Posts Taggati ‘giobbe’

CERTEZZE E OPERE

Molti cristiani sono certi che la salvezza dipende dalle loro opere. Alcuni sono anche certi che un cristiano “inattivo” se non predica e non frequenta le adunanze non sarà salvato ad Armaghedon. E’ così?

E’ imperativo (!) osservare i frutti dello spirito esposti nelle Sacre Scritture per poter avere l’approvazione di Dio. Ma, si deve sottolineare che è lo Spirito Santo a dare al cristiano la capacità di operare bene. Non possiamo pensare che le nostre buone opere siano la base della salvezza. La salvezza non si guadagna, essa è un dono dell’immeritata benignità che riceviamo solo grazie al sacrificio di Gesù. Ogni cristiano deve acquisire certezze stabili ed essere attivo nell’esercizio dei frutti dello spirito (predicazione e adunanze sono subordinate ad esse, ma non sono prima di loro per importanza). Le cose che accompagnano la salvezza sono la conoscenza, la fede, il pentimento, l’obbedienza, l’amore, la preghiera, la perseveranza e la speranza. Sono queste le certezze che inducono il cristiano a operare.

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Il ravvedimento è necessario anche ai proclamatori “attivi”

Il ravvedimento è necessario anche al popolo di Dio. Sì, anche per coloro che hanno conosciuto le benedizioni di Geova. Anche loro sbagliano continuamente a causa dell’imperfezione.

“Fatemi capire lo sbaglio che ho commesso”.Giobbe 6:24

Giobbe non capiva i presunti sbagli che gli venivano attribuiti dai suoi amici. Chiede che lo aiutino a capire dove ha sbagliato in modo da potersi ravvedere. Il ravvedimento continuerà fin quando non saremo liberati dal peccato adamico.

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Riconciliati con Dio

“Su riconciliati con lui e tornerai felice, e avrai nuovamente il tuo benessere”. – Giobbe 22:21. (BJ)

Non sempre le afflizioni hanno un risvolto negativo e dannoso. Quale danno può recare il fuoco all’oro? Può solo purificarlo. Dio opera in modo strano: sa trarre l’ordine dalla confusione e l’armonia dalla discordia. A volte usa uomini ingiusti per fare le cose giuste. Spesso Dio libera quando non c’è alcuna speranza e salva i credenti nel modo in cui pensavano che li stesse distruggendo. Se persino le cose peggiori procurano del bene al cristiano, cosa opereranno le cose migliori per lui?

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Curarsi le ferite gli uni con gli altri

pecorainspalla

La religione esiste per sanare le ferite della vita.

“Io stesso certamente ricercherò le mie pecore e ne avrò cura. Fascerò la fiaccata e rafforzerò la malata”. – Ezechiele 34:11,16.

Geova ci assicura che si prende cura dei suoi fedeli feriti e malati. Lui è la fonte del soccorso, si sente responsabile nei confronti di chi si è smarrito ed è ferito. Una pecora ferita non è mai una pecora morta. La vera religione, quella che imita più da vicino il Dio descritto dal profeta Ezechiele, ha come compito principale quello di curare le anime che soffrono. Questa è la caratteristica più attraente della vera religione.

Gesù è venuto a salvarci dal peccato. Il termine latino per “salvezza” è salus-salutis, che significa anche “salute”. La salvezza di cui parla la Bibbia non riguarda solo il tempo futuro, ma anche il tempo presente. Si riferisce in particolare alle ferite della nostra esistenza attuale. A volte per guarire basta la gentilezza di una carezza, il calore di un abbraccio, uno sguardo silenzioso, un gesto delicato, una parola comprensiva.

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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