Sotto mentite spoglie

Il capitolo VIII del libro Il codice dell’anima di James Hillman, famoso psicologo analista junghiano, ha come titolo SOTTO MENTITE SPOGLIE. Hillman sostiene che omissioni e pseudoricordi possono aversi a qualsiasi età. In particolare nelle biografie o nel raccontare la propria storia, si nota un bisogno di travestire e disfare i fatti della propria vita. Egli passa in rassegna numerosi personaggi importanti che hanno risistemato diversi particolari ricamandoci sopra, appropriandosi anche di fatti altrui.

«C’è un qualcosa in noi – scrive Hillman – che non vuole esporre, nero su bianco, i fatti, per timore che li si prendano per la sola verità… C’è un qualcosa che vuole proteggere le cose realizzate… di qui il travestimento e le negazioni…». Hillman si riferisce alla teoria della ghianda, l’idea, cioè, che ciascuna persona sia portatrice di una unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta.

Si tratta di quella vocazione che ci predispone e ci spinge a percorrere una determinata strada e che sta al centro di ogni vita umana. Nasciamo già con un carattere e una personalità che ci predispongono a intraprendere un determinato percorso invece che un altro.

Per fare un esempio, se abbiamo una predisposizione spirituale, prima o poi nel corso della nostra vita, cercheremo di soddisfare questo potente bisogno innato nella religione, nella creazione, nell’amore altruistico, nella solidarietà, nei testi sacri. Chi ha un talento innato al momento opportuno lo tirerà fuori, un destino da cui siamo chiamati e che spesso si manifesta durante l’infanzia.

Un seme di quercia nel corso del tempo darà vita a una quercia, non a un altro albero. Ogni quercia ha delle specificità che la rendono unica.

E’ impressionante come una minuscola ghianda si stacca dall’albero, cade a terra, viene sotterrata da un vivace scoiattolo e poi dimenticata. Il tempo passa, il seme germoglia e diventa una maestosa quercia, uno tra i più imponenti alberi d’alto fusto. In natura, non è detto che la ghianda diventi quercia perché, sebbene potenzialmente lo sia, potrebbe per una serie di concause essere distrutta oppure guastarsi. Comunque, se un albero è una quercia, è perché prima era una ghianda, non poteva essere altro.

Ogni essere umano ha dentro di se un sesto senso, una forza, una specie di angelo custode, un daimon (essere divino) che si prende cura di noi. La Bibbia chiama questa caratteristica innata dell’uomo: inclinazione mentale, intenzione o disposizione del cuore, atteggiamento o spirito predominante, e che tale inclinazione naturale può essere giusta o sbagliata. Per vedere il genio che è in noi, forse occorre prima essere dei geni.

Secondo Hillman, abbiamo un gemello, il nostro alter ego, un altro me stesso, a cui ci rivolgiamo nei momenti di sofferenza, ma anche in quelli gioiosi, quando pensiamo ad alta voce come se stessimo parlando con qualcuno che sta al nostro fianco e che vive in noi. Una forma attenuata di questo gemello immaginario si manifesta ad esempio nel web con nomi e soprannomi (nickname o avatar) che ci diamo per identificarci con quel personaggio.

Questi nickname contengono un minimo di verità interiore: rendiamo reale un fatto della nostra vita e gli diamo un nome per identificarlo ancor di più con ciò che quel nome rappresenta.

Il verbo spogliare indica togliersi le vesti ed è in questa occasione che riusciamo a scoprire, in senso figurato, chi c’è realmente “sotto mentite spoglie”. Prima o poi, capita a tutti di avere a che fare con persone che non dicono la verità o nascondono qualcosa.

A questo proposito, il poeta Orazio scrisse: Decipimur specie recti, il cui significato è “Siamo ingannati dall’apparenza del bene”. Spesso siamo vittime dell’inganno di chi si presenta sotto mentite spoglie come una persona perbene, dai modi affabili che in realtà nasconde un animo malvagio, una specie di satana in miniatura che finge di essere come un angelo di luce, un ministro di giustizia, un lupo travestito da pecora.

Affermare il falso è la stessa cosa di alterare la verità con mezze verità, spesso agendo di nascosto per poter analizzare ogni dettaglio. “Mentite” è usato come aggettivo: le spoglie sono mentite. È come dire “i vestiti che indossa non sono veramente i suoi”. La parola “sotto” rappresenta il fatto che la persona che agisce sotto mentite spoglie indossa un vestito, le spoglie appunto, quindi la persona agisce coperto da queste spoglie, sta sotto, sta nascosto, agisce “sotto falso nome”, fingendo di essere qualcun altro.

