Sentimenti feriti

Alcuni cristiani che sono stati fedeli per anni, sono rimasti così turbati dal comportamento di altri fratelli da scoraggiarsi e risentirsi al punto di smettere perfino di assistere alle adunanze di congregazione e di partecipare al ministero di campo.

In questi casi, la delusione e il dolore possono essere tremendi. Anche torti, veri o presunti, potrebbero amareggiarci. Rimuginare su questi episodi potrebbe indurci a pensare male dei nostri fratelli, e spingerci a chiuderci in noi stessi, ad isolarci, a non interessarci più di loro. Spesso ci dimentichiamo che i fratelli lottano ancora a lungo per abbandonare i modi di pensare, di parlare e di agire di questo mondo ed è impensabile che le congregazioni siano composte da esseri umani perfetti. Ci sarà pure una ragione se Paolo scrisse di sopportarci gli uni gli altri. (Col 3:13) Quando sorge un contrasto se si cerca di passarci sopra probabilmente col tempo la questione diverrà insignificante.

L’aspetto più importante di cui spesso ci dimentichiamo riguarda i sentimenti feriti di Dio. Geova ha sentimenti forti e sentimenti delicati e può essere triste, contristato e ferito nei suoi sentimenti da alcuni che asseriscono di amarlo. – Salmo 78:38-41. In tutto l’universo, Dio è la persona che l’uomo, in tutta la sua storia, ha ferito, oltraggiato e vilipeso più di tutti. Dio si addolora quando i suoi servitori non lo seguono più e adottano una condotta contraria ai suoi principi.

Tutti noi abbiamo delle ferite, spesso nascoste e impercettibili, ma che possono influenzare molto negativamente il nostro carattere, il nostro comportamento, le nostre vite. Queste ferite, non sapendo come gestirle, le reprimiamo. È un meccanismo di difesa. Tuttavia, sebbene siano nell’inconscio, possono influenzare i nostri atteggiamenti, le nostre decisioni e le nostre relazioni (con Dio, con gli altri e con noi stessi). Molte volte cerchiamo di controllare quei ricordi dolorosi, ma non sempre ci riusciamo, e finiscono per prendere le redini della nostra volontà. Le conseguenze sono disastrose.

Tenete conto dei sentimenti altrui e non attribuite motivi errati. Non pensate che un gesto dovuto a qualche difetto sia stato fatto di proposito. A volte si parla in modo tagliente più per sentimenti feriti o superficialità che per cattiveria o spirito vendicativo. Chi nutre risentimento spesso finisce per nuocere a se stesso.  Il risentimento è un fardello pesante da portare nella vita, assorbe ogni nostro pensiero, ci toglie la pace e soffoca la nostra gioia. Covare ira può accrescere il rischio di disturbi cardiaci e di molte altre malattie croniche.

Quando ci buttiamo alle spalle il risentimento, facciamo del bene a noi stessi. Più a lungo portiamo rancore, anche per piccole cose, più ci sentiamo male. Buttarci tutto alle spalle è per il nostro bene (Proverbi 11:17). Finché saremo imperfetti ci saranno incomprensioni e sentimenti feriti. Chiunque può fare uno sbaglio, oppure parlare in un modo che suona indifferente o scortese. “Tutti inciampiamo molte volte. Se uno non inciampa in parola, questi è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche l’intero corpo”. (Giacomo 3:2) Consapevoli di questa realtà “non ti affrettare nel tuo spirito a offenderti, poiché l’offendersi è ciò che riposa nel seno degli stupidi. Inoltre, non porre il tuo cuore a tutte le parole che il popolo può pronunciare, affinché tu non oda il tuo servitore invocare su di te il male. Poiché il tuo proprio cuore sa bene che molte volte anche tu, tu stesso, hai invocato il male su altri”. — Ecclesiaste 7:9, 21, 22.

 

Per approfondire:  ______________________________________________________________________________________________________________

 

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