Posts Taggati ‘congregazione’

La ricerca di Dio nell’organizzazione dei Testimoni di Geova

Questo argomento è particolarmente delicato a motivo delle tensioni che suscita. La ricerca di Dio deve essere soltanto responsabilità del corpo direttivo? Qualsiasi membro religioso ha la facoltà per interpretare la volontà di Dio? Mi riferisco non al dissenso teologico, ma alla libertà che ciascuno ha di conoscere Dio in una prospettiva diversa dal comune credere.  

Non è lecito a nessuno presentare semplici ipotesi come certezze o esprimere opinioni personali come verità assolute. Questo vale per chiunque. In realtà sappiamo bene quanta risonanza ha una disposizione che proviene direttamente dal corpo direttivo e quanta ne ha quella di un semplice proclamatore. L’organizzazione non può fare a meno delle riflessioni bibliche di chi non fa parte del corpo direttivo o degli scrittori, se questi utilizzano correttamente le loro interpretazioni e l’intera congregazione li riconosce e li accoglie nel modo giusto.

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Quelle adunanze sempre meno frequentate

Un segnale preoccupante quello delle assenze, che molti non vogliono vedere o non sanno cogliere.

Non si conoscono le statistiche ufficiali della frequenza dei tdG alle adunanze. Ma da quello che si vede nei giorni di adunanze si capisce che qualcosa non funziona nella regolarità delle frequenze. Si tratta di un’abitudine che cresce sempre di più e che comunque sembra rimanere bassa rispetto alle altre chiese. Mancano i nominati per curare il gregge e soddisfare i bisogni delle pecore? O c’è una mancanza di apprezzamento per questa disposizione? E se invece si trattasse di scarsa qualità nell’insegnamento da parte dei responsabili?

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Che palla al piede!

I negativi in congregazione e nei social.

Sono le persone che più rallentano la crescita emotiva e spirituale. Quando aprono bocca, nella migliore delle ipotesi ti senti la testa ruotare e la prostata scoppiare. Sono prevenuti su qualsiasi argomento si parli. E lo fanno pure con tanta energia che ti chiedi dove possano prenderla. Non aiutano i fratelli a fare progresso. Distruggono la voglia di fare in congregazione. Li chiamano “falsi positivi”.

Un falso positivo potrebbe essere ritenuto una “persona buona che ha incontrato persone sbagliate nella sua vita”. In questo caso potreste provare compassione per tale persona. Un falso positivo potrebbe insistere nel parlare con voi e offendersi se rifiutate di farlo. A volte può essere uno dei nostri cari. In questi casi si fa molta fatica ad ammettere che una persona negativa sia uno della nostra famiglia. Non per questo il loro affetto viene meno. Il problema è che incasinano tutto quando cercano di manifestarlo. Perciò mettete da parte i sensi di colpa e non fatevi trascinare in una trappola emotiva difficile da liberarsene.

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LA LETTERA / Fuggire da un’amicizia fraterna

Non voler più proseguire un’amicizia che dura da molti anni può causare una profonda ferita

Vi scrivo perché sono rimasto turbato a causa di un mio caro amico che era più di un fratello. È stato lui che mi ha fatto lo studio della Bibbia più di venti anni fa. Da allora diventammo amici inseparabili, ci siamo frequentati, uscivamo spesso in servizio e abbiamo lavorato insieme come nominati. Abbiamo vissuto momenti belli e siamo sempre rimasti in ottimi rapporti. Lui è un fratello molto capace, preparato e ha una conoscenza e una cultura superiore alla mia. Il suo impegno nell’organizzazione era notevole fin quando ha deciso, qualche anno fa, di non frequentare più la congregazione.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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