Posts Taggati ‘bibbia’

Teologia, che brutta parola!

Capire con intelligenza la congregazione

 Più o meno, i nostri articoli sono preparati per quelli che hanno confidenza con i testimoni di Geova e la loro organizzazione. Ma anche chi non crede o appartiene a un’altra religione può trovare spunti interessanti tratti dalla Bibbia o dalla vita in generale. In genere, i nostri articoli sono apprezzati sia per il taglio che per la profondità dei contenuti. Per i tdG la parola teologia sa tanto di chiesa cattolica e non viene quasi mai usata. In realtà, teologia deriva da due parole: theos (Dio) e logos (parola). E’ la scienza che studia Dio. E’ la ricerca da parte dell’uomo delle cose che riguardano Dio e più genericamente la religione. Tutti i cristiani che studiano la Bibbia dovrebbero essere teologi nel senso letterale del termine, perché tutti ricercano Dio, in quanto credenti. Perciò chi studia Dio (teologo), si occupa del fenomeno religioso che è un fenomeno storico come tanti altri.

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Nelle controversie Gesù ci dice di usare la testa

“Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide. Poiché Davide stesso dice nel libro dei Salmi: ‘Geova ha detto al mio Signore: “Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”’. Davide, perciò, lo chiama ‘Signore’; com’è dunque suo figlio?” (Luca 20:41-44)

Gesù conosceva molto bene le Scritture. Le parole riportate in Luca, grazie alla forza degli interrogativi che intrigano e fanno pensare, provocano negli ascoltatori una riflessione, in particolare ai maestri della Legge. E’ agli scribi, attenti distillatori di ciò che è bene e male, esperti della Parola di Dio, che Gesù fa appello alla loro intelligenza. Usando la ragione, proprio loro avrebbero dovuto identificare il messia in Gesù. In realtà, la loro conoscenza si arenò in un vuoto verbalismo senza anima.

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Religione ed esercizio della giustizia divina

Prima aiutare e poi giudicare

E’ difficile non discutere di azioni giudiziarie adottate all’interno delle comunità religiose. Il provvedimento dell’espulsione o scomunica continua a toccare le coscienze dei cristiani, soprattutto quelle degli interessati e dei loro familiari ed è sovente causa di dolore e sofferenza per tutti quelli che ne sono coinvolti: il trasgressore, la sua famiglia e la comunità religiosa di appartenenza. Gli inattivi, per un certo verso, sono considerati e trattati come dei disassociati, con l’unica differenza che puoi parlare e salutarli, guardandoti bene però dal socializzare con loro.

La pratica di espellere i trasgressori impenitenti è scritturale e ciò che viene da Dio – sempre che non si hanno dubbi sulle Sacre Scritture – è vero e accettabile, anche se a volte non comprensibile dal punto di vista umano. Altro discorso è il modo di amministrare la giustizia divina nei confronti di un trasgressore.

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Inattiva negativa

Pillole dall’indice 2001-2015

Nelle Isole Marshall una missionaria, non ottenendo risultati con un’inattiva negativa con la quale studiava la Bibbia, chiese alla donna: “Come ti senti quando qualcuno ti dice che ti ama?” Perplessa, lei rispose: “Non me l’ha mai detto nessuno”. La missionaria la abbracciò e disse: “Io ti amo. E Geova ti ama ancora di più”. La sorella inattiva si mise a piangere e da allora il suo atteggiamento verso Geova è cambiato. E’ ritornata di nuovo nella congregazione, ha iniziato molti studi e di tanto in tanto fa la pioniera ausiliaria. (yb03 p. 44)

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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