Maschere a Milano in Piazza Duomo

Bisogna stare attenti quando siamo connessi con altri utenti in un blog. Non è facile individuare con chi stiamo effettivamente comunicando. Chi scrive pensa realmente ciò che dice? Agisce veramente a fin di bene? Ha a cuore i miei interessi? Cosa lo spinge a interessarsi della mia condizione spirituale? Sono in tanti a dissimulare la loro identità ed è per questo che spesso prendiamo delle cantonate.

“All’uomo terreno appartengono le disposizioni del cuore”, dice Proverbi 16:1a. “Le disposizioni del cuore” sono una nostra responsabilità. Davide pregò Geova: “Crea in me anche un cuore puro, o Dio, e metti dentro di me uno spirito nuovo”. (Salmo 51:10, 12) Si tratta di una richiesta accorata dopo essersi pentito del peccato commesso con Betsabea. Davide riconosceva di essere incline al peccato e di avere bisogno dell’aiuto di Dio per purificare il proprio cuore.

Geova crea veramente in noi un cuore nuovo, arrivando al punto di mettere dentro di noi uno spirito nuovo e volenteroso? O siamo noi a doverci impegnare per avere un cuore puro e salvaguardarlo? Anche se Geova è “l’esaminatore dei cuori”, fino a che punto interviene in ciò che accade dentro di noi? (Proverbi 17:3; Geremia 17:10) Quanto influisce sulla nostra vita, sui nostri motivi e sulle nostre azioni?

Lo spirito di una persona è la sua inclinazione mentale dominante e ha stretta relazione con il suo cuore. Il modo in cui tale spirito si sviluppa dipende notevolmente dall’attività del cuore simbolico, che coinvolge pensieri, sentimenti e motivi. Lo spirito è ciò che “l’esaminatore dei cuori” stima, e i Suoi giudizi sono esenti da favoritismi o parzialità.

In molte occasioni, l’amore di noi stessi può spingerci a giustificare i nostri errori, a mascherare i lati negativi della nostra personalità e a non vedere i nostri difetti. Ma non possiamo ingannare Geova, colui che fa una stima degli spiriti.

L’uomo fu creato con il libero arbitrio, la facoltà di scegliere tra il bene e il male. (Deuteronomio 30:19, 20) Il cuore simbolico ha la facoltà di valutare diverse alternative e concentrarsi su una o più di esse. Indicando che è nostra responsabilità fare delle scelte, Salomone dice: “Il cuore dell’uomo terreno può ideare la sua via”. Fatto questo, “è Geova stesso che dirige i suoi passi”. (Proverbi 16:9) Dato che Geova può guidare i nostri passi, siamo saggi se gli chiediamo aiuto per ‘stabilire fermamente i nostri piani’.

“La parola di Dio è vivente ed esercita potenza ed è più tagliente di qualsiasi spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito”, scrisse l’apostolo Paolo. Il messaggio divino contenuto nella Bibbia “può discernere i pensieri e le intenzioni del cuore” (Ebr. 4:12). Esaminarci alla luce di ciò che dice la Parola di Dio può essere un sistema efficace per capire quali sono le intenzioni del nostro cuore. È dunque importantissimo che leggiamo le Scritture ogni giorno e riflettiamo su di esse, così da fare nostro il modo di pensare di Geova.

Accettare i consigli della Bibbia e seguirne i princìpi influirà sulla nostra coscienza, la facoltà interiore che “rende testimonianza” (Rom. 9:1). La voce della coscienza può impedirci di giustificare un comportamento sbagliato. Inoltre la Parola di Dio contiene esempi che ci servono di “avvertimento” (1 Cor. 10:11). Facendone tesoro eviteremo di incamminarci in una direzione sbagliata.

POSSIAMO CAMBIARE

Qualsiasi sia la nostra inclinazione, con l’aiuto di Dio possiamo cambiarla in bene. Anche se Geova può creare veramente in noi un cuore nuovo, arrivando al punto di metterci uno spirito nuovo, siamo comunque noi a doverci impegnare per avere un cuore puro e salvaguardarlo. Geova influisce sulla nostra vita, sui nostri motivi e sulle nostre azioni in proporzione a quanto gli permettiamo di entrarci.

Qualsiasi inclinazione o atteggiamento abbiamo manifestato in passato, qualsiasi ghianda caduta nel posto sbagliato, portiamo per natura in noi il nostro gemello positivo, che non dimentica di richiamare alla nostra mente chi eravamo e chi possiamo diventare grazie al potenziale inespresso che ancora ci appartiene.

Se abbiamo ceduto alle inclinazioni di un cuore ingannevole e abbiamo preso l’abitudine di accampare scuse per i nostri comportamenti sbagliati, possiamo cambiare, chiunque siamo diventati sotto altre spoglie: tdG attivi, ex tdG e proclamatori inattivi. (Efes. 4:22-24).

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