SE TU MIO FRATELLO

ungaretti

Dedicato a un caro fratello inattivo che non c’è più.

La poesia è stata scritta  da Giuseppe Ungaretti  in memoria di suo fratello

SE TU MIO FRATELLO

Se tu mi rinvenissi vivo, / con la mano tesa / ancora potrei, / di nuovo in uno slancio d’oblio¹, stringere, / fratello, una mano.

Ma di te, di te non più mi circondano / che sogni, barlumi, / i fuochi senza fuoco del passato².

La memoria non svolge che le immagini³ / E a me stesso io stesso / non sono già più / che l’annientante nulla del / pensiero.

1- slancio d’oblio: dimenticando che sei morto.  2- i fuochi senza fuoco del passato: del passato, ormai morto, restano solo tracce prive di calore. 3- memoria… immagini: la memoria contiene solo immagini, non riafferra la vita.

Il sacro è un nodo centrale della poesia di Ungaretti, anche se la sua religiosità è pervasa da dubbi e conflitti, specialmente di fronte all’esperienza del dolore e della morte. Egli scrisse: “Il Dolore è il libro che più amo, il libro che ho scritto negli anni orribili, stretto alla gola. Se ne parlassi mi parrebbe d’essere impudìco. Quel dolore non finirà più di straziarmi”.

Il motivo ispiratore del dolore è suggerito dai lutti familiari che assumono il significato simbolico di una perdita irreparabile del passato. Pur soffrendo, Ungaretti non si isola, non cede mai all’autocommiserazione e al vittimismo, anzi, dà voce alla sofferenza.

Il suo linguaggio è a volte biblico, egli propone il valore della fede religiosa e una richiesta di umana solidarietà. Il suo non è atteggiamento passivo, ma espressione di forza. Grazie al conforto della fede in Dio, Ungaretti è stato anche il poeta della speranza in Dio, nella vita e nell’amore:

Non so se sono stato un vero poeta, ma so di essere stato un uomo, perché ho molto amato e molto sofferto, ho molto errato e ho saputo quando potevo, riconoscere il mio errore, ma non ho odiato mai. Ed un uomo è questo che deve fare, molto amare, molto soffrire, errare e riconoscere – se può- il proprio errore, ma non odiare mai”.

Così eri anche tu, mio caro fratello inattivo, scomparso dai ricordi altrui, ma non dai miei, dove rimarrai indelebile nella mia memoria.

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (1)

  • Vento di Libeccio

    |

    Non odiare mai….. L’odio è un sentimento orribile. Penso che tutti noi, nella nostra vita, l’abbiamo provato. Quando capita, la mente e la vista si annebbiano. È come una sanguisuga, succhia tutte le energie della mente e del cuore!
    Non c’è più spazio per nient’altro e vorremmo, persino, che Dio fosse dalla nostra parte in un progetto di vendetta!
    L’amore, invece, è beatitudine e conforto e ti porta a superare l’odio o quanto meno a vederlo nella sua reale natura.
    In passato e, per anni, ho provato odio per mio fratello, dal quale avevo ricevuto, a mio parere, grandi torti. Mi sono crogiolato in esso, meditando vendetta! In quegli anni avevo perso di vista Dio e la mia vita. Il tempo e il riavvicinamento alla fede mi ha, forse, liberato dalle inutili e dolorose catene da cui ero afflitto!
    Ma quanto tempo ed energie vitali ho perso!
    Bellissima e commovente la poesia di Ungaretti!

    Reply

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA