno da ‘sovvertire la fede di alcuni’ (2 Timoteo 2:18). Un modo per comprendere chi sono e quali obbiettivi si prefiggono non è quello di leggere i loro scritti o ascoltare ciò che dicono, ma dando ascolto al consiglio: “[Tenete] d’occhio quelli che causano divisioni e occasioni d’inciampo contro l’insegnamento che avete imparato, ed evitateli”. (Romani 16:17)

Si evitano tali oppositori rigettando i loro ragionamenti, sia che li presentino di persona, in forma stampata o su Internet. Abbiamo visto che questo avvertimento lo dà la Bibbia non noi (Isaia 48:17, 18). Noi siamo d’accordo con la Bibbia. Si riconoscono quindi dalle divisioni che creano nella propria religione e dalle cause d’inciampo che creano scientemente.

Onestamente bisogna riconoscere che la conoscenza che si ha del proposito di Dio non è perfetta e nemmeno l’intendimento, che è soggetto a modifiche nel corso degli anni. I tdG scrivono nelle loro pubblicazioni ufficiali che sono contenti di attendere che sia Geova a operare tutti i miglioramenti. (Proverbi 4:18) Nel frattempo incoraggiano a non abbandonare l’organizzazione che secondo loro Dio si compiace di usare, poiché è evidente la sua mano da come la benedice (Atti 6:7; 1 Corinti 3:6).

L’inganno peggiore? Sé stessi!

L’uomo ha la tendenza a ingannare se stesso con ragionamenti in apparenza interessanti e innocui cui seguono desideri che fanno apparire seducente ciò che invece è repellente (Giacomo 1:14).

Inoltre, il cuore quando è ingannato può giustificare un serio difetto della personalità, un comportamento discutibile o addirittura scusare un grave peccato. Non sentendosi turbati, alcuni agiscono come se nulla fosse. In realtà l’inganno inizia proprio con i falsi ragionamenti (Giacomo 1:22).

Chi si autoinganna non ascolta gli altri, non si esamina e probabilmente non si nutre da tempo della Parola di Dio (Giacomo 1:19). Prova una certa attrattiva per quello che altri scrivono contro la loro ex religione. Subentra una ‘perversione’ dottrinale a discapito delle convinzioni di un tempo. Si cerca intorno tutto ciò che ha a che fare con ogni cosa che metta in cattiva luce gli altri. Questo desiderio viene alimentato man mano che si inizia a leggere e approfondire quel genere di conoscenza ostile.

Sono molte le cause che spingono a far questo: qualche malumore con un confratello; una stanchezza spirituale; la mancanza di gioia e soddisfazione nelle abitudini e nelle responsabilità; una morbosa curiosità verso “l’altra sponda”; inorgoglirsi per aver trovato un difetto o una falla nella propria religione o in chi la dirige; scusare la propria inadempienza spirituale; invidia degli incarichi altrui; incomprensioni; una percezione mentale intorpidita e quant’altro.

Bisogna dunque avere il ‘paraocchi’ per andare avanti?

Dal nostro modesto e insignificante punto di vista pensiamo, giusto o sbagliato che sia, che in questi casi si debbano usare le proprie facoltà di ragionare. Cristo ci ha dato l’intelligenza per distinguere la verità dalla menzogna (1 Giovanni 5:20).

Dio è amore e chi rimane nell’amore, non si stacca da Dio ma rimane nel suo amore. Non segue altre strade diverse da quelle indicate nella sua Parola. Forse alla base dell’inganno c’è una perdita graduale dell’amore verso Dio. Altrimenti che senso avrebbe abbandonarlo dopo averlo conosciuto per quello che è realmente?

Chi si lascia ingannare troverà un altro dio diverso da Dio?

Pensiamo che scrivere su aspetti positivi o negativi riguardo alla propria religione con lo scopo di incoraggiare ed edificare o aggiustare quello che secondo noi è “sbagliato” (con tutte le dovute precauzioni e magari sbagliando in buona fede) sia intellettualmente onesto fare. Onestamente, ci chiediamo anche: “sbagliato” in base a che cosa?

Non bisogna risentirsi né scandalizzarsi, tantomeno scartare in modo pregiudizievole o da ignoranti quanto si scrive o si legge. Non va fatto perché qualcuno, secondo il suo modo di interpretare, proibisca di scrivere o leggere ciò che definisce ‘proibito’. L’importante è non cercare di proposito ciò che si scrive o si legge in maniera diseducativa e scoraggiante.

L’ostilità, il malanimo, i pregiudizi, l’intolleranza non fanno presa sulle menti stabili e forti, tantomeno le attraggono, certamente hanno una presa maggiore su quelle menti deboli e vulnerabili.

Alla fine ciò che conta non riguarda chi scrive o chi legge le cose ‘proibite’, ma qual è l’obiettivo di quelli che scrivono riguardo a ciò che ti dicono sia proibito scrivere. Qual è lo scopo nel leggere ciò che ti viene proibito di fare? Dove vuoi arrivare? Se sei convinto della bontà e della veridicità di quello in cui credi, che senso ha cercare chi odia il tuo credo?

Se qualcuno non vuole più credere a quanto fino adesso ha creduto è libero di farlo. Ma scrivere le cose che è proibito leggere o leggere le cose che è proibito scrivere è tutt’altra cosa. Nel bene e nel male.

Come disse Paolo, noi non siamo i padroni della vostra fede, ognuno sta in piedi grazie alla propria fede e a Dio (2 Corinti1:24). Chi non è forte nella fede va accolto, mentre non vanno giudicate le sue diverse opinioni. Non è il giudizio sfavorevole o favorevole che si esprime su quello che si pensa o si crede. Quello che conta agli occhi di Geova è la decisione di non mettere inciampo sui nostri fratelli.

Pertanto è saggio leggere o scrivere ciò che contribuisce alla pace e all’edificazione reciproca, smettendo invece di ascoltare chi si pone come obiettivo quello di demolire l’opera di Dio per una questione di vedute diverse. Non è il pensare diversamente la cosa più importante da non fare, ma non fare quello che è dannoso e che indebolisce la fede dei nostri fratelli. (Romani 14)

In poche parole: non è la proibizione in sé la cosa più importante, ma è importante che leggi e scrivi tutto ciò che edifica, mentre leggere e scrivere ciò che abbatte non ti è di nessuna utilità.

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Commenti (1)

  • Ivo

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    Se ho ben compreso,sono pienamente in sintonia con quanto leggo.
    Sono certo che non esiste nessun’altra fonte di informazione attraverso cui,possiamo sapere la volonta di Geova,se non dalla Bibbia.Il ruolo dello schiavo fedele e saggio e’ quello di assisterci nill’intendimento,nel significato,nella applicazione dl testo.
    Personalmente,ritengo che, scrivere le cose che è proibito leggere e leggere le cose che è proibito scrivere, e’ tipico di chi non accetta che ,la VERITÀ assoluta e unica esiste.Quindi farà di tutto per affermare la sua verità,con argomentazioni filosofiche che portano all’infinito del nulla e al buio totale.
    Concludendo a questi signori

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