Stitichezza affettiva e spirituale

Ci riferiamo a quei cristiani dal “braccino corto” per quanto riguarda gli affetti naturali e spirituali.

La parola affetto ha una derivazione latina che vuol dire “impressionare”. Questo sentimento mira a impressionare o a suscitare in altri delle emozioni. La società attuale è piena di persone prive di affettività. Vivere con gli stitici emotivi, affettivi e spirituali è una vera sofferenza. Non c’è religione che non condanna questo eccessivo ritegno affettivo.

Lo stitico affettivo è ritroso nel dare e nel concedere. L’anaffettivo non è mai felice, perché la felicità dipende dalla generosità, dal dare senza interesse alcuno. (Atti 20:35). La Bibbia condanna l’avarizia, anzi la mette in relazione ad altri più gravi peccati. (1 Corinti 6:9, 10; Efesini 5:3-5).

Chissà se questa tirchieria a non donarsi sia un sintomo di una malattia psicologica oltre che spirituale. In 2 Pietro 1:5-7 si legge: “Aggiungete . . . alla santa devozione l’affetto fraterno”. Senza dubbio “l’affetto fraterno senza ipocrisia” è uno dei motivi per cui i tdG sono felici. (1 Pietro 1:22) Questo affetto speciale si basa sull’apprezzamento reciproco per le qualità notevoli che si manifestano in ambito cristiano. Il segreto dell’affetto fraterno è dunque l’apprezzamento degli uni verso gli altri.

Non è vero che in congregazione non c’è affettività fraterna. In congregazione dovremmo partire dal presupposto che i nostri fratelli fanno del loro meglio date le circostanze difficili in cui vivono. Ogni persona dedicata a Geova è meritevole del nostro affetto fraterno. È vero che una minoranza può creare problemi nelle comunità, ma che dire della stragrande maggioranza dei responsabili?

I tdG mostrano a questi fratelli il loro affetto a motivo del duro lavoro che compiono per la congregazione. Come tutti noi, devono provvedere per sé e per la loro famiglia. Hanno inoltre gli stessi obblighi spirituali che abbiamo noi e per di più hanno l’obbligo di preparare e organizzare tutte le attività teocratiche, di occuparsi dei problemi che sorgono nella congregazione, i quali a volte comportano udienze giudiziarie che possono durare ore, se non giorni. (Filippesi 2:29). Questi fratelli sono sinceramente amati.

“Con amore fraterno abbiate tenero affetto gli uni per gli altri”. — ROMANI 12:10.

Nelle Scritture il tenero affetto, la comprensione e la compassione sono strettamente legati all’amore. Come le sfaccettature di un diamante, queste sante qualità sono in equilibrio fra loro e si completano a vicenda. Piuttosto che allontanarli l’uno dall’altro, il tenero affetto avvicina i cristiani, soprattutto li mette in stretta relazione con Geova.

L’affetto fraterno non si deve solo provare ma anche esprimere con un sorriso sincero e amichevole, con una bella stretta di mano, con un abbraccio. Nelle congregazioni dove l’affetto fraterno è una costante, dove l’atmosfera è calorosa, c’è sempre un aumento, non solo a livello affettivo, ma anche numerico. Una delle prime cose che si notano entrando in una congregazione è vedere i fratelli e le sorelle che manifestano questi sentimenti. Questo spirito li spinge a usare parole incoraggianti, specie con coloro che sembrano depressi. (1 Tessalonicesi 5:14)

Quando esprimiamo questi sentimenti, dobbiamo stare attenti a non essere parziali. L’affetto fraterno ci indurrà a considerare i nostri fratelli in modo positivo, apprezzandoli per i loro lati buoni, inoltre l’affetto fraterno ci farà anche rallegrare del progresso dei nostri fratelli invece di criticarli. Per quanto ci riguarda, l’affetto fraterno dovrebbe spingerci a essere pronti ad aiutare i nostri fratelli “inattivi”. Così come anche gli “inattivi” non devono essere stitici di affetto nel dare la giusta considerazione a chi si offre di aiutarli.

Oggi molti vivono senza mai avere intimi amici. Viviamo in una società tendenzialmente single, dove le persone oltre a non concedersi, difendono non soltanto ciò che si ha, ma anche ciò che si è. Che tristezza!

Il sincero amore fraterno non consiste solo nell’intrattenere conversazioni garbate e nell’avere modi cortesi. Dovremmo essere disposti ad aprire il nostro cuore ai compagni di fede (inattivi inclusi), mostrando che ci preoccupiamo veramente del loro bene. Anche se non tutti sono loquaci o di natura socievole, può essere dannoso chiudersi troppo in sé stessi. “Chi si isola cercherà la sua propria brama egoistica. Irromperà contro ogni saggezza”. (Proverbi 18:1).

Nell’esprimere affetto fraterno vale il principio: “Praticate il dare, e vi sarà dato. Vi sarà versata in grembo una misura eccellente, pigiata, scossa e traboccante. Poiché con la misura con la quale misurate, sarà rimisurato a voi”. (Luca 6:38) Esprimere affetto fraterno, ha un duplice effetto positivo per noi e per i nostri fratelli.

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