Posts Taggati ‘buon samaritano’

LA MALATTIA DEL BUON SAMARITANO

Si tratta di una malattia che prende forma quando il proprio impegno altruistico viene mal ripagato

La maggioranza dei testimoni di Geova non è solo in prima linea per Geova e Gesù, ma largheggia in molti casi i suoi sforzi e il suo tempo nelle varie attività dell’organizzazione. Le conseguenze –  frutto di libere scelte –  possono avere effetti gioiosi ma anche depressivi. Le cause sono diverse e non si può generalizzare.

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EMPATIA, una qualità spesso fraintesa…

… anche in congregazione

 Le relazioni interpersonali tra fratelli e con Dio sono alla base della religione dei testimoni di Geova. “Ama Dio e il tuo prossimo” sono i principali comandi prescritti dalla Bibbia e che ogni tdG dovrebbe seguire con tutto il cuore e la propria mente. Spesso viene fatto a parole più che con i fatti. Dio ci ha creato empatici, cioè capaci di metterci nei panni degli altri.

Questa naturale attitudine all’in­contro con l’altro si trasforma molto spesso in un inciampo continuo tra malintesi, blocchi, asimmetrie emotive e disturbi di ogni genere. L’organizzazione dei tdG, dopo la famiglia, dovrebbe essere il luogo ideale per esprimere empatia. A volte, invece, sembra un campo di battaglia, dove c’è la maggiore densità di conflitti, di non detti, di sentimenti taciuti, aspettative disattese, biso­gni mancati.

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Testimoni dal comportamento omissivo

Aliud est dicere, aliud est facere (Da detto al fatto v’è un gran tratto)

 L’omissione è il mancato svolgimento di un determinato compito. E’ omissivo chi è inadempiente, inosservante. Il peccato di omissione consiste nel non fare ciò che Dio dice di fare. Nel nostro caso: non solo i tdG non aiutano gli inattivi, ma non fanno nulla per essi se non di criticarli. Eppure, la condotta omissiva è penalmente perseguibile o nel caso religioso moralmente esecrabile. L’omissione può accadere come pura inerzia (non facere) o come compimento di azione diversa da quella richiesta (aliud facere). Come recita il proverbio: Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. In poche parole: i tdG parlano ma non fanno o fanno quello che in realtà non dovrebbero fare.

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Far finta di niente è questo il vero peccato

haring-keith-see-no-evil-7200035Nelle congregazioni i pericoli maggiori non sono i peccatori, ma i cristiani che osservano senza fare nulla.

La cultura del proprio ego rende insensibili alle grida di aiuto dei fratelli bisognosi. L’anziano che mostra indifferenza si abitua alle sofferenze degli altri. Il loro dolore, i loro problemi non lo riguardano. E’ come se questi bisognosi non esistessero più. Lui, così indifferente, non si pone domande, non conosce i sentimenti, si nutre di banalità e vive in superficie. I problemi della congregazione non lo sfiorano.

Nel suo sguardo c’è molta indifferenza e pochi gesti di solidarietà. I cristiani in difficoltà che sono protesi in una richiesta d’aiuto o bisognosi di un intervento, si scontrano spesso con gli occhi indifferenti, incollati al suolo o rivolti altrove, di quegli anziani spettatori del naufragio altrui. Stanno in disparte, non stringono alcun legame, sono estranei da tutto e da tutti. Da biasimare.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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