Posts Taggati ‘inattività’

Giocare sporco con la dipendenza fraterna

La dipendenza dall’affetto fraterno può essere una gioia, ma può diventare anche una fonte di sofferenza, perché rende fragile il rapporto tra fratelli.

Aristotele mise in guardia i greci dai pericoli derivanti dal lasciarsi accecare dal carisma e dal carattere di una persona. Scongiurava i suoi ascoltatori di prestare attenzione, durante un ragionamento, unicamente ai fatti, in modo da non essere manipolati sul piano emotivo. Oggi le cose non sono affatto cambiate. Chi è affettivamente dipendente è poco sicuro di sé. Senza una “autorizzazione” esterna non riesce a credere al proprio valore. Può vacillare al primo colpo di vento. Da non confondere la dipendenza con la rassicurazione, che è conforto, rasserenamento, tranquillizzazione. La troppa dipendenza dagli altri può aiutarci a vedere le cose in senso inverso cercando di comprendere i motivi per cui siamo troppo sensibili a certe persone e a come proteggerci.

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“FATEVI CORAGGIO”

Nel mondo avete tribolazione, ma fatevi coraggio! Io ho vinto il mondo”. (Giov. 16:33)

 Il coraggio è forza spirituale, emotiva e morale che permette di parlare e agire senza timore malgrado gli ostacoli e i pericoli. E’ il contrario della paura, del timore e della codardia. Chi è coraggioso è disposto a soffrire per ciò in cui crede (2 Tim. 1:7). Una certa dose di coraggio è necessaria per essere franchi nel parlare e per comportarsi in modo giusto anche nelle cose semplici della vita quotidiana. La franchezza non va confusa con l’insolenza. (Col 4:6) Parlare con coraggio non significa essere critici, intransigenti o dogmatici.

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Personalità fragili

Come si possono riconoscere le persone fragili? In che modo gli anziani delle congregazioni possono approcciarsi alle personalità fragili della congregazione?

La fragilità ha molti volti. Nell’immaginario collettivo la fragilità assume il volto della debolezza inutile e antiquata, immatura e malata, inconsistente e priva di senso. Invece nella fragilità si nasconde il volto della sensibilità e della delicatezza, della gentilezza e della dignità, della vulnerabilità e dell’umanità inerme. La fragilità è parte della vita, quella che facilmente si spezza e che rende precarie le nostre emozioni, le nostre inquietudini, le nostre speranze.

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Essere se stessi

Cosa significa essere se stessi quando si diventa inattivi? E’ possibile ritrovarsi dopo aver perso la testa vivendo una vita «normale»?

In genere è il dolore a invocare il cambiamento. Si tratta di un malessere che si fa fatica a decifrare e a esprimere correttamente. E’ simile a una gabbia che soffoca. L’inattività è preceduta da una fase dove il dovere, le abitudini e le incombenze, non sono sentiti né pensati come prima. Si vive senza più partecipazione, non si è più «dentro» con la testa.  Si prova la spiacevole sensazione di essere stati collusi (in genere con gli anziani) e di aver dato il proprio assenso ai loro consigli. L’indifferenza dei pastori, l’incapacità di capire a fondo il malessere, la mancanza di sensibilità e di vicinanza fraterna, inducono chi sta soffrendo una crisi spirituale a chiudersi in se stesso, ad annullarsi e a divenire inattivo.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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