Posts Taggati ‘abusi’

Restare o lasciare?

Sono tanti i tdG che si pongono questa domanda. Sono pochi quelli che decidono di restare per migliorare le condizioni spirituali della congregazione, mentre aumentano sempre di più coloro che decidono di andarsene, perché si rendono conto che le cose non miglioreranno mai nel modo come sperano.

Quando i corpi degli anziani si lasciano guidare dallo spirito di Dio, le congregazioni prosperano e sono felici. A nessuno viene in mente di andarsene. Quando, invece, gli anziani fanno valere la loro autorità e si concentrano di più sulle opere e le attività teocratiche e meno sui bisogni dei proclamatori, le possibilità che le cose cambino sono pochissime. Le pecore tendono a seguire il pastore e quelli che non vanno via rimangono intrappolate nel legalismo. In questo caso, piuttosto che abbandonare Dio è meglio che abbandoniate questi anziani trasferendovi in un’altra congregazione, più comprensiva, più flessibile e meno legalistica.

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Meglio soli e ben accompagnati

Chi ha subito un abuso spirituale, come può conciliare il piacere di stare solo con gli obblighi cristiani?

 Se sentite il bisogno di stare soli, fatelo sapere a chi di dovere senza giri di parole. Pur mantenendo la propria spiritualità e il dialogo, gli altri devono rispettare le vostre scelte personali. Siate fermi e chiari nel porre limiti alle esigenze degli altri. Un ritiro improvviso e senza preavviso non fa che preoccupare tutti quelli che vi stanno vicino. Fate capire che questi momenti di solitudine vi servono per riflettere e per rigenerarvi interiormente. Molti hanno superato il dolore di un abuso, raccontando la propria storia a se stessi, scrivendo un diario delle proprie emozioni, cercando di oggettivare quanto gli è successo. Attraverso la narrazione, potete riorganizzare la struttura della vostra esperienza, cercando di capire a che punto vi trovate nel rapporto con essa. Nel tempo potete riscrivere la vostra esperienza, rintracciando chi o che cosa vi ha procurato maggiormente sofferenza. Potete riscrivere le vostre aspettative e le convinzioni che hanno preceduto il crollo e tutto quello che avete imparato da questa dolorosa esperienza.

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I pensieri nel frullatore

Chi ha subito un abuso spirituale attraversa diverse fasi dove ogni cosa è un continuo susseguirsi di pensieri ed emozioni. E’ come se al posto della mente ci fosse un frullatore dove le lame girano vorticosamente riducendo in poltiglia qualsiasi sostanza c’è dentro. In questo modo i pensieri nel frullatore della mente di chi ha subito discriminazioni vengono trasformati in fanghiglia.

Più un fatto è improbabile che succeda in congregazione più bruciante è la delusione qualora si verifichi. Più profonda è la ferita più lo sgomento fa male.

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Perché alcuni tdG abusati trovano difficile andarsene?

Molti rimangono intrappolati come se una calamita li attirasse a sé

 Oltre alle persone, anche le informazioni relative agli abusi rimangono appiccicati alla calamita. E’ difficile far trapelare notizie del genere all’esterno. Si fa fatica persino a parlarne con un altro tdG. C’è il rischio di non essere creduti dagli stessi fratelli in fede. Nelle religioni dove viene attribuita importanza alla sottomissione, la sensibilità su episodi del genere è ridotta al minimo. Si crede che far uscire notizie sugli abusi all’esterno non fa che aumentare la pericolosità di gruppi o singoli che mirano a screditare o a indebolire l’organizzazione dei tdG. Invece, i pericoli maggiori vengono dall’interno. I lupi spuntano dal gregge, tra gli stessi cristiani, “tra voi stessi” (Atti 20:30) Prima di gridare al lupo, al lupo, riguardo a quelli di fuori, è meglio prima guardare i lupi che ci sono dentro.

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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