Scusi di che morte morirò? Paga e lo saprai

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Era tutto scritto nel mio Dna che sarei diventato due volte inattivo con due religioni diverse?

Chi l’avrebbe mai detto che poco più del prezzo di un cellulare si può guardare il nostro patrimonio segreto e conoscere in anticipo a quali malattie sei più predisposto. Con pochi click, alcune gocce di sangue e uno sputo di saliva, si può acquistare online una scansione del proprio Dna e ricavarne una sagoma di quello che sei a livello genetico. Quanto sono attendibili i test di chi vuole conoscere se la mia prostata ha la minzione frequente (già adesso è malmessa) o se il mio cuore diventerà malandato?

Mi sono incuriosito del Dna, non perché ho una propensione alle scoperte scientifiche, tutt’altro. Ho iniziato a farlo quando ho letto, che dopo un attento consulto, presso aziende specializzate (sono quattro in Italia) si vengono a sapere molte cose, ad esempio: creperò di cancro o d’infarto?

La data di morte non è inclusa nel prezzo, quella non si sa. La conosce il Padre Eterno e non ve la dirà mai, nemmeno se vi torturaste a morte. Per farla breve, con la mappa del genoma, si può conoscere quali malattie sei più predisposto e quale patologia, se non la previeni e non la curi, ti porterà dritto, prima in un letto d’ospedale e poi dentro una cassa di legno. La cosa buona è che sei in tempo per fare testamento a chi vuoi tu.

Si apprende anche che incide molto la longevità dei genitori. Io ho perso la mamma di cancro quando era ancora giovane. Mio padre è un arzillo ottantaduenne, con ogni genere di farmaci incorporati. Non è difficile capire a quale dei due assomiglio, avendo raggiunto ormai la terza età. Eppure è strano, ma non è così come pensate. Dal collo in giù ho il corpo paterno, mentre la testa è materna. Sono i casi della vita: la testa di uno e il corpo di un altro.

Per indagare a fondo la tua vita, è richiesta una parcella che va da 1.000 a 3.000 euro. La tentazione per farlo c’è: sono curioso per natura, per me sarebbe come conoscere la data di Armaghedon. Vorrei anche sapere chi incolpare dei miei geni: mia madre, cattolica tradizionalista più di un prete o mio padre che tuttora non sa distinguere una croce da un rosario?

Dalla mescolanza di questi geni, è saltato fuori il mio Dna di cattolico, nato e cresciuto, per anni praticante e in seguito inattivo. Poi, sono diventato un testimone di Geova attivissimo per tre decenni. Oggi, caduto in disgrazia, mi ritrovo di nuovo tra le fila degli inattivi religiosi.

Era tutto scritto nel mio Dna? Forse, in qualche parte oscura del mio corpo, le eliche della vita non girano a dovere. Lo ammetto, ho il genoma ribelle e insofferente. I miei geni sono anarchici e non rispettano le regole, figuriamoci quelle bigotte. I miei geni vanno a intermittenza: attivi e inattivi. Solo un miracolo può stabilizzarli.

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“I tuoi occhi videro perfino il mio embrione e nel tuo libro ne erano scritte tutte le parti, riguardo ai giorni quando furono formate e fra di esse non ce n’era ancora nessuna”, scrisse Davide nel Salmo 139:16.

Non che Davide avesse un microscopio e sapeva come si sviluppa l’embrione. Le sue parole ci vogliono dire, che Dio può valutare attraverso il “libro” genetico quali tratti caratteristici della personalità svilupperai nel corso della tua vita.

Oggi, gli scienziati, attraverso il codice genetico possono rivelare se hai ereditato i capelli da tua madre o le calvizie da tuo nonno. Possono stabilire, di chi è la colpa o il merito, secondo i casi, se sei bello come Brad Pitt o uno scarrafone bello solo a mamma sua.

Nonostante le diversità, siamo un’unica famiglia. “L’uomo – scrive Giobbe – è debole fin dalla nascita”, e per giunta sta inguaiato e tira le cuoia presto. (Giobbe 14:1)

Meno male che il salmista si vede meglio di Giobbe: “Sono fatto in maniera tremendamente meravigliosa” – Salmo 139:14. Io mi ci vedo più in Giobbe che nel Salmo. Tra malattie come la prostata, il diabete e la depressione grave, mi sento come Freud che canta Gianni Morandi. Comunque, non disperiamoci. Un giorno “la tenda di Dio” sarà con il genoma umano e ci penserà lui a non farci più penare.

In generale, il nostro destino è scritto nel Dna e con la sua mappatura è possibile sapere a quali malattie si è più predisposti, quali geni possono degenerare più di altri e a quali dipendenze è più facile restare prigionieri. Tutto è scritto dentro di noi, racchiuso nelle doppie eliche della vita.

Chi studia il codice genetico è convinto che fare la mappa del Dna può cambiare la vita. E spostare la morte. Con rispetto parlando, la mia fede nel Padre Eterno è quasi andata, figuriamoci se credo nei camici bianchi, uomini con debolezze come tutti.

Comunque, le mie sono parole di una persona dai geni sfasati e neppure tanto giovane, pertanto non prendetele troppo sul serio. Non date troppo peso alle mie trascurabili opinioni. Se poi vorreste rivolgervi ai luminari del Dna, fatelo pure. In fondo la parcella non è proibitiva. Da parte mia, farei uno sforzo per pagare, pur di sapere che razza di geni ho ereditato e di che morte morirò. Armaghedon permettendo.

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