Posts Taggati ‘fratelli’

“Non sono io che sono andato via, siete voi ad essere rimasti”

Domande in sospeso

C’è un momento della nostra vita cristiana dove ci domandiamo se la religione in cui abbiamo creduto sia per davvero quella giusta. Abbiamo vissuto tanto tempo in questa casa, che ci chiediamo se veramente è stata casa nostra.

Molte attività che un tempo ci allietavano ora non riescono più a farlo. Sono divenute abitudini. Basta davvero credere in Dio e seguire certe pratiche per avere la sua approvazione? Le quattro mura della sala del regno, i fratelli, gli anziani, i pionieri, i sorveglianti, sono veramente la nostra casa?

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EMPATIA, una qualità spesso fraintesa…

… anche in congregazione

 Le relazioni interpersonali tra fratelli e con Dio sono alla base della religione dei testimoni di Geova. “Ama Dio e il tuo prossimo” sono i principali comandi prescritti dalla Bibbia e che ogni tdG dovrebbe seguire con tutto il cuore e la propria mente. Spesso viene fatto a parole più che con i fatti. Dio ci ha creato empatici, cioè capaci di metterci nei panni degli altri. Questa naturale attitudine all’in­contro con l’altro si trasforma molto spesso in un inciampo continuo tra malintesi, blocchi, asimmetrie emotive e disturbi di ogni genere. L’organizzazione dei tdG, dopo la famiglia, dovrebbe essere il luogo ideale per esprimere empatia. A volte, invece, sembra un campo di battaglia, dove c’è la maggiore densità di conflitti, di non detti, di sentimenti taciuti, aspettative disattese, biso­gni mancati. Ed è molto strano per una religione che fa dell’empatia una caratteristica riconoscitiva dell’amore di Cristo, veder prolificare, come tanti batteri, l’invidia, la gelosia, la rabbia, la paura, il disagio, l’amarezza. Emo­zioni che restano silenziose e mai espresse, se non nella solitudine delle proprie case, dopo una giornata di predicazione o di associazione fraterna, tra rumori assordanti di parole ra­ramente ascoltate.

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Fratelli che si prendono una «pausa»

L’articolo “Egli dà allo stanco potenza”, contenuto nella W di gennaio 2018, applica la scrittura dell’anno anche a quei fratelli che, secondo il CD, si sono presi “una pausa” dalla verità, smettendo di leggere la Bibbia, di frequentare le adunanze e di andare in predicazione. Perlopiù, si tratta di un riferimento agli “inattivi”.

L’articolo si concentra sulla speranza in Geova quando dobbiamo affrontare ogni tipo di avversità. Nel sottotitolo QUANDO VENIAMO DELUSI DAI FRATELLI, è riportata una supposizione difficile da dimenticare: un’offesa fatta da un fratello. Gli esempi riportati nell’articolo e i ragionamenti fatti, vogliono indicare che Geova non impedisce che i suoi servitori subiscano delle prove, ma non li abbandona mai se confidano in lui.

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Dio non scende a patti con le beghe umane

Quando non sono in grado di risolvere i problemi personali, si sente spesso ripetere tra i tdG, la solita frase, tipica del loro repertorio lessicale, che a lungo andare sta diventando come un mantra dei buddisti, un rosario dei cattolici, un ṣalāt dei musulmani: “Aspetta Geova”… e intanto i problemi si trascinano.

Quando capiranno che Dio non accetta di venire a compromessi con uomini che non hanno nessuna voglia di risolvere i loro litigi? Egli ha fatto scrivere il suo pensiero nella Bibbia e in essa troviamo la soluzione per ogni problema. Non c’è nulla da aspettare. Anzi, è Dio che aspetta che i diretti interessati risolvino le loro beghe.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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