Posts Taggati ‘depressione’

“La spinta che aspettavo”

Pillole dall’indice 2001-2015

“Dopo 25 anni di matrimonio, io e mio marito divorziammo. I nostri figli lasciarono la verità. Io cominciai a soffrire di gravi problemi di salute. Poi sprofondai nella depressione. Mi sentivo come se mi fosse crollato il mondo addosso e mi sembrava di non riuscire più a fare nulla. Smisi di andare alle adunanze e diventai inattiva. Continuavo a pregare Geova, chiedendogli di aiutarmi. Poi mia nuora mi parlò di un’assemblea che si teneva nella mia città. Decisi di assistere a un giorno di quell’assemblea. Che magnifica sensazione provai stando di nuovo in mezzo al popolo di Geova!

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Perché è così difficile per gli anziani aiutare un inattivo depresso?

depressione

Quali sono alcune cose da dire e da fare?

“Ho invocato il tuo nome, o Geova, da una fossa della più bassa sorta.Devi udire la mia voce. Non nascondere il tuo orecchio al mio sollievo, alla mia invocazione di soccorso. Ti sei avvicinato nel giorno in cui ho continuato a chiamarti.Hai detto: ‘Non aver timore’”. (Lamentazioni 3:55-57)

Uno degli aspetti più complicati per un pastore cristiano è quello di dare un aiuto efficace a un fratello inattivo depresso. Alcuni che ci hanno provato hanno smesso di farlo sin dalla prima visita. Altri hanno provato più volte ma alla fine hanno rinunciato perché non sapevano più cosa dire. Altri invece non ci provano neanche, perché o non capaci o perché non hanno nessuna voglia di sforzarsi per prestare aiuto.

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Perdere l’autenticità e ritrovarla

Non giudicare le persone in base a ciò che si dice di loro. Quando lo fai non sei più autentico.

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io… La libertà nasce quando ci sbarazziamo dai legami negativi. Solo allora le ferite guariscono.

(Luigi Pirandello)

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“La distruzione che spoglia a mezzogiorno”. – Salmo 91:6

sole nero

Una riflessione sulla “devastazione che imperversa in pieno giorno”

Tra la vasta letteratura che si occupa della depressione mentale, ci sono alcuni testi religiosi che applicano “il demone del meridiano” del Salmo 91:6 (Vg)  a quello che i greci chiamano akedìa, tradotto “tedio” o “ansietà del cuore”. Affine alla tristezza, esso mette alla prova chi vive in solitudine. Il termine italiano accidia si riferisce all’inerzia, all’indifferenza verso ogni forma di azione e iniziativa. E’ una condizione che caratterizza chi è afflitto da disinteresse, monotonia, immobilità e vuoto interiore.

E’ uno dei peggiori mali del nostro tempo perché ha un potere paralizzante. Spesso rasenta la disperazione e porta a non scorgere più la possibilità di un senso di salvezza. Alcuni hanno definito chi soffre di questo malessere “un esiliato sulla terra”, uno che desidera fortemente essere altrove. Secondo i padri della chiesa, quando il demone di mezzogiorno si è impadronito della mente, genera avversione o disgusto per il luogo, dove si vive la propria spiritualità o addirittura sdegno e disprezzo per i fratelli in fede. Uno di questi “padri” consigliava di non turbarsi troppo quando si piomba nell’oscurità, specialmente se non è colpa nostra. Sarebbe meglio considerarla un’operazione della provvidenza di Dio per motivi che solo lui conosce. Dio non abbandona l’anima in tale stato e offre una via d’uscita. Tale malattia ucciderebbe l’anima e la mente se Dio le permettesse di usare tutta la sua forza e nessuno che lotta sarebbe salvato. I più colpiti sono quelli che hanno fatto progresso nella conoscenza e nel servizio a Dio. (Acedia, il rapporto deformato con lo spazio, di Enzo Bianchi, ed. S.Paolo).

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