Chi si accontenta gode? No, è un perdente di successo

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Troppa prudenza, vecchie abitudini e a volte il possesso di troppe cose, spengono i desideri e uccidono i sogni, creando tensioni, insoddisfazioni e ansia.

Ci sono cose nella vita di cui è saggio accontentarsi: quando il traguardo è irraggiungibile, la soddisfazione è impossibile e il desiderio è insaziabile. (Proverbi 30:15,16) In un particolare contesto certe scelte sono le più opportune, in attesa del tempo e delle circostanze favorevoli. D’altra parte ci sono situazioni in cui è legittimo chiedere di più. Ad esempio, nelle congregazioni ci sono fratelli dotati di doni naturali e di capacità spirituali del tutto inespressi. Si sentono limitati dalle circostanze sfavorevoli e fanno poco per progredire. Anche tra gli stessi inattivi ce ne sono diversi che potrebbero risolvere in poco tempo gli ostacoli che impediscono un loro ritorno a Geova. Alcuni di questi hanno veramente delle capacità straordinarie e un bagaglio spirituale che potrebbe arricchire molti in congregazione.

Si tratta di fratelli immobili, che hanno spento ogni desiderio creativo e non fanno nulla per riaccenderlo. Percepiscono ancora il bisogno spirituale, ma lasciano che sia soffocato da fattori che considerano insormontabili o si lasciano vincere dall’inedia. In realtà basterebbe non molto per migliorarsi. Questi fratelli vivono in una condizione di provvisoria incompiutezza. Oppure sono così sfiduciati dell’Organizzazione e degli anziani che pensano sia impossibile valorizzarsi finché ci saranno certi uomini a guidare le congregazioni.

A volte il vero motivo è un’autostima fragile. Inoltre temono di non poter superare le conseguenze di eventuali prove. Trovano difficile mettersi in gioco per paura di un altro fallimento. Hanno sofferto troppo e una semplice schermaglia potrebbe di nuovo scombussolare le loro emozioni. Tutt’oggi certe situazioni irrisolte li stanno facendo soffrire dentro. Alcuni inattivi che si sono confrontati pesantemente con alcuni anziani – non certo famosi per la loro intelligenza e per il loro spessore spirituale – non sentono nessun bisogno di riconfrontarsi di nuovo. Vivono la loro vita in modo soddisfacente e si sentono realizzati come non mai. Altri invece sono contenti ma non troppo. Di tanto in tanto riaffiorano emozioni che li rattristano. Pensavano che certe aspettative si realizzassero e così non è stato, perciò si sentono angosciati. Vivono una vita di alti e bassi, di luci e ombre. Ci sono inattivi che vedono nero dappertutto, sono completamente scontenti e bloccati. Si sono comprati delle catene e se le sono legate alle mani e ai piedi e qualche volta anche al cervello. Si gratificano molto meno di quanto valgono. Con questi bisogna stare attenti quando si vogliono visitare o si cerca di parlare. Se lo fate in modo sbagliato potrebbero “saltarvi addosso”.

Il fatto di aver conosciuto nella vita più spine e triboli che momenti di felicità, non vuol dire che le cose andranno sempre così. Molte volte il problema maggiore non è cambiare ciò che non va, ma superare certi preconcetti radicati nella mente e certe resistenze interiori che galleggiano pesantemente nelle profondità del nostro cuore. Accontentarsi di poco è da perdenti. Nella vita si può e si deve migliorare.

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Chi si accontenta di poco non realizza molto nella vita. Il motto «Chi si accontenta gode» è degli insoddisfatti, degli infelici mascherati da sorrisi, di quelli che trovano una scusa per i loro fallimenti, dei perdenti di successo che arrivano secondi e si credono i primi.

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(Cambiare vita – quarta parte)

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