Smetti di farti male!

Per quale motivo devi bullizzarti?

Muzio Scevola è un leggendario eroe romano (6° sec. a.C.). Mentre Roma era assediata da Porsenna, re degli etruschi, Scevola penetrò nel campo nemico e uccise un segretario del re scambiandolo per il re stesso: arrestato, avrebbe steso la mano destra sul fuoco per punirla dell’errore. Si trattò di un caso di coraggio autolesionistico.

Un altro caso famoso di autolesionismo è quello di Van Gogh che si tagliò l’orecchio in un momento di schizofrenia.

Il vocabolario Treccani dà, in senso figurato, questa definizione di autolesionismo: “un atteggiamento o comportamento, più o meno deliberato o consapevole, che finisce col danneggiare fortemente chi lo assume, o che costituisce comunque una rinuncia alla difesa dei propri interessi”.

Chi si bullizza si tratta male perché non si apprezza, non si dà ragione, non si vuole bene e si danneggia sia in senso fisico che mentale. Inoltre, non si cura dei suoi interessi emotivi e spirituali. Uno dei motivi autolesionisti è di paragonarsi ad altri, sentirsi inadeguati e spenti. Alcuni cercano un sollievo dal senso di disperazione in cui si trovano procurandosi del dolore. L’autolesionista si serve del dolore fisico per alleviare quello emotivo.

Un proverbio biblico dice: “Basta una preoccupazione per deprimere, una parola buona per incoraggiare”. (Proverbi 12:25, PS) Confidandoti con qualcuno puoi sentire le parole gentili e confortanti di cui hai bisogno. Potresti scegliere qualcuno che mostra qualità come saggezza, maturità e compassione. I cristiani maturi non rimproverano, danno suggerimenti pratici e rassicurano con pazienza usando le Scritture.

Davide, che si era trovato tante volte in situazioni difficili, scrisse: “Getta su Geova stesso il tuo peso, ed egli stesso ti sosterrà”. (Salmo 55:22) Geova sa che stai soffrendo e ha cura di te (1 Pietro 5:7). Se il tuo cuore ti condanna, ricorda che Dio è ‘maggiore del tuo cuore e conosce ogni cosa’. Comprende il motivo per cui ti fai del male e fai fatica a smettere. (1 Giovanni 3:19, 20) Rivolgiti a lui in preghiera e sforzati di vincere il male. Geova ‘realmente ti aiuterà’ (Isaia 41:10). Anche se dovessi ricadere non hai fallito, è soltanto una battuta d’arresto (Proverbi 24:16).

Gesù si rendeva conto che ‘quelli che stanno male hanno bisogno del medico’. (Marco 2:17) Ci sono casi gravi in cui è necessario consultare uno specialista per capire se dietro all’autolesionismo si nasconde una patologia e intraprendere quindi una cura.

Occorre perspicacia, tempo e pazienza per aiutare chi si fa del male a imparare a far fronte ai problemi in altri modi. Procurarsi dolore fisico non aiuta ad avvicinarsi a Dio. Pratiche come quelle di tormentare il proprio corpo autoflagellandosi non sono un modo per avvicinarsi a Dio. La Bibbia dice di prendersi cura del proprio corpo. “Nessun uomo odiò mai la propria carne, ma la nutre e ne ha tenera cura, come anche il Cristo fa con la congregazione” (Efesini 5:28, 29).

Se Geova non ti punisce perché dovresti farlo tu, allontanandoti da Lui e dal suo popolo? Ma sei sicuro che sei meritevole di punizione e non di comprensione?

____

Sullo stessa tema:

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA