Posts Taggati ‘felicità’

Tristezza addio

Hanno ragione gli strizza cervelli. E’ colpa del nostro atteggiamento mentale se siamo tristi in continuazione. Lo siamo perché ci lasciamo influenzare dalle cose esterne. Rincorriamo modelli irraggiungibili e ciò che possiamo facilmente raggiungere lo scartiamo. Gli unici felici sono quelli che lo sono interiormente e che si sentono appagati dalle loro attività.

Siamo i peggior nemici di noi stessi. Ci paragoniamo troppo agli altri e alle cose che possiedono. Nessuno ci impone di essere infelici e tristi. E nessuno può impedirci di essere felici e contenti. Vuoi essere felice? Pensa meno a te stesso e più agli altri. A dirlo è stato Gesù e se non ci credi leggilo in Atti 20:35 “Ricordatevi delle parole del Signore Gesù, che disse: ‘C’è più felicità nel dare che nel ricevere’”.

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Stare bene con gli altri

La felicità o l’infelicità si gioca sul come si sta insieme

Ogni tdG è responsabile dell’ambiente che c’è in ogni Sala del Regno. Essere in tanti ed essere insieme sono due cose diverse. L’insieme evoca degli obiettivi in comune, mentre il termine congregazione richiama l’idea di legami fraterni legati ad una medesima fede nello stesso Dio. Lo scopo della congregazione è quello di convertire la pluralità delle presenze in una unità comune di persone, nel quale tutti i membri prestino attenzione fra di loro. Per qualcuno è difficile ritenersi uguale agli altri. La congregazione è un luogo di accoglienza e di condivisione, ma è anche un luogo in cui ci si trova faccia a faccia con i propri limiti, egoismi e idiosincrasie. Perciò, uno dei benefici che si ha frequentando la congregazione è quello di accettarsi per ciò che si è, non si ha, non si sa e non si può. Da soli si può essere convinti di amare i fratelli, quando invece si è in congregazione si scoprono i difetti di ciascuno.

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Chi l’ha detto che gli inattivi non sono gioiosi?

«Ho tentato per tutta la vita di dipingere un sorriso» ripeteva Francis Bacon, il pittore dei volti indefiniti, scomposti, appena riconoscibili.

Sembra strano, ma molti cristiani sono incapaci di provare gioia. Il loro viso è deforme come le figure di Bacon. La felicità si esprime esteriormente, la gioia invece è un sentimento di pienezza interiore. E’ una sensazione intima di benessere non urlata. E’ un istante di Dio. Essa non dipende dall’approvazione degli altri o dal successo delle proprie capacità. Molte persone di successo non sono gioiose, mentre persone mai applaudite sul palcoscenico della vita provano una gioia indescrivibile. Essi non hanno bisogno di grandi cose per gioire, bastano semplici piccolezze che molti prendono per scontato o non ci fanno più caso al loro significato e alla loro bellezza. La gioia ha il potere di effondersi e di contagiare. Non chiude gli occhi alla sofferenza e al dolore ma vive nel dolore, perché senza dolore non c’è gioia. La gioia più grande è quella di donare gioia.

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Non pretendere la felicità dagli altri

ATTI 20

La felicità non si pretende si dona.

Ci sono persone in grado di controllare ogni situazione e forti a tal punto da resistere ai problemi di un’intera vita. Ci sono altri che si lasciano trascinare dai venti dell’emotività e sono destinati prima o poi a vivere un’esistenza infelice. “Nulla di nuovo sotto il sole”, perciò sintetizzo la questione per non annoiare più di tanto.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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