Sepolti con il pigiama

L’ultimo aggiornamento Covid sta diventando sempre più drammatico, oltre 8.600 morti tra i testimoni di Geova in tutto il mondo. E questo nonostante le precauzioni di un popolo che in linea di massima accetta le normative sanitarie imposte dai governi e le indicazioni che arrivano dagli organi direttivi interni.

Evidentemente c’è qualcosa a livello individuale che non funziona. Quali sono le cause di tanti morti da Covid? Sono dovute a un abbassamento della guardia? Oppure alcuni pensano erroneamente che la cosa riguardi gli altri e non se stessi? Si sta sottovalutando il rischio dell’emergenza? Ci stiamo abituando passivamente ai pericoli?

Le parole di Paolo ai corinti sono più che mai attuali: “Non siate troppo sicuri di voi stessi” (1 Corinti 10:12) Non pensiamo di godere di una specie di immunità protettiva solo perché siamo testimoni di Geova, se poi non affrontiamo con saggezza i pericoli da Covid.

Sia chiaro, non stiamo accusando nessuno dei nostri cari fratelli e nemmeno i loro familiari di negligenza o di imprudenza. Stiamo sollevando un caso che riguarda migliaia di testimoni di Geova e fra questi anche proclamatori inattivi. Molti di questi nostri conservi stavano bene prima della pandemia e nessuno poteva prevederne la morte. Eppure è accaduto.

Evidentemente lo strazio dei decessi e dei lutti da elaborare in solitudine richiedono da parte di tutti una maggiore consapevolezza dei rischi. Alcuni dei nostri fratelli e sorelle sono stati ingoiati letteralmente dal buio delle terapie intensive, senza un familiare accanto. Sono morti col pigiama addosso, senza dignità, senza sapere nulla delle loro sofferenze, senza nessuno vicino, privati di un abbraccio e un saluto. Sono stati adagiati dentro la bara così come sono morti, con la vestaglia o il pigiama addosso e in alcuni casi nudi.

Ansia, paura, angoscia, e poi un silenzio di morte crudele che toglie il respiro. Quanti dei nostri cari fratelli stanno morendo male e velocemente, morti che spezzano il cuore e lasciano la mente intorpidita. Stiamo cominciando a prendere coscienza di cosa rappresenti un funerale. Grazie alle piattaforme digitali abbiamo inventato un rito per dare un commiato onorevole a chi si è spento.

Si piange in remoto e ci si consola attraverso un monitor. I funerali in streaming continueranno a diffondersi sempre di più. Nuovi rituali emergono per rendere meno doloroso il lutto e il senso di solitudine.

Sono tanti i lutti pieni di rabbia per non aver potuto dare un saluto, un abbraccio finale. Si rimane sconcertati. La pandemia ha sparigliato le carte e sta distruggendo le certezze di una società troppo sicura di sé. Illusi da un falso senso di sicurezza siamo stati catapultati in una realtà piena di incertezze.

Dobbiamo imparare che nulla è scontato nella vita. La pandemia ha percosso le anime di molti. Ciononostante, alcune si sono rafforzate, altre rese più fragili, altre spezzate. La pandemia ci sta cambiando, comunque vada ci lascerà cicatrici profonde.

Il senso di precarietà dovrebbe insegnarci quali sono le cose che hanno vero valore nella vita. Non abbiamo più scuse su cui aggrapparci per non diventare Testimoni più accorti, consapevoli che questi non sono tempi normali. Più fragile e incerta è la vita più essa è preziosa.

“Insegnaci a contare i nostri giorni, così che possiamo ottenere un cuore saggio”. (Salmo 90:12)

Geova ci mostra quanto sia fondamentale mostrare equilibrio sui giorni della nostra vita. Nessun altro è nella posizione migliore di lui per mostrarci come usare con saggezza gli anni della nostra vita. Il Salmo dà risalto alla precarietà della vita umana e mostra quanto essa sia breve.

Per questo motivo, e ancor di più durante la pandemia, dovremmo usare saggiamente i nostri giorni preziosi. Le parole del salmista vogliono insegnarci ad apprezzare e a usare con saggezza i giorni che rimangono in modo da avere l’approvazione di Dio.

Non sappiamo che cosa sarà domani la nostra vita, poiché siamo un vapore che appare per un po’ e quindi scompare’. (Giacomo 4:13-15) Affrontiamo dunque le prove della pandemia con saggezza e spirito di sacrificio, non dimenticandoci mai che la vita è un dono di Dio. Orate, fratres.

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vedi anche: Il lutto senza il morto

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Commenti (1)

  • inattivopuntoinfo

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    MORTI COL PIGIAMA. Abbiamo aggiunto un articolo pubblicato oggi sul quotidiano La Verità che riguarda i malati gravi e terminali. Una proposta del comitato di bioetica per garantire assistenza spirituale con i dispositivi elettronici ai malati ricoverati negli ospedali.

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