Spiriti dormienti

Nelle varie religioni ci sono credenti attivi e inattivi che sono tristi, stanchi e interiormente vuoti. A guardarli sembrano senza “anima e cuore”. Altri invece sembrano “dormire” e se qualcuno prova a “svegliarli” sono guai. Come mai?

Può darsi che la loro relazione con Dio sia basata su aspetti intellettuali come le dottrine e i dogmi e non su qualità che rendono felici interiormente e che appassionano. Altri, invece, che vivono una vita morale rigida basandosi su quanto Dio richiede, alla fine si sentono più castrati che realizzati.

Alcuni sono convinti che si possa trarre soddisfazione esercitando al massimo ogni attività religiosa. In questo caso il pericolo è che ci si abitua a fare le cose in modo monotono e deprimente. Non mancano tra questi gli eremiti che si isolano dal mondo per condurre una vita senza distrazioni, dediti esclusivamente alla preghiera e all’ascesi mistica. Anche in questo caso, a furia di ripetere sempre le stesse cose, le corde vocali si consumano e la mente si atrofizza.

Una spiritualità piena non dipende dall’uomo ma da Dio e dalle circostanze ideali per cambiare. Dio è Spirito e una buona cosa è farsi inondare da questo spirito affinché fluisca liberamente in tutto il nostro essere. Anche conoscere Dio non significa amarlo. Si possono conoscere tante persone ma non è detto che le amiamo tutte. Si ama una persona quando il nostro cuore è “toccato”. L’uomo ha la capacità di “toccare” il cuore di Dio solo con l’amore. E’ l’amore il motore di una vita spirituale piena e densa di significato

La Bibbia incoraggia a svegliarsi dal sonno, può darsi che l’ora della salvezza sia più vicina rispetto al passato. (Rom. 13:11) Il problema è che non tutti vogliono destarsi dal loro torpore spirituale. Molti desiderano un mondo non di sacrifici, ma di godimento. “Svegliarli” dal loro sonno mentre sognano beati i piaceri e i divertimenti di questo mondo, potrebbe essere pericoloso. Da una parte è giusto cercare di avvisarli per convertirli a una vita dedita a Dio, dall’altra costoro preferiscono dormire senza che nessuno rompa loro le scatole.

Ogni visione religiosa ha diritto di sussistervi: anche quella che appare manifestamente erronea. Sopprimere le visioni sbagliate non è compito di chi si sente un risvegliato, semmai, costui dovrebbe offrire a tutti, gli strumenti per valutare che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato: dopodiché, ciascuno deve assumersi la responsabilità di cosa intende fare della sua vita.

Non si possono costringere le persone ad essere virtuosi, né ad accogliere la verità se questi preferiscono rimanere nella menzogna. A questo punto il problema si sposta su colui che si sente “risvegliato” dalla verità, esposto alle ritorsioni dei dormienti che ha svegliato senza che questi lo volessero. E’ più saggio che colui che si sente investito dallo Spirito di Verità si interroghi sulla sua vita e sui modi con i quali gestisce il suo rapporto con Dio invece di andare a svegliare i dormienti.

Non tutti sono disposti a modificare le loro credenze e se tale cambiamento dovesse accadere è perché la persona sente la necessità interiore di cambiare. Si tratta perlopiù di bisogni spirituali interiori piuttosto che di fattori esterni. (Matteo 5:3)

Bisogna riconoscere il desiderio che Dio ha posto nel cuore  e che probabilmente è nascosto da mille ansietà e preoccupazioni. Dio non opera nel cuore se la persona non dà il consenso per farlo opponendo resistenza. Forse non è ancora il momento di accettare i cambiamenti. Ogni cosa a suo tempo. (Eccl. 3:1)

Nessuno può innescare, determinare o forzare il tempo cui una persona decida di “svegliarsi”. Quando la persona decide di svegliarsi, Dio lo accoglie “esultando con felici grida” (Sof. 3:17). Dio ha bisogno dell’uomo perché lo ha creato per lui e l’uomo ha bisogno di Dio perché dipende da lui quale fonte della vita. (Sal. 36:9)

Credere che si possa migliorare il mondo una volta che si è appreso il modo per farlo, indipendentemente dalla volontà degli altri, è l’errore di fondo di tante religioni. Se prima non ci sono i cambiamenti interiori delle persone, nessuna profezia, dottrina o formula religiosa, per quanto perfetta in teoria, potrà rivelarsi capace di rendere il mondo migliore. Anzi, la storia è piena di nobili ideali che si sono trasformati in terribili strumenti di oppressione e di malvagità.

Chi è convinto di essere nella verità e deve lottare contro una massa di sonnambuli spirituali, pensi di più a rafforzare la sua spiritualità e a ingegnarsi nuovi metodi per aiutare gli altri, ponendosi non in opposizione ma in una posizione di apertura in attesa di tempi migliori e circostanze favorevoli. Se invece un tdG diventa “inattivo” agli occhi dei suoi fratelli, non lo sarà mai per Geova.

Perchè Dio desidera iniziare con lui un nuovo cammino, cercando di portarlo in una dimensione spirituale inimmaginabile. Caro fratello che non sei più con noi, le tribolazioni sono a volte un modo per chiederci qualcosa in più, ma anche per donarci molto di più. Quando ci lasciamo vincere dal contrario e spesso senza rendercene conto, non facciamo altro che rinunciare alle meravigliose sorprese dello Spirito.

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