SERVIRE è nobiltà spirituale

(NOMINATI DI SUCCESSO / TERZA PARTE)

«Gli altri 10, sentendo tutto questo, si indignarono contro i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: “Voi sapete che i governanti delle nazioni le dominano e che i grandi esercitano la loro autorità su di esse. Fra voi non dev’essere così, ma chiunque vuole diventare grande fra voi dev’essere vostro servitore, e chiunque vuole essere il primo fra voi dev’essere vostro schiavo. Proprio come il Figlio dell’uomo è venuto non per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come riscatto in cambio di molti”. (Matteo 20:24-28)

Durante il ministero di Gesù si accese un dibattito fra gli apostoli su chi dovesse essere il più grande di loro nel Regno dei Cieli. Per calmare questo brutto spirito competitivo, Gesù disse le parole riportate sopra.

Questo episodio dimostra come in realtà non basta sentire le parole di Gesù o stare a stretto contatto con lui per capire la verità. Alcuni giorni dopo, il dibattito si infiammò di nuovo sulla stessa questione. Per far comprendere cosa significa servire, Gesù diede l’esempio lavando i loro piedi. Servire gli altri è dura da comprendere, sia se si è da poco che da tanto tempo cristiani nominati.

In un’orchestra sinfonica non conta avere tanti primi violinisti. Senza la passione del secondo violino è difficile trovare la giusta armonia. Nel calcio, senza portatori di palla, che sgobbano da una parte all’altra del campo, è difficile segnare e vincere. Per alcuni nominati, il seggio di anziano, ha valore di innalzamento sul resto della congregazione. Alcuni di questi associano la nomina con il podio, la visibilità alle assemblee, gli incarichi di responsabili di reparto, con la vicinanza stretta dei sorveglianti viaggianti, con il potere di assegnare le parti, con l’incarico di coordinatore del corpo degli anziani, fare parte come membro di un comitato giudiziario, ecc.

La responsabilità di sorvegliante del servizio, nonostante sia fondamentale, alcuni nominati fanno di tutto per non ricevere questo incarico. Con questa responsabilità bisogna non solo dare l’esempio ma si deve pedalare nella predicazione. Eppure, tutto il ministero di Gesù è basato principalmente sulla predicazione: «Per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità». (Giovanni 18:37)

Insegnare come Gesù richiede un grande investimento di tempo e di energie. Per esercitare la funzione di pastore e aver cura del gregge, significa anteporre il bisogno degli altri al proprio. Il servizio non è per un tornaconto personale. Non conta l’attenzione altrui su sé stessi, ma l’attenzione del pastore alla pecora. Portare i pesi degli altri è doveroso nonché scritturale. Per avere successo come nominati ci si deve distaccare da sé stessi.

La nobiltà, specialmente quella d’animo, ha relazione con la magnanimità, una parola semisconosciuta nel parlare comune. Magnanimo è colui che è caratterizzato da un animo grande e generoso. Nobile vuol dire: noto, che deve esser noto. Perciò, la nobiltà spirituale in relazione al servire gli altri deve essere nota e generosa.

DIO HA MOSTRATO TANTA MAGNANIMITA’ DA SACRIFICARE SUO FIGLIO

Geova usa la sua magnanimità non per condannare la nostra imperfezione, anzi, sa che i pesi che portiamo, spesso non dipendono da noi e ne tiene amorevolmente conto. Allo stesso modo, il nominato è consapevole che certi errori o certe situazioni, a volte non dipendono direttamente dai fratelli e ne deve tener conto quando si relaziona con loro.

Gesù rifletté alla perfezione la magnanimità verso gli sbagli altrui. (Giovanni 5:19) Di fronte alle mancanze degli apostoli, fu misericordioso e comprensivo (Matteo 26:41). Non si concentrò sulle loro mancanze, ma sulle loro buone qualità.

Inoltre chi serve con nobiltà spirituale non insiste sui propri diritti, non mira a ciò che lo interessa, ma accresce il suo amore per gli altri, concentrandosi sull’interesse altruistico. Cristo voleva che i suoi discepoli facessero le cose con magnanimità, non semplicemente perché giusti (Romani 5:7). È vero che i nostri pensieri non potranno mai essere come quelli di Dio. Ma non per questo possiamo abusare della sua magnanimità. Non possiamo mutare “l’immeritata benignità del nostro Dio in una scusa per condotta dissoluta” (Giuda 4). Non abbiamo alcun diritto di esigere alcuna cosa e non possiamo andare oltre ciò che la sua dichiarata parola consente.

Un nominato che serve nobilmente, vede prima le sue debolezze e poi quelle degli altri. Nel mondo, il mito del successo a ogni costo, spinge alla ricerca sfrenata del primato, della superiorità in ogni ambito, tranne che in quello morale e spirituale. Magari tutti primeggiassero in campo morale e spirituale, le cose sarebbe nettamente migliori. La nobiltà è un ornamento delle virtù, che le rende più grandi. Perciò è difficile essere nobili in verità, giacché non è possibile esserlo senza una perfetta virtù.

L’anziano che serve con nobiltà spirituale non serba rancore e invidia, vi passa sopra. Non parla spesso di sé, non cerca lodi né disprezza le qualità degli altri, né si mostra forte contro i deboli. Non rifiuta di essere aiutato o è incline a lamentarsi o a non chiedere. Molto del successo spirituale dipende anche dall’essere avvicinabile, dal sapersi muovere con calma e parlare con voce calorosa, mettendo a proprio agio i timidi e gli ansiosi. Non si nasconde per paura, anzi è veritiero, parla apertamente e lo fa con equilibrio e sapienza.

La grandezza di un uomo spirituale (sia nominato che non) sta nel servire amorevolmente il prossimo. “Noi non serviamo gli uomini, serviamo Geova Dio e Cristo”, dicono alcuni. Il nominato (o qualsiasi cristiano) può servire Dio senza servire sotto gli uomini? No. Nei giorni degli apostoli, “Dio ha collocato i rispettivi membri nella congregazione”. (1 Corinti 12:28) L’apostolo Paolo ordinò di avere riguardo verso quelli che lavorano strenuamente e presiedono sulla congregazione. (1 Tessalonicesi 5:12, 13) Gli anziani che presiedono in modo giusto devono ricevere doppio. (1 Timoteo 5:17)

Da queste scritture si vede chiaramente che sarebbe ingiusto trascurare i servitori del Signore, o anche prenderli alla leggera. Quindi, pensare che i sorveglianti nobili di spirito possano essere trascurati disonora Dio.

Tornerai a servire?

Sei stato un nominato? Ora non lo sei o forse sei diventato inattivo? Non amareggiarti e non abbatterti. Provi una certa tensione? Se ami Geova puoi star certo che egli ha ancora cura di te. Devi fare alcuni cambiamenti? Sforzati di migliorare con l’aiuto di Dio. Mantieni comunque un atteggiamento positivo. Sii determinato nelle tue attività e continua a farle con diligenza come quando eri un nominato. Impara ad essere paziente, soprattutto quando pensi che in poco tempo ritornerai di nuovo a essere nominato. Forse è richiesto più tempo di quanto immagini. Non perderti d’animo e continua a impegnarti per essere nuovamente idoneo. Rafforzati in senso spirituale, visita i fratelli nel bisogno e incoraggia i deboli come facevi un tempo. Ti sarà di grande aiuto.

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