Posts Taggati ‘cultura’

I libri di Paolo

«Quando vieni, porta il mantello che lasciai a Troas presso Carpo, e i rotoli (nota in calce: “libri”), specialmente le pergamene». – 2 Timoteo 4:13

 Paolo possedeva personalmente diversi scritti, in particolare copie delle Scritture Ebraiche. Paolo era un apostolo che leggeva molto e attentamente. Non era un predicatore che improvvisava i suoi discorsi. Nonostante si trovasse in prigione a Roma e avesse predicato in tanti posti il messaggio di Gesù, vuole ancora i libri. Questa sua passione non era mai venuta meno. Le sue straordinarie esperienze, che già di per sé formano un libro, non gli bastavano. Libri, pergamene, rotoli e ancora libri! Gli servivano per edificarsi. Timoteo ricevette il comando di Paolo di portargli il mantello, i libri e le pergamene, quando si trovava a Efeso, distante da Roma circa 1.600 chilometri e doveva arrivare prima dell’inverno (2 Tim 4:21). Inoltre, gli disse: “Applicati alla lettura” (1 Tim. 4:13). Doveva farlo a beneficio dei cristiani che non possedevano i rotoli.

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La conoscenza dà la vita, l’ignoranza il potere

Pur se deprimente vedere gli ignoranti al potere, non è saggio “tagliarsi” le vene.

L’ignorante detesta la cultura di chi ha studiato. Lo perseguita quando può, ma quasi sempre sbaglia persona. Le cause dei problemi sono altri, non certo l’istruzione. Quasi mai l’istruzione porta al potere. Spesso potere e ignoranza vanno a braccetto, mentre difficilmente cultura e potere si trovano d’accordo. A volte l’ignoranza può essere una cosa positiva, specialmente quando altri vogliono sapere tutto di noi, in nome di una trasparenza come quella romanzata da Orwell in 1984.

Cosa fare quando al potere c’è un ignorante? Che dire se questo problema si dovesse verificare anche nel nostro gruppo di appartenenza? Come contrastare gli ignoranti che si sono seduti abusivamente sul trono di Salomone?

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Perplessità e certezze

certezza-perplessita

La perplessità è un intreccio di dubbi e verità. La certezza è la sicurezza di essere nel vero.

Senza cultura e istruzione la religione non sarà mai all’altezza della dignità intellettuale che compete a una persona responsabile. Senza religione la cultura e l’istruzione non potranno mai produrre un’etica che sia in grado di unire gli uomini. Come disse Einstein: «La religione senza la scienza è cieca, la scienza senza la religione è zoppa». La religione ha bisogno della conoscenza quanto la conoscenza ha bisogno di un’etica, perché entrambe sono forze potenti che influenzano positivamente o negativamente la civiltà umana. Quando la scienza e la religione non soddisfano più i bisogni dell’uomo o in qualche misura, a causa del benessere, diminuiscono i bisogni da soddisfare, l’interesse generale nei loro confronti piano piano si spegne e crescono sempre di più le perplessità.

Molte menti umane pensano che la religione sia venuta all’esistenza a causa dell’ignoranza della scienza e sono convinte che in futuro il progresso scientifico e tecnologico farà scomparire inesorabilmente, così come sono oggi tradizionalmente concepiti, ogni traccia di religione e di Dio.

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Il potere degli ignoranti e il piacere di essere sottoposti

Sheep_NewscasterMLa maggior parte di coloro che non sono in grado di imparare sono messi a insegnare.

Il bello o il tragico – scegliete voi – è che l’ignorante non si rende conto di quanto è grande e nociva la sua ignoranza. Lui dice sempre di sapere qualcosa su tutto, l’unica cosa che non sa dire è: “Non lo so”. Quando un cristiano intelligente si trova di fronte a un cristiano ignorante, gli deve dimostrare di essere intelligente. L’ignorante non deve dimostrarlo, basta sentirlo parlare, anche solo una volta.

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