Sull’orlo di una crisi d’identità

crisiidentitNelle congregazioni esistono ancora cristiani che non sono sull’orlo di una crisi d’identità?

Oggi, chi sono esattamente i Testimoni di Geova? O meglio, cosa sono diventati? La risposta è molto complicata. I recenti cambiamenti hanno creato un certo scompiglio tra i beteliti, i pionieri speciali, i sorveglianti di distretto e di circoscrizione. E cosa dire dei milioni di studenti che frequentano la Scuola di Ministero Teocratico e che il prossimo anno andrà in pensione? Per non parlare poi dei lavori di costruzione di nuove Sale, fermati in attesa di ulteriori sviluppi economici.A generare altra confusione ci sono anche i continui cambiamenti che riguardano insegnamenti importanti nel credo dei testimoni di Geova. Preoccupante è lo scarso aumento nel numero dei nuovi proclamatori e il flusso continuo dei Testimoni che abbandonano l’Organizzazione. E che dire ancora dei moltissimi sfiduciati che lottano e resistono al suo interno? Quanto potranno ancora resistere, nonostante il malcontento stia crescendo sempre di più?

identita

Che fine ha fatto quell’organizzazione che negli ultimi decenni del secolo scorso dava a ogni proclamatore una forte identità di appartenenza?

 

Aumentano gli apatici, gli indifferenti, i depressi, molte coppie scoppiano con relativi divorzi e separazioni. Il livello culturale si è notevolmente abbassato, colpa anche della “guerra” all’istruzione in generale. Inoltre, si nota come non tutti frequentano le adunanze e la partecipazione è scarsa. Che cosa sta succedendo fra i testimoni di Geova? Sono realmente sull’orlo di una crisi d’identità? Chi sono o chi “credono” di essere?

I media hanno definito il 2015 l’anno della crisi d’identità: di sesso e comportamenti sessuali, di razza e persino di reputazione. Le nuove tecnologie continuano ad avere un ruolo decisivo nella costruzione di nuove identità ausiliarie e inesistenti. Siamo diventati Avatar posticci e fasulli di noi stessi. Scegliamo l’identità virtuale che più ci piace. Alcuni, con i loro nomi fittizi, hanno il potere di resuscitare personaggi biblici, dello spettacolo e della scienza. Nel Sud Tirolo la gente vive in Italia ma si sente austriaca. Da quello che si legge nei vari blog, molti fanno parte dei testimoni di Geova ma non si sentono tali e frequentano siti considerati “apostati”.  Un gran numero di Testimoni circola in rete con identità anonime. “Vi riconosceranno che siete miei discepoli se avrete un nickname fra voi” è diventata la regola dei navigatori cristiani. Siamo un po’ di tutto: di sesso, di pelle, di professione, di partito, di immagine. Uno, nessuno, centomila.

Grazie alla Bibbia, avevamo un’identità solida come la roccia. Ci siamo liquefatti psicologicamente e spiritualmente. Siamo quello che crediamo di essere e non ciò che siamo realmente: orfani di Geova. Continuiamo a servirlo come suoi Testimoni come fanno i testimoni: letteralmente a parole.

Nietzsche aveva avvertito l’uomo credente: verrà un tempo dopo la morte di Dio, dove gli uomini adoreranno la sua ombra in oscure caverne affliggendosi pensando a quel mondo creduto che non esiste più. Siamo diventati testimoni anonimi di tante parole senza un’identità precisa.

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Tra le centinaia di discorsi pubblici che ho pronunciato in tante congregazioni, ne ricordo uno dal tema: Salvaguardate la vostra identità cristiana! Iniziavo con l’esempio dei nazisti che si consideravano maestri nel piegare la volontà umana e proseguivo spiegando come la fede per alcuni fu determinante in quelle circostanze per sopravvivere e salvaguardare la propria identità.

Sono tre i punti principali da esaminare in questo discorso: le minacce (secolarizzazione, radicalismo, fondamentalismo e nichilismo); la consapevolezza di sapere chi siamo e cosa facciamo; e gli esempi del passato di fedeli servitori che mantennero la loro identità. Il punto forte sono le esperienze di servitori di Geova moderni, quelle di cristiani dotati di grande forza interiore che nei momenti di difficoltà hanno la capacità di sostenere, incoraggiare, rincuorare.  Uomini e donne infaticabili, propositivi, che mobilitano mezzo mondo pur di dare un contributo nei momenti difficili e di sconforto. Uomini in grado di trasmettere il loro convincimento, la loro fiducia, la loro energia, il loro entusiasmo. E chi partecipa alle sfide della vita con loro, si sente parte di un esercito, ne ricava un’esperienza indelebile, una fede incrollabile. Uomini e donne capaci di affrontare le tragedie della vita cui noi spesso dobbiamo i nostri meriti e la nostra riconoscenza.

fedeli

Esistono ancora nelle congregazioni, cristiani di tale sorta? Sì, ci sono e sono preziosi. Loro difficilmente si troveranno un giorno sull’orlo di una crisi d’identità. La follia di questo mondo e a volte anche di quello teocratico, li potrà piegare ma non riuscirà a spezzare la loro identità spirituale che hanno ricevuto in dono da Geova. Grazie fratelli e sorelle che ancora esistete nelle congregazioni. Il vostro esempio ci conforta e ci incoraggia in questi tempi sempre più difficili e anonimi.

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Commenti (1)

  • john

    |

    mi ritrovo in questo articolo, molto realistico, e onesto, si bisogna davvero rivedere la propria identità cristiana se ci teniamo davvero al nostro senso di appartenenza, grazie di questa sincera connotazione.

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