E stai sempre a lamentarti

Lo vuoi capire o no che lamentarsi ti rende un idiota?

PROBLEMI DI CRITICISMO E NEURONI A RISCHIO ESTINZIONE

Ascoltare regolarmente per più di 30 minuti al giorno contenuti intrisi di “negatività” nuoce a livello cerebrale. Chissà come si sarà ridotto il cervello di colui che invece si lamenta in continuazione. I suoi neuroni avranno scelto il fine vita assistito. Molti approfittano della forma di cortesia dell’ascolto di alcuni per scaricare su di loro fiumane di lamentele. Costoro sono peggio delle onde magnetiche che hanno il potere di mandare off line il cervello. Molte esperienze ci insegnano che più tempo si passa con persone che si lamentano, anche in modo digitale, come nei social, più aumentano le probabilità di imitare il loro comportamento, adottando il loro modo negativo di porsi e di vedere gli altri. 

Bisogna fare come il Papa che ha messo sulla porta del suo ufficio il cartello “VIETATO LAMENTARSI”. Quel cartello incoraggia a non abbattersi e a non crogiolarsi nella sconfitta, soprattutto a non lamentarsi, poiché c’è il pericolo che il lamentatore possa diventare un modello negativo per i bambini e le persone vicine. E’ incredibile quanto sia condizionante la lamentela. I lamentatori in stato irreversibile provano una sorta di piacere sadico nel piangersi addosso e nel raccontare persino i dettagli delle loro disgrazie.

Ma chi l’ha detto che la vita debba essere per forza felice, comoda e confortevole? Basta con l’autocommiserazione. Lamentatori persistenti, per le vostre anime che sudano di lacrime e lagne, fatevi un elettroshock così da non cadere nella trappola del vittimismo e delle banalità. Basta farsi un giro sui social per rendersi conto della disperata ricerca di un nuovo messia, di un salvatore che sia in grado di porre fine alle ingiustizie che molti hanno subito da parte dei carnefici della fede. Piuttosto, cercate di cambiare il vostro modo di comportarvi, le vostre abitudini nocive, il vostro modo di pensare e di agire, senza avvilupparvi al filo spinato della lamentela. Invece di cercare il colpevole delle vostre sventure, prendete possesso della vostra vita.

 

Il lamentatore si piange sempre addosso. Tiene in mano un filo collegato alla nuvoletta che riempie d’acqua e che fa scendere a forma di grosse gocce ogni volta che incomincia a parlare di sé, anche quando fuori è bel tempo. In questo modo bagna chi gli da retta, mentre lui porta immancabilmente con sé l’ombrello per ripararsi dalla stessa acqua delle sue lamentele.

 

 

 

 

 

Spesso dobbiamo badare ai fatti nostri e non interferire con quelli degli altri. Coloro che critichiamo, hanno le loro ragioni e le loro direttrici di pensiero che non comprendiamo ed è al cospetto di Dio che essi progrediscono o falliscono. Tu pensa a fare il bene e ad adempiere le tue responsabilità cristiane. Non deviare né a destra né a sinistra. Fai morire quell’idiota desiderio di rilevare i difetti altrui. Il criticismo è un pensiero dilagante nei social. Ognuno pensa di saper fare meglio degli altri. In Rete circolano alcuni ansiosi presuntuosi, simili a quei piedi che vogliono insegnare alla testa come stare sulle spalle. Una delle peggiori caratteristiche di oggi è la prontezza di credere al male, a cercare il peggio delle persone. Questa mentalità è tipica di quelli che sono stati aiutati in passato e che ora si ritorcono contro. Invece di mostrare gratitudine eterna a chi li ha aiutati, diventano i loro peggiori critici. “Li riconoscerete dai loro frutti”, disse qualcuno, ma anche dalle loro insoddisfazioni.

Chi si lamenta sempre rischia di trovarsi più solo. Chi di ogni evento ne fa un dramma respinge qualsiasi soluzione gli venga proposta. Il lamentoso cerca in continuazione conferme e attenzioni. In realtà, il poveretto che si trova costretto ad ascoltarlo non può reggere a lungo questa situazione di dolore, critica e negatività, dal momento in cui ogni consiglio di migliorare viene ignorato o svalutato. Ma lo vuoi capire, che il lamento cronico trasmette un senso di impotenza e di ineluttabilità che scoraggia chi ti ascolta? Ti piace che gli altri ti considerino un impotente?

