Posts Taggati ‘fratelli lontani’

Le foglie d’autunno, una metafora per i fratelli “lontani”

Se dovessimo scegliere una stagione simbolica per i fratelli che si sono allontanati dalla congregazione, la scelta ricadrebbe sicuramente sull’autunno

Nella letteratura le foglie rappresentano parti di noi e del nostro modo di vivere. Per alcuni sono frammenti della nostra anima. In psicologia, il sentimento umano viene definito “autunno”. Ed è l’autunno la stagione dove le foglie cadono dal ramo lentamente, con grazia, cullate dal vento e prima di decomporsi, si depositano delicatamente sul terreno. Le foglie sono le lacrime degli alberi. In effetti, a guardarle, le foglie hanno le forme delle lacrime.

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Pietre bruciate

Nel libro La vita vincente, Rick Joyner, fondatore di MorningStar Ministries, una chiesa missionaria cristiana, dedica un capitolo a coloro che si sono allontanati dalla chiesa o che conducono una vita comunitaria difettosa.

Il suo augurio è che questa condizione possa al più presto cambiare, perché il futuro per la sopravvivenza dipende dal trovarsi al posto giusto all’interno della chiesa di Cristo. “Se siete stati offesi dalla chiesa per qualche motivo, prego che siate compunti e che cogliate la sfida di pentirvi di qualunque vostra mancanza di perdono e che vi sentiate ispirati a rientrare nell’ovile”. Per Joyner, si tratta di una questione di vita o di morte. Il perdono e il rientro sono le cose più sagge da fare. E’ inutile aspettarsi la perfezione dagli altri membri. C’è il rischio di rientrare quando ormai la chiesa è andata fin troppo avanti per raggiungerla.

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Il passo di Giacobbe

“Mio signore, ti prego, mi sia concesso di continuare il viaggio secondo il passo del bestiame e secondo il passo dei fanciulli”. – Genesi 33:14.

Esaù è venuto a sapere che suo fratello gemello, Giacobbe, è di ritorno, e si è messo in marcia con 400 uomini per incontrarlo. Giacobbe, anche se sono passati 20 anni da che Esaù gli ha venduto il diritto di primogenito, teme che il fratello provi ancora rancore nei suoi confronti e che lo voglia uccidere. Perciò gli invia, a più riprese, una grande quantità di doni: complessivamente oltre 550 capi di bestiame (questa era solo una minima parte dell’intero bestiame). All’invito di Esaù di seguirlo, Giacobbe risponde che il passo tra i due clan è diverso e che seguirlo nel deserto sia il bestiame che allatta che i fanciulli delicati, avrebbero potuto subire gravi danni. Le donne, i bambini, le persone anziane, i malati e il bestiame che ancora allattava, avevano esigenze, bisogni e forze limitate, non in grado di reggere il passo. Esaù riconobbe questa disparità e li lasciò partire. (Ge 33:1-17)

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Fratelli non previsti alla mia porta di casa

“Benedizione agli amici che alla mia porta, senza essere chiamati, senza essere sperati, sono però venuti”.  (JOHN HENRY NEWMAN)

J.H. Newman, famoso cardinale inglese, fece scrivere a fianco della porta di casa sua le parole sopra riportate. Voleva evidenziare l’affetto di quegli amici che si fanno vedere senza essere attesi o reclamati. Un’esperienza del genere è descritta nella Bibbia, dove si narra che Abraamo, fu visitato da tre ospiti inattesi e che in seguito si rivelarono essere tre angeli. Quell’incontro inatteso si rivelò anche una straordinaria benedizione per l’accoglienza mostrata da Abraamo e Sara: la nascita di un figlio.

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