Posts Taggati ‘disassociazione’

Randy Wall vs il comitato giudiziario dei testimoni di Geova

Oggi, 5 giugno 2018, è apparsa una nota stampa sul sito JW.org, dove si esprime la propria felicità per la decisione presa dalla più alta corte del Canada, la quale riconosce che i tribunali secolari non hanno giurisdizione per rivedere le decisioni delle organizzazioni religiose se queste hanno mostrato una procedura giusta ed equa. Perciò ha deciso che non possono essere intraprese azioni legali contro i casi di disassociazione da parte dei comitati giudiziari dei testimoni di Geova.  

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Giocare sporco con la dipendenza fraterna

La dipendenza dall’affetto fraterno può essere una gioia, ma può diventare anche una fonte di sofferenza, perché rende fragile il rapporto tra fratelli.

Aristotele mise in guardia i greci dai pericoli derivanti dal lasciarsi accecare dal carisma e dal carattere di una persona. Scongiurava i suoi ascoltatori di prestare attenzione, durante un ragionamento, unicamente ai fatti, in modo da non essere manipolati sul piano emotivo. Oggi le cose non sono affatto cambiate. Chi è affettivamente dipendente è poco sicuro di sé. Senza una “autorizzazione” esterna non riesce a credere al proprio valore. Può vacillare al primo colpo di vento. Da non confondere la dipendenza con la rassicurazione, che è conforto, rasserenamento, tranquillizzazione. La troppa dipendenza dagli altri può aiutarci a vedere le cose in senso inverso cercando di comprendere i motivi per cui siamo troppo sensibili a certe persone e a come proteggerci.

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Lasciate andare chi dentro non c’è mai stato

Non fare parte della congregazione è una scelta libera e personale

Il CD e la maggior parte dei fratelli dovrebbero smettere di arzigogolare riguardo alla disassociazione e all’inattività. Francamente, questo modo di fare, ci sembra un azzeccagarbugli da teologi che vogliono giustificare un modus operandi che non ha né capo né coda. Quando alcuni decidono volontariamente di andare via dalla congregazione è giusto lasciarli andare senza dover incorrere in provvedimenti giudiziari, che molto spesso invece di aiutare ottengono l’effetto contrario: fare più danni. Cosa ben diversa è agire quando si creano divisioni e spaccature. In casi come questi è giusto salvaguardare l’unità spirituale della congregazione. Siamo sicuri che alcuni di questi ex tdG abbiano mai fatto parte attiva della congregazione? Può darsi di si, come può darsi di no. Alcuni se ne vanno perché stanno male nell’organizzazione e non vedono soluzioni né alternative al riguardo.

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Usi obedir tacendo

Abituati a obbedire tacendo

La frase nel titolo è tratta da un poema risorgimentale ed è per esteso “Usi obedir tacendo e tacendo morir”. Il passo in questione loda le qualità dei Carabinieri, che sono abituati a obbedire in silenzio senza fiatare e a morire in silenzio, cioè senza lamentarsi. Fu usato fino alla Seconda guerra mondiale, poi cambiato nel motto “Nei secoli fedele”.

Obbedire in silenzio e in sottomissione è uno dei principali insegnamenti dei tdG. Negli ultimi anni è diventato l’emblema del CD. Regolarmente, scanditi come il suono delle campane, appaiono

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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