Il lamentatore cronico ha le rotelle fuori posto

Per rompere questo circolo vizioso, metti ordine nella tua testa: c’è troppa confusione. Hai giusti e spirituali motivi per lamentarti? Bene, individua un fratello maturo nella congregazione e raccontagli una sola lamentela per volta. Cerca di riportare i fatti nel modo più realistico possibile e al termine della conversazione (non di un monologo) invita il tuo interlocutore a riconoscere gli aspetti positivi, cercando di coinvolgerlo nell’esprimere le sue opinioni e non solo a sentire la tua “immondizia” o le tue “fake news”. Prima togli quel tappo di cerume scuro dalle tue orecchie e poi ascolta attentamente quando l’altro ti consiglia. Non iniziare il tuo discorso con una negazione, essa crea diffidenza. E’ irragionevole non dare al fratello maturo la possibilità di terminare la proposta perché lo interrompi in continuazione senza ascoltare ciò che intende dirti. Chi nega o interrompe non stimola il dialogo, anzi crea una muro che irrigidisce entrambi a rimanere nelle proprie posizioni.

Non ti porre sempre al centro della discussione. Io…, io…, io…, rivela un bisogno che nasconde insicurezza, la paura di essere considerato una nullità. Chi si rapporta in questo modo unidirezionale sembra affetto da un disturbo autistico. Anche chi alza un po’ la voce sovrastando l’altro, convinto che in questo modo si faccia sentire, soffre spesso di un disturbo comunicativo. Non devi essere tu a raccontare tutti i dettagli, lascia al tuo interlocutore la curiosità di scoprire gli aspetti importanti e nascosti della tua vita. Lascia che si appassioni alla tua storia e trovi i punti sui quali impegnarti. Solo rendendosi partecipe della tua storia può aiutarti. Stai attento a non placcare il fratello ogni volta che cerca di parlarti. Trattenere per un braccio, bloccare la strada, voltargli le spalle, parlare a due centimetri dal naso dell’altro, sono atteggiamenti che lasciano trapelare forte aggressività, che esasperano e fanno scappare via chi vorrebbe aiutarti. Prega che in queste circostanze non ti capiti un anziano “fumantino” o “urticante”. Per amore del quieto vivere, “legati le mani” quando parli e mantieni una certa distanza di sicurezza.

_____________

VEDI ANCHE:

Mugugnatori, strilloni e prefiche

 

Tags: , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (2)

  • Anonimo

    |

    Un po’ forte questa informazione oggi credo che molti che sono considerati lamentoni o lagnosi basterebbe un po’ di più empatia ed amore e ascolto sincero senza interrompere forse e’ proprio ciò che molti di questi” considerati al mio avviso noioso e lamentoni critici” hanno bisogno forse soltanto di questo qualcuno che abbia la empatia vera di ascoltare senza sta a guardare il orologio, senza interrompere, senza modi di fare che evidenziano quanto la persona che ti racconta la sua vita con i suoi Mile problemi e difficoltà ci stia rubando il tempo, credo che chi vede agli altri come critici lamentoni eterni anche lui un piccolo problemino lo stia attraversando la mancanza di amore altruistico ed empatia perché chi ama come Geova ci ama e Lui de lamentele nelle preghiere di tutti noi la ascolta ogni giorno quanto avrebbe da dire o di etichetarci ogni giorno,ma come lui e’ la essenza del.amore altruistico ha dato la vita de suo figlio x tutti noi, e’ x tutti “lamentoni o no critici o no perfetti i o no perché lui non guarda questo va oltre ogni cosa guarda i nostri antecedenti la causa di ogni cosa che ci fa star a disagio in riassunto vede il cuore e lo guarda così benne che anche a chi e’ malvagio riesce a vedere se c’è qualcosa di buono, quanto più noi dovremmo imitarlo e vedere il perché dei gesti dei così erroneamente etichetati lamentoni semplicemente tutti noi abbiamo bisogno de amore e con questo tutto ciò che deriva di questa gran qualità empatia considerazione interesse sincero compassione, se siamo noi a lamentarci dei lamentoni penso che siamo noi ad avere qualche problemino il nostro amore per il prossimo e’ venuto meno perché ci pesa amare semplicemente questa e’ la verità quando si ama veramente si dona non si eticheta.

    Reply

    • Articolista 4

      |

      D’accorso sull’empatia da mostrare ai fratelli feriti che hanno bisogno di incoraggiamento e conforto. Il punto principale preso in esame dall’articolo è un altro. Riguarda i lamentatori CRONICI che non hanno nessuna voglia di risolvere il loro problema e che fanno del loro lamento sbagliato un cavallo di battaglia per questioni personali e per osteggiare il popolo di Dio. “Chi ha orecchio oda…”

      Reply

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA