IL SERVIZIO DI PASTORE NELLA CONGREGAZIONE

L’opera pastorale è una delle più difficili da compiere. Il mandato di Ezechiele 34:4 consiste nel curare le pecore di Cristo da un punto di vista spirituale e morale, rafforzare le deboli, assistere le malate, fasciare le ferite, riportare a casa le smarrite e andare in cerca delle perdute.

 Per quanto ci riguarda sottolineiamo le responsabilità di riportare a casa le pecore smarrite e andare alla ricerca delle perdute, che possono sembrare due servizi uguali e invece non lo sono. Riportare vuol dire “portare di nuovo” la pecora smarrita in congregazione. Ciò implica che per sua natura la pecora si può smarrire più volte ed è facile per il pastore individuarla, perché conosce i posti dove si smarrisce frequentemente. Mentre “andare alla ricerca” significa cercare la pecora che si è smarrita in altri luoghi in cui è difficile trovarla. La ricerca implica indagare, investigare, esaminare attentamente e minutamente, perlustrare e selezionare.

Compiere un’opera del genere è sempre stato molto difficile, tanto più lo è oggi, in una società piena di matrimoni falliti, famiglie smembrate, giovani con poche speranze, vite umane lacerate. La Bibbia aveva predetto questi “tempi difficili” dove “l’amore della maggioranza delle persone sarebbe venuta meno”. (2 Tim. 3:1-5; Matt. 24:3, 12) Per la sua cattiva influenza, tale condizione di disfacimento dei valori umani e spirituali avrebbe reso complicata e difficile la vita di ogni cristiano.

Di fronte a questa realtà, pubblichiamo una serie di articoli che riguardano l’opera del pastore. Non che il materiale di studio dell’organizzazione al riguardo sia insufficiente, anzi è ampio e scritturalmente ben fatto. Il problema di quest’opera non è l’organizzazione ma quei pastori che trascurano le loro responsabilità a danno delle pecore di Cristo, il che non è una novità perché anche in passato questo problema è sempre stato uno dei più complessi.

Il pastore deve sapersi ravvivare e rivitalizzare per non sviarsi ed esaurirsi. Col tempo, il pastore può perdere lo zelo iniziale. Per questo motivo è importante che di tanto in tanto riveda le sue responsabilità alla luce dei requisiti riportati nella Bibbia, per esaminarsi e correggersi. Un anziano incapace di questo impegno mina la credibilità sua e quella della congregazione. Crea dubbi su di lui come guida e reca incertezza sulla verità, nell’insegnamento e nell’affidabilità della vita comunitaria.

Ogni giorno, il pastore, dovrebbe sentire i richiami della pecora smarrita nella sua coscienza e sentirsi rimbombare nelle orecchie quanto poco presta attenzione al suo incarico di cercare senza sosta chi si perde ed è lontano dalla congregazione. Quanti di questi anziani si rendono conto che Geova è al corrente di una così grave mancanza? Costoro pensano che a causa dei troppi impegni o della gravosa responsabilità di guidare le pecore, siano giustificati nella loro condotta negligente?

Un vero pastore deve sentirsi toccato, scosso e sopraffatto dalla consapevolezza delle sue mancanze. Non può avere un cuore duro e insensibile al richiamo delle pecore. Deve disporsi ad una maggiore fedeltà, diligenza e operosità. Ogni pastore deve scolpirsi nel suo cuore, con caratteri d’oro, le parole di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, poiché io sono d’indole mite e modesto di cuore, e troverete ristoro per le anime vostre. Poiché il mio giogo è piacevole e il mio carico è leggero». (Matteo 11:28,29).

La prosperità delle congregazioni dipende molto dai loro pastori. Quando l’impegno e lo zelo si affievoliscono ne risente tutta la congregazione. E’ importante esortarli a un santo impegno, perché nel tempo, oltre a dimenticarsi che la loro opera è santa e non umana, sono inclini a non accettare volentieri correzioni alle loro mancanze e consigli su come migliorare le loro qualità. Si dimenticano che sono ancora pecore e che sono stati prestati da Cristo nell’opera di pastori. Per questo dovrebbero umiliarsi solennemente davanti a Gesù, il Grande Pastore delle pecore di Geova, per aver trascurato per così tanto tempo un dovere così nobile e importante.

Ci rendiamo conto che molti dei nostri articoli sono schietti e diretti e che in certi casi avremmo dovuto evitare di scrivere in modo pungente ed esporre pubblicamente in Rete tali considerazioni che riguardano la congregazione dal suo interno, in particolare le mancanze dei pastori. Mancanze che possono essere sfruttate in negativo, non da chi è obbiettivo nel considerare certe mancanze dei fratelli ed è propenso a fare ragionamenti costruttivi, ma da chi osteggia la congregazione cristiana dei tdG in modo subdolo e per i propri fini.

Ciononostante, continuiamo per la nostra strada convinti di essere in buona fede e di parlare con onesta coscienza di certi fatti che avvengono quotidianamente nelle congregazioni. Che piaccia o no. D’accordo o meno. I punti che tratteremo sono molti e riguardano perlopiù la sorveglianza cristiana delle congregazioni da parte dei pastori.

Fine prima parte

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA