Si diedero alla fuga. Premiati!

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C’è un episodio nei Vangeli che ci aiuta a capire quale sia la maniera migliore per aiutare gli inattivi e i deboli.

Chi ama gli inattivi prova un profondo dolore non vedendoli più associarsi con la congregazione. Come possono gli anziani e i proclamatori contribuire attivamente affinché ritornino tra di loro? C’è un episodio nei Vangeli che ci aiuta a capire quale sia la maniera migliore per farlo.

Poco prima della morte di Gesù, Marco e Giovanni raccontano che gli apostoli lo “abbandonarono e fuggirono” e in seguito “si dispersero ciascuno alla propria casa”. (Marco 14:50; Giovanni 16:32) La Torre di Guardia del 1 luglio 2004 spiega la maniera con la quale Gesù trattò la questione. Vediamo la descrizione che viene fatta nelle pagine 18 e 19.

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Mostrate interesse

12 Al termine del ministero terreno di Gesù, poco prima della sua morte, gli apostoli “lo abbandonarono e fuggirono”. Come Gesù aveva predetto, ‘si dispersero ciascuno alla propria casa’. (Marco 14:50; Giovanni 16:32) Come si comportò Gesù con i suoi compagni divenuti spiritualmente deboli? Poco dopo la sua risurrezione, disse ad alcuni suoi seguaci: “Non abbiate timore! Andate, portate la notizia ai miei fratelli, affinché vadano in Galilea; e là mi vedranno”. (Matteo 28:10) Benché gli apostoli avessero mostrato gravi debolezze, Gesù li chiamò ancora “miei fratelli”. (Matteo 12:49) Non aveva perso fiducia in loro. Quindi Gesù fu misericordioso e pronto a perdonare, proprio come Geova è misericordioso e pronto a perdonare. (2 Re 13:23) Come possiamo imitare Gesù?

13 Dovremmo mostrare profondo interesse per coloro i quali hanno rallentato o smesso di partecipare al ministero. Ricordiamo le amorevoli fatiche che questi compagni di fede hanno compiuto nel passato, alcuni forse per decenni. (Ebrei 6:10) Sentiamo davvero la loro mancanza. (Luca 15:4-7; 1 Tessalonicesi 2:17) Come possiamo però manifestare il nostro interesse per loro?

14 Gesù disse agli apostoli scoraggiati di andare in Galilea, dove lo avrebbero visto. In effetti Gesù li invitò ad assistere a un’adunanza speciale. (Matteo 28:10) Similmente oggi incoraggiamo coloro che sono spiritualmente deboli ad assistere alle adunanze della congregazione cristiana. Forse dovremo rivolgere loro l’invito più volte. Nel caso degli apostoli, l’invito diede i suoi frutti, perché “gli undici discepoli andarono in Galilea, al monte che Gesù aveva loro designato”. (Matteo 28:16) Che gioia proviamo quando i deboli rispondono in maniera simile ai nostri calorosi inviti e ricominciano a frequentare le adunanze cristiane! — Luca 15:6.

15 Cosa faremo quando un cristiano debole arriva nella Sala del Regno? Ebbene, cosa fece Gesù quando vide gli apostoli, la cui fede si era temporaneamente indebolita, nel luogo di adunanza designato? “Gesù, accostatosi, parlò loro”. (Matteo 28:18) Non li osservò stando a distanza, ma andò da loro. Pensate come dovettero sentirsi sollevati quando Gesù prese quell’iniziativa! Prendiamo anche noi l’iniziativa e accogliamo calorosamente i deboli che fanno lo sforzo di tornare nella congregazione cristiana.

16 Cos’altro fece Gesù? Per prima cosa annunciò: “Ogni autorità mi è stata data”. Secondo, diede un incarico: “Andate dunque e fate discepoli”. Terzo, fece una promessa: “Io sono con voi tutti i giorni”. Ma avete notato cosa non fece? Non rimproverò i discepoli per le loro mancanze e i loro dubbi. (Matteo 28:17) Fu un approccio efficace? Sì, poiché di lì a poco, gli apostoli erano di nuovo impegnati “a insegnare e a dichiarare la buona notizia”. (Atti 5:42) Seguendo l’esempio di Gesù su come considerare e trattare i deboli, potremmo avere risultati altrettanto incoraggianti nella nostra congregazione. — Atti 20:35.

In uno dei momenti più cruciali della storia umana, gli apostoli si diedero alla fuga e abbandonarono Gesù al suo destino. Nessuno si fece arrestare per lui. L’abbandono, dovuto non a una cattiveria ma a una debolezza, fu un atto gravissimo per le conseguenze che ne seguirono. Comunque, gli evangelisti non menzionano un comitato giudiziario formato dagli angeli per indagare la questione, per prendere provvedimenti quali la riprensione, la perdita dei privilegi, la rimozione come apostoli, la segnatura o la disassociazione.

Non li rimproverò per i loro dubbi e mancanze

Non furono scatenati i “quattro venti” contro i discepoli, né Gesù gliela fece pagare, né andò ad acchiapparli nelle loro case per stanarli a uno a uno. Sapeva che erano scoraggiati e prese l’iniziativa per andargli incontro e rassicurarli, poiché, come da lui anticipato: “Inciamperete tutti, perché è scritto: ‘Colpirò il pastore, e le pecore saranno disperse’. (Marco 14:27) Gesù andò da loro e parlò in maniera confortante. Li ritenne idonei per essere suoi rappresentanti nell’opera del Regno. Soprattutto, Gesù non rimproverò gli apostoli per i loro dubbi e le loro mancanze. Egli continuava a vedere le qualità positive espresse durante gli anni trascorsi insieme e il loro potenziale ancora inespresso.

Per favore, non puntiamo l’indice accusatore, non troviamo scuse riguardo alle visite pastorali da fare agli inattivi e ai fratelli che vengono meno per debolezza. Adottiamo un comportamento collegato alla personalità di Cristo, prendiamo l’iniziativa di andare a trovarli con lo spirito giusto e manifestiamo un atteggiamento amorevole e benigno, compassionevole e misericordioso. E per quanto sia possibile, “state con loro” tutto il tempo necessario per riprendersi e rafforzarsi nella fede. State sempre vicini a questi cari fratelli e sorelle.

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