Posts Taggati ‘figlio prodigo’

«Ritornerò da mio Padre»

A seguito di un incontro amorevole e fraterno decise di confessare i suoi peccati. Non si trattò di una decisione semplice, anzi la risoluzione fu un tormento. Aveva perso la fede e gli mancava il coraggio per porre fine a una vita di lussuria, di orgoglio e di ipocrisia religiosa. Dopo aver confessato ogni cosa, il suo volto era cambiato, il suo cuore non era più inquieto e la sua anima sembrava rifiorita. Era sereno, sorrideva pieno di grazia, era felice di una gioia interiore. Era diventato più tollerante e comprensivo verso i fratelli di un tempo. Non osava parlare per la troppa felicità che si sentiva addosso. Per troppo tempo era stato lontano. Ora ricordava quanto bella era stata la casa di suo Padre. Dopo aver a lungo avversato il ritorno a casa e vissuto in maniera deprimente l’abbandono di tutti i suoi compagni di baldoria, si rende conto quanto sia dolce l’incontro con il Padre e caloroso il suo abbraccio d’amore. (…)

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Quando a naufragare è la Concordia

Alle 21.45 di venerdì 13 gennaio 2012 la nave da crociera Costa Concordia urtò degli scogli davanti all’isola del Giglio. Il fortissimo impatto causò l’apertura di una falla di circa 70 metri sul lato sinistro dello scafo. La nave si arenò su uno scalino di roccia che le evitò di sprofondare a 100 metri sott’acqua. A bordo della Concordia c’erano quella notte 4.229 persone: 32 persero la vita, 157 i feriti. La nave finì sugli scogli a causa della rotta decisa dal comandante Francesco Schettino, che scelse di “navigare secondo il suo istinto marinaresco, più a ridosso dell’isola, confidando nella sua abilità”, hanno scritto i giudici. E che lasciò la nave saltando su una lancia quando, secondo i magistrati, ancora diverse persone si trovavano a bordo. Schettino si trova ora in carcere dopo una condanna a 16 anni di reclusione per il naufragio.

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L’ESPERIENZA DELL’EREDITA’ E DEL RITROVAMENTO NELLA PARABOLA DEL FIGLIO PRODIGO

Gesù, con i suoi accostamenti tra cose simili, indirizza gli ascoltatori verso una conclusione apparentemente ovvia, che risulta invece, un ribaltamento di quanto accettato comunemente dalle persone. Con le sue illustrazioni induce la mente umana a cogliere le verità nascoste. Le illustrazioni sono sempre applicabili e comprensibili in ogni momento ed epoca e hanno la capacità di nascondere la verità a chi ne farebbe cattivo uso. Secondi molti, la parabola delle parabole è quella del cosiddetto Figlio prodigo, riportata in Luca 15:11-32.

UNA EREDITA’ CHE NESSUNO POTRA’ MAI DISSIPARE

I due figli si erano già persi in casa del padre: uno pecca per eccesso, l’altro per difetto. Non si incontrano mai, non si parlano, sono estranei in casa. L’unico collegamento sembra essere, oltre al padre, l’interesse per l’eredità. Questo fatto dimostra come si può vivere nella stessa casa, avere obiettivi simili ed essere contemporaneamente degli sconosciuti.

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Grazia o giustizia nel caso del figlio ritrovato?

Quando a contare è l’amore e non le regole

In teologia, la grazia è l’aiuto soprannaturale che Dio concede all’uomo per guidarlo nella via della virtù. Per gli uomini è una buona disposizione dell’animo verso gli altri, una sincera benevolenza. In ambito giuridico la grazia è un provvedimento di clemenza e di estinzione della pena a favore di un determinato soggetto.

La giustizia divina è una delle quattro principali qualità di Dio, ed è una condizione di rettitudine che si manifesta in un comportamento consono a quello di Dio. La giustizia umana consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto. L’autorità a cui tale potere è affidato è la magistratura.